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Il risultato delle ultime elezioni amministrative non appare molto confortante per il centrodestra. Infatti le vittorie riportate in Sicilia e a Milano, alla fin fine ce le aspettavamo. E francamente non si è fatto nulla per sradicare l'annoso problema tipico del centrodestra della sua debolezza strutturale al livello locale. Il motivo per il quale il centrosinistra ha ottenuto buoni risultati non attiene al solito cliché per il quale i suoi elettori sono più mobilitati. Questo può andar bene fino a un certo punto, soprattutto per le politiche. Ma a livello locale le cose cambiano. Eccome.
Come spiegare altrimenti la riconferma di personalità ormai fin troppo note che non si sono certo distinte per la loro abilità di amministratori locali? La verità è allora un'altra e va cercata all'interno della cultura politica di centrodestra.
Prima di tutto, la scelta dei candidati: era proprio necessario candidare il pugliese Buttiglione a Torino e Alemanno a Roma? Entrambi non potevano competere con i soliti noti del centrosinistra. Anche la campagna elettorale non è stata delle più brillanti e certamente non è bastata la discesa in campo di Berlusconi, che non può certo sanare ogni situazione difficile.
Manca, a dir la verità, una rete di mobilitazione locale. Prendiamo il centrosinistra: ad un'attenta analisi, possiede sedi di partito e sezioni anche nei piccoli centri. L'eredità strutturale dei vecchi partiti di massa, in questo senso, non è andata perduta, ma è stata riciclata tanto da costituire ancora la spina dorsale della politica locale. Con questa pervasività territoriale delle sinistre, la destra non può competere.
E' altresì un problema culturale che ancora stenta a decollare. Fortunatamente il decollo c'è stato a livello nazionale, grazie alla straordinaria leadership berlusconiana e ora si raccolgono i frutti, con la nascita della cosiddetta Right nation italiana. Ebbene, sarebbe fortemente desiderabile che la Right nation sposti il suo baricentro a livello locale, senza ovviamente sacrificare il dibattito nazionale. O meglio, che questa cultura politica possa diffondersi in maniera capillare. E per fare ciò il livello del dibattito non può rimanere solo sui grandi temi nazionali. La Right nation, come è giusto che sia, si concentra sui temi che riguardano la vita dello stato. Ma gli amministratori locali non riescono a filtrare gli elementi utili per le piccole realtà e a trarne gli spunti adeguati. Allora sarebbe certamente necessario un maggiore lavoro a livello teorico, soprattutto di formazione politica. Gli amministratori locali di destra o coloro che aspirano a esserlo, non possono prescindere dal formare network, da creare associazioni, organizzare dibattiti e diffondere con i media il frutto del loro lavoro.
Credo che oggi il centrodestra delle realtà locali sia eccessivamente atomizzato e questo è un male. Fino a quando non ci sarà un cambiamento di rotta, la sinistra avrà sempre la meglio a livello locale. Non bastano le batoste che di tanto in tanto si riesce loro a infliggere.
Però attenzione: va bene creare, come si è detto, una cultura di destra a livello amministrativo, ma non si può assolutamente ragionare per compartimenti stagni: in altre parole, deve esserci una forte osmosi tra Right nation e cultura politica locale, questo per non perdere da un lato la dimensione per così dire, "micro", e dall'altro, per non smarrire la visione d'insieme.
Se il centrodestra avrà il coraggio di portare avanti questa battaglia, avrà fatto davvero un notevole passo in avanti.
Snake
Alla fine ciò che aleggiava da tempo nel centrosinistra è diventato realtà. Romano Prodi ha infatti affermato di voler cancellare diverse riforme del centrodestra. L'Italia, in questo modo, torna indietro di molti anni.
Innazittutto il Professore desidera fortemente cancellare la riforma della giustizia, in particolare l'inappellabilità delle sentenze penali di proscioglimento. Proprio questo principio di civiltà giuridica che sottraeva ai pm quest'odiosa pratica inquisitoria, ora potrebbe venir spazzato via dal nuovo governo. Abbiamo spesso perorato l'importanza a che l'accusa e la difesa fossero sullo stesso piano, a fronte dello strapotere dei pubblici ministeri politicizzati. Ora invece, la sinistra, legata a doppio filo con buona parte dei magistrati, potrebbe riconsegnare una grande fetta di potere al potere giudiziario. Del resto sono inquietanti le parole di Prodi, secondo cui è necessario ridare serenità ai giudici. Serenità di fare politica forse? E non mi si venga a dire che la magistratura non ha nulla a che fare con la sinistra: si guardino quanti parlamentari sono ex-pm..
Altra riforma che il governo vuole cancellare è quella relativa alla Bossi-Fini, la legge sull'immigrazione. In tal modo vi è il rischio di ingressi incontrollati sul nostro territorio nazionale, senza alcuna ratio che possa filtrare il flusso in entrata. Con la Bossi-Fini la ratio era semplice e efficace: il contratto di lavoro, che condizionava il rilascio o meno del permesso di soggiorno e contrastava l'entrata di clandestini.
Ma l'elenco del programma distruttivo dell'Unione potrebbe continuare: la legge Biagi, la riforma della scuola, il ritiro delle truppe dall'Iraq, il ponte sullo stretto di Messina..
Non vi voglio annoiare oltre con la lista dettagliata del programma del centrosinistra. Quello che è necessario rilevare è che un governo, quale che sia il suo orientamento politico, non può sprecare il suo mandato a cancellare ciò che ha fatto l'esecutivo precedente. In tal modo si perde credibilità e il paese cade nell'arretratezza. Io do il mio voto a una coalizione se quest'ultima mi presenta dei progetti concreti, costruttivi e non distruttivi.
Insomma, il centrosinistra ancora una volta ha dimostrato di non saper vivere se non di luce riflessa, quella del centrodestra. Infatti, quando era all'opposizione, era cementata dall'odio contro Berlusconi (non che questa peculiarità sia oggi svanita), mentre ora vive grazie alle riforme del centrodestra, nel senso che proprio tali riforme le permettono di poter fare qualcosa, cioè di cancellarle.
Non ci rimane che assistere a questa deprimente opera di demolizione: però attenzione, perché se non si prendono misure protettive adeguate, si rischia di cadere rovinosamente assieme alle macerie.
Snake
Udite udite, il governo Prodi ha già intenzione di ripristinare vecchie tasse e di crearne nuove! Il vice-ministro dell'economia Visco non ha usato mezzi termini: tassare successioni, rendite, bot e chi più ne ha più ne metta. Se questo è l'inizio di un nuovo ciclo economico e finanziario, ci attende un futuro tutt'altro che roseo, tutt'al più verde, come le tasche dei contribuenti. Proprio un bel modo per rilanciare l'economia. Se la situazione economica del Paese non è delle migliori, a maggior ragione un incremento della tassazione risulta deleterio. In tal modo come si può pensare a un rilancio dei consumi e degli investimenti?
La tassa sulla successione rappresenta un gravoso balzello sulle nuove generazioni, che devono ereditare il patrimonio familiare. In tal modo lo stato diventa una sorta di co-erede indesiderato. E che dire sulla tassazione delle rendite? E' un provvedimento tipico del modo di pensare delle sinistre, foriero di un ebete quanto utopico egualitarismo sociale, espressione di una concezione anti-libertaria e statalista. La tassa sulle rendite è altresì punitiva, nel senso che appare quasi come una sanzione morale a un eccessiva accumulazione di beni immobili, considerata dannosa per le masse. Del resto assomiglia a una sanzione morale anche la prospettiva di tassare gli utili di borsa e i buoni del tesoro, come se l'attitudine al risparmio e all'investimento non foss'altro che un male da estirpare piuttosto che una virtù da premiare.
D'altronde cos'altro ci possiamo aspettare da una maggioranza che dice tutto e il contrario di tutto? Il buon Prodi ha sempre smentito l'introduzione di nuove tasse, considerando Berlusconi fazioso e inutilmente polemico. Ora si vede chi ha ragione.
Verrebbe da alzare il ditino indice e puntarlo contro il popolo della sinistra che ha votato compatto Prodi, come sono soliti fare loro in virtù della loro presunta divina superiorità morale. Ma noi non siamo fatti di questa pasta, la Right nation ha tutt'altro stile e metodo, agli antipodi dei radical chic.
Ci dispiace, comunque, che metà del popolo italiano, tecnicamente maggioranza strutturale, debba rimanere schiacciata da questa vessazione fiscale. L'idea di Berlusconi dello sciopero contro le tasse, tutto sommato, alla luce degli eventi, non è poi così astrusa.
Per ora prepariamo i portafogli e il conto in banca.
Snake
Sono passati pochissimi giorni dalla costituzione del nuovo esecutivo guidato da Romano Prodi che già regna il caos totale. Prendiamo il caso dei Pacs. Il neoministro Rosy Bindi, da buona ex-democristiana, tergiversa, affermando di non aver mai parlato di Pacs, ma di unioni civili. In effetti nel programma-malloppo dell'Unione i Pacs non vengono menzionati. Ma siamo sicuri che questo atteggiamento-tentennamento sia gradito a chi, come i rosapugnanti, hanno fatto dei Pacs uno dei loro cavalli di battaglia, o, di contro, ai moderati dell'Udeur e della Margherita, schierati su posizioni più tradizionaliste?
Insomma, cari lettori, si tratta come sempre di prendere una decisione chiara e recisa: ai compromessi stile vecchia Dc preferiamo scelte impopolari. Per troppo tempo abbiamo vissuto, durante la prima repubblica, di "politichine" affievolite dai compromessi. Bisogna, insomma, avere il coraggio delle proprie scelte, come ha fatto Silvio Berlusconi.
Veniamo anche alla questione del ponte sullo Stretto di Messina. A nostro parere – e non solo – opera fondamentale, ma a detta della sinistra più radicale, assolutamente inutile. Con un ministro come Antonio Di Pietro, poi, si rischia anche in questo caso una situazione di stallo. Tuttavia in questo caso non si potrà arrivare a compromessi: o il ponte si fa, oppure nulla di fatto: non è che si può costruire un ponte di corde..
Insomma, se è vero che l'eccesso di opzioni, come spesso si dice, è paralizzante, in questo caso si rischia la paralisi per eccesso di eterogeneità. E se non si arriva alla paralisi, si attuano i compromessi. Francamente in tal modo si sprecano delle occasioni e vi è il pericolo purtroppo di veder vanificato il riformismo berlusconiano, quale che sia il giudizio su di esso.
Altro tema scottante è quello della politica estera: in che modo verrà effettuato il ritiro dall'Iraq? Prodi non ne cava un ragno dal buco ed è ostaggio della sinistra massimalista.
Davvero l'Italia non meritava tutto questo, ma d'altronde chi è causa del suo mal (e questo vale per chi ha votato a sinistra), pianga se stesso.
Snake
Che il governo Prodi incassasse la fiducia del senato, seppur risicata, alla fin fine si poteva prevedere. Ma che tutti e sette i senatori a vita appoggiassero senza riserve il nuovo esecutivo non ce lo saremmo mai aspettati. Persino Francesco Cossiga, nemico dichiarato di Prodi, ha scelto di sostenerlo. E che dire di quella vecchia volpe democristiana di Giulio Andreotti? Dopo essere stato portato alle soglie della presidenza del senato dal centrodestra, li ripaga con il più squallido dei giochetti tipici della balena bianca. Ma d'altronde fidarsi degli ex-democristiani è sempre un rischio.
Il punto è che i senatori a vita non sono eletti dal popolo. E allora? E allora, considerando che l'Italia è spaccata in due e che oltretutto al senato la maggioranza dei voti (ben 500.000 in più) appartiene al centrodestra, sarebbe stato corretto astenersi. Ma evidentemente il buon senso non è loro appannaggio.
Da Ciampi in fin dei conti ce lo aspettavamo, essendo un uomo di sinistra. Come del resto da Scalfaro e dalla Montalcini.
In questi momenti mi assale anche un altro pensiero. Se infatti Napolitano dovesse nominare altri senatori a vita di sinistra, a quel punto lì il senato sarebbe ipotecato dalla sinistra. E' un fattore, quest'ultimo, di cui si parla poco, ma che potrebbe, qualora risultasse veritiero, oscurare in parte la prevedibile debolezza del centrosinistra al senato.
Ma è opportuno evitare di fasciarsi la testa prima di averla rotta. Ricordiamo infatti che la maggioranza al senato rimane per il momento debole e il bello deve ancora venire. E' del tutto ragionevole ritenere ovvio un voto di fiducia nel momento in cui si costituisce il governo, ma non è detto che tale fiducia permanga nel tempo.
Il senato, insomma, sarà la vera spina nel fianco del governo Prodi, sempre in balia di possibili abbagli.
Intanto prendiamo atto che i senatori a vita se ne fregano del popolo e della rappresentatività democratica e si fanno gli affari loro.
Snake










