Strillare istericamente ipotetiche quantomai improbabili minacce per la democrazia è attività consueta della sinistra. E così il buon Massimo D’Alema, che pure aveva dato prova di moderazione ultimamente, non ha perso occasione per ricadere nel vecchio cliché che accusa la destra di soffocare e destabilizzare le istituzioni democratiche.
Per cosa poi? Per il semplice fatto che Berlusconi abbia sparato a zero sulla stampa italiana.. E il premier non ha parlato di stampa di destra e stampa di sinistra, non ha fatto alcun nome. L’uscita di Berlusconi è stata vaga e generica. Nessuno è stato minacciato. Al di là del fatto che la stampa italiana è ormai tutta schierata o a destra o (sopratutto) a sinistra, credo che non vi sia nulla di strano nell’esprimere la propria opinione. E comunque tutto ciò non rappresenta di certo un allarme per la democrazia. Semmai l’allarme è dato dal fatto che la maggioranza delle testate giornalistiche sono di sinistra e antiberlusconiane. Ma questa è un’altra storia.
Si vede che nel Pd c’è nervosismo per le primarie e ogni occasione è buona per mettersi in mostra e tirare l’acqua al proprio mulino. Chissà poi se i loro elettori gradiranno questa ennesima lotta fratricida, urlata e combattuta con ogni mezzo.

Snake

Forse alcuni di voi pensavano già all’imminente chiusura di questo blog. Ed effettivamente questi mesi del 2009 sono stati assai poco produttivi per Face the Truth. Vuoi per motivi personali legati a talune vicende che la vita spesso ci “regala”, vuoi per altre motivazioni. Sorvolando sui motivi personali, è opportuno riflettere sugli altri temi. Non è ormai solo un’impressione il fatto che la blogosfera abbia perduto terreno nel web. Gli anni d’oro dei blog sono alle spalle. Oggigiorno i social network permettono una comunicazione più rapida, immediata, tutta la nostra vita è on line in un click, attraverso messaggi, foto, video, musica, quiz, ecc. Certamente si tratta di un fenomeno senza precedenti ed è difficile prevederne gli sviluppi.
Tutto questo, ovviamente, va a discapito di determinate “categorie multimediali”, come appunto quella del blog. Il blog di per se è impegnativo, specie se affronta un determinato campo (nel nostro caso, la politica) e richiede costanza e dedizione, analisi dei fatti e dei dati, non ci si può permettere che in minima parte di “scadere”, di essere banali, pena la perdita di credibilità e di visitatori. Il mestiere del blogger politico è spesso un mestiere ingrato: lo si fa per passione, per dare un senso al proprio lavoro, per condividere, pubblicizzare, sottoporre a critica le nostre idee. E ciò comporta che per esempio articoli da noi ritenuti pregevoli possano essere snobbati e altri da noi ritenuti meno importanti possano andare alla ribalta. In ormai 4 anni di attività, sono abituato a questo genere di cose.
Permettetemi anche di fare un tuffo nei ricordi. Sono chiare nella mia mente gli inizi di Face the Truth: era il luglio del 2005, un’altra ennesima calda estate e mi gettai in questa impresa. Tocque-ville, che era stata appena fondata e di cui sono membro e redattore, appariva come una splendida realtà che tuttora va avanti. Si era nel pieno del boom dei blog: c’era gran fermento e non c’era quell’offuscamento dovuto ai social network. Avere un blog serio era una vera e propria responsabilità: migliaia di visitatori, commenti, discussioni. I blog erano davvero un mezzo straordinario per la diffusione delle idee, strumento essenziale di democrazia, palestra del pensiero oserei dire.
E’ triste pensare che molte cose siano cambiate: non si vuole criticare il social network di per se, ma si evidenza il fatto incontrovertibile che grazie ad esso il panorama delle libere idee si è impoverito: siamo spesso più interessati alla frase sulla bacheca di facebook del nostro amico che non a leggerci un articolo su un blog. Il social network in questo senso è come un buco nero che risucchia a poco a poco tutto ciò che c’è intorno. E’ l’evoluzione del web del resto. L’immediatezza nella comunicazione è un richiamo irresistibile. Forum, email, blog, siti, tutte cose ancora attive, ma oscurate dai social network. Ovviamente esistono delle eccezioni, per fortuna. Queste cose non sono sparite, ma non posseggono, a mio modesto parere, la passione e il fascino che suscitavano un tempo. Io amo ancora tantissimo scrivere email, discutere sui forum, cotruire siti web.
Il sottoscritto è sempre stato appassionato di informatica, dal 2002 costruiva siti web e ricordo con piacere che costruire una pagina web “artigianalmente” mi dava un’immensa soddisfazione. Nessuno mi vieta di farlo ancora oggi, ma io stesso, non essendo una persona ipocrita, preferisco di gran lunga i moduli CMS per esempio, che mi consentono di concentrarmi sui contenuti e non sul codice e permettendomi di aggiornare velocemente il tutto.
Del resto il progresso deve andare avanti. L’unico rammarico è che la blogosfera, o meglio, i tempi d’oro della blogosfera, siano ormai relegati al passato. Ci saranno senz’altro tantissime persone appassionate di blog, che ne hanno uno e che lo aggiornano, ma la popolarità in termini di numero di visite, in termini di strumento di influenza politica, penso vada scemando.
Allora forse sono possibili due diversi scenari: in primo luogo sarebbe bello sfruttare le potenzialità dei social network per traslare in esso il mondo della blogosfera: in pratica creare social network a tema strutturati in maniera semplice e intuitiva: nel nostro caso, una sorta di “facebook di Tocque-ville”. Oppure, secondo scenario, è possibile che questa disattenzione per la blogosfera possa portare a due opzioni: o al tramonto quasi inesorabile della blogosfera stessa, oppure all’incremento della qualità, inducendo i più virtuosi a migliorarsi e scoraggiando i meno motivati, creando un target di lettori selezionato e attento.
Sono solo ipotesi ovviamente.
Detto questo, non ce la sentiamo di chiudere il blog, o meglio, non me la sento. In fondo questo blog è parte di me. E’ come un diario che, nonostante non abbia quasi mai trattato argomenti relativi alla mia vita privata, ne è stato testimone silenzioso. E’ stato un compagno di idee, di confronto, una finestra sul mondo. Sarei davvero un ingrato se lo chiudessi. E non sono mancate le tante soddisfazioni. Gli ultimi otto mesi per me sono stati tra i più bui della mia esistenza. Ma la vita va avanti e ora – ecco che forse per la prima volta parlo un po’ di me stesso – ho voglia di riprendere a vivere. E questo blog, Face the Truth è parte di questa mia vita. Perdonate la digressione, da settembre si ricomincia!

Snake

Finita questa tornata elettorale, emerge nuovamente la sconfitta del Pd, l’ennesima. Ancora una volta la demonizzazione dell’avversario, l’accanimento anche personale contro Berlusconi non ha pagato.
L’hanno capito tutti tranne i vertici del partito. E così va avanti la debacle del Pd, anche e soprattutto nelle elezioni amministrative, tradizionale terreno a loro congeniale.
Personalmente ho trovato più concrete e attuali le proposte di partiti come Sinistra e libertà: lotta al precariato, disoccupazione, carovita, tutti temi che meritano di essere discussi, al contrario di gossip e veline.
Franceschini, laconico, dice che ancora non è finita, nel senso che bisogna attendere i ballottaggi. Ma serpeggia in maniera palese il malcontento degli elettori del Pd. Finché saranno al vertice del partito persone come Veltroni prima e Franceschini poi, non vi saranno grosse possibilità di conquista dell’elettorato.
Inutile venire a raccontare la solita favoletta che Berlusconi ha manipolato le elezioni, ha tutto nelle sue mani ecc. Chi voleva poteva votare Pd, ognuno è responsabile del proprio voto.
Francamente, visti gli sviluppi, sarà difficile credere a concreti cambiamenti nel Pd: da quando è nato, il partito è rimasto nella sostanza un’accozzaglia di Ds e Margherita. Altro che “democratici sul modello americano di Obama”. Siamo anni luce.

Snake

l ministro Brunetta è deciso a innovare la pubblica amministrazione. E così vengono compiuti ulteriori passi avanti nel tormentato e difficile cammino della riforma di questo settore.
La chiave di volta della riforma, a nostro avviso, non è insita nell’informatizzazione, bensì nell’introduzione del criterio meritocratico, relegato, per il momento al settore dirigenziale, con diversi contrappesi.
Solo introducendo il criterio meritocratico è possibile effettuare un grande cambiamento, non solo in termini di efficienza ed efficacia, ma anche in termini di immagine nei confronti del cittadino.
E il miglior modo per convincere i cittadini sono i fatti.
E’ tempo che la pubblica amministrazione recuperi credito e sia realmente al servizio del cittadino.
Ovviamente rimane ancora tanto da fare. Ma passo dopo passo è possibile andare avanti.
E poi come si dice, anche il cammino più lungo inizia con un primo passo.

Snake

Finalmente qualcosa si muove. E così questo 25 aprile appare più sereno rispetto ai precedenti. Ogni anno Face the truth ha dedicato uno spazio per questa ricorrenza. Ricordiamo con un po’ di nostalgia gli speciali pubblicati su Ideazione qualche anno fa, alla quale abbiamo partecipato con entusiasmo. Ma in compenso possiamo dire che almeno stavolta le acque si sono calmate. Sarà perché Berlusconi ha finalmente preso parte attiva a tutto ciò, ponendo fine alla sua tradizionale assenza, sarà anche perché non vi è la sinistra estrema a fare clamore, ma il risultato è notevole.
A parte qualche solita polemica che comunque è inevitabile, il clima è più sereno, forse anche grazie al ritrovato clima di unità nazionale causato dal tragico terremoto in Abruzzo.
Insomma, sarebbe bello che questo clima si manifestasse in tanti altri eventi altrettanto importanti. Ma l’importante è, come in ogni evento della vita, fare il primo passo.
E’ un percorso di crescita che deve essere incentivato da entrambi le parti politiche.
Allora anche noi ci uniamo alle riflessioni che suscita il 25 aprile per la storia d’Italia, che ha segnato una tappa fondamentale per la Repubblica, al prezzo di numerose vittime, da entrambi le parti.
W l’Italia!

Snake