EmblemaTutto come previsto, al referendum ha vinto il no. Ha vinto la conservazione, l’inefficienza, lo statalismo, la debolezza. Fa riflettere che il nord abbia votato compatto sì. La parte più produttiva dell’Italia ha voglia di cambiare e ciò lo si vede chiaramente dagli esiti del voto.
Rimane il problema del sud. Forse la propaganda della sinistra ha avuto maggior effetto, o forse si vuole continuare sulla strada dell’assistenzialismo. Il sud se vuole davvero superare i suoi problemi, deve abbandonare lo spirito di rassegnazione e vittimismo e non deve contare sempre sugli aiuti di stato.
Al di là di queste considerazioni, ancora una volta la sinistra si dimostra ben più mobilitata e catechizzata rispetto alla destra, su questo non ci piove. Mi auguro che gli elettori del centrodestra che non sono andati a votare non si lamentino.
Si è presentata per l’Italia un’occasione per cambiare, ma è stata rifiutata dal voto popolare. Ora la sinistra vorrebbe grandi intese per modificare la costituzione: troppo comodo! Se hanno passato i mesi trascorsi a pontificare e a santificare la vecchia costituzione, perché mai dovrebbero ora volerne delle modifiche? Lo stesso D’Alema che si lamenta oggi del premierato forte e che appena ieri ne propugnava la realizzazione alla bicamerale!
Ma fateci il piacere: se volete essere incoerenti fatelo pure, ma senza il centrodestra. E’ vero, le riforme è bene che si facciano tutti assieme, a patto però che non siano eccessivamente annacquate o contrattate. Il centrodestra aveva peraltro aperto al centrosinistra durante il varo della riforma costituzionale, ma quest’ultima, per puro odio ideologico, innalzò barricate, come ha sempre fatto nei trascorsi cinque anni.
Insomma, hanno occupato tutto, hanno fatto il buono e cattivo tempo, che se la sbrighino da soli, non abbiamo bisogno dei loro contentini.
Allora nessuna concessione: chi semina vento, raccoglie tempesta.

Snake