Una farmaciaDopo i taxisti, stavolta il decreto Bersani ha suscitato un’ondata di protesta da parte dei farmacisti. La cosa più grave non è tanto la parte del decreto che liberalizza la vendita dei farmaci nei supermarket, ma la singolare norma che regolamenta la successione della titolarità delle farmacie stesse.
Stando a quanto si evince dal decreto, i figli dei farmacisti regolamente laureati e abilitati alla professione, hanno solo un anno di tempo per succedere ai genitori, pena l’obbligo di vendita della farmacia a terzi. Ma vi rendete conto? E’ un vero e proprio vulnus al diritto di proprietà e di poter disporre liberamente del proprio patrimonio. Per cui, se per un motivo o l’altro, il figlio di un farmacista desideroso di intraprendere la professione del proprio genitore, dovesse avere un contrattempo, vederebbe sfumato il proprio futuro.
Mentre invece nel caso in cui il genitore dovesse morire, il figlio avrebbe tempo 10 anni per rilevare l’attività.
Lo ripetiamo, non abbiamo bisogno di uno stato che decida i nostri affari privati, che si occupi del settore pubblico piuttosto.
Capitolo a parte merita la vendita dei farmaci ai supermarket. Francamente non avrei nulla in contrario, però il decreto è stato formulato molto male, nel senso che i gestori del supermarket sono costretti ad assumere un farmacista per questo tipo di attività. Allora dov’è il risparmio per il consumatore? E’ chiaro che solo la spesa che deve sostenere il proprietario del market per pagare un farmacista fisso, annulla quel margine di risparmio che dovrebbe avere il consumatore. Proprio perché si tratta di farmaci da banco dovrebbe essere superflua la presenza del farmacista. Certo, i supermarket sono comodi e sono aperti a tutte le ore, se è per questo ci sono pure le farmacie di guardia o di turno che dir si voglia.
Se si continua con questo andazzo, tra poco non potremo neppure possedere casa nostra..

Snake

Update:

Faccio una piccola incursione, nonostante la chiusura per ferie, per aggiungere un commento di un lettore farmacista, che ha cordialmente espresso il suo punto di vista.

Mi permetto di puntualizzare: Come tutti i media avete travisato le motivazioni del nostro sciopero. Non stiamo scioperando per i farmaci di automedicazione fuori dalla farmacia, ancor meno per la modifica della norma sull’ ereditarietà delle farmacie, ma perchè nel decreto Bersani è stata abolita la norma che vietava al farmacista di avere più di una farmacia.La FEDERFARMA vuole che sia apposto almeno un limite di max 4 farmacie per gestore. Quello era la migliore garanzia al che il neolaurato avesse accesso alla titolarità ! Non è inoltre vero che in Italia non si possa acquisire una farmacia se non si è figli di titolare, perchè ce ne sono molte in vendita ed i farmacisti si possono anche associare per l’ acquisizione e chiedere finaziamenti. Ora con il decreto vediamo non solo la fine di questa possibilità, ma il concreto pericolo dell’ inglobazione della rete delle farmacie da parte della grande distribuzione ! Perche non si dice la verità ? Con questo sistema in Inghilterra le farmacie sono divise fra due grandi catene di industriali farmaceutici, che quindi fanno il bello e cattivo tempo. Chi si lamenta che le nostre farmacie siano dei market mi fa ridere, perchè non ha visto quelle inglesi o americane: vendono di tutto e di più e ti sviluppano anche le fotografie ! In italia la farmacia oltre al farmaco vende solo prodotti attinenti alla salute ed al benessere. Perchè non si vendono gli zoccoli anatomici al di fuori della farmacia o delle sanitarie? Nessuna norma lo vieta ! evidentemente sono prodotti di nicchia che in altri canali non è conveniente vendere, lo stesso vale per altri prodotti. Non dimentichiamo che storicamente la farmacia spesso era nei paesi l’ unico punto vendita al minuto, ma ciò non ha impedito che sucessivamente ne nascessero altri, al contrario di quello che stà facendo la grande distribuzione, che sta modificando a mio parere negativamente il nostro tessuto sociale. Il denaro non circola più all’ interno delle comunità perchè è stata eliminata la piccola imprenditoria che lo faceva girare. forse tutto era più caro, ma era livellato e non c’era quella grande differenza di reddito fra le classi. QUESTA E’ LA VERA GRANDE TRUFFA DEI NOSTRI TEMPI. Oggi sta scomparendo lentamente la piccola imprenditoria e la classe media a favore delle grosse concentrazioni.Non mi sembra un bene.Per quanto riguarda la vendita dei medicinali negli autogrill NOI LA APPOGGIAMO.l’ idea non è stata nostra, ma dell’ ANTITRUST e della commisione europea . Mi piacerebbe che pubblicaste questa mia come commento al vostro articolo o comunque in modo visibile, almeno per una questione di completezza d’ informazione, perchè tutti parlano di democrazia e accesso all’ informazione, ma quello che sta avvenendo oggi in Italia è una vergogna. ( voi ne avete sempre saputo qualcosa).Il ministro non ci riceve e la colpa è nostra perchè non vogliamo concertare! Ovvio che se viene pubblicato solo quello che scrivono certi “cervelloni”…. (che alla prova dei fatti non sanno di cosa stanno parlando…). In realtà ci sarebbero tante famacie da mettere a concorso leggitimamente in tutta Italia, ma sono bloccate da interessi locali. E là che il governo ed eventualmente la magistratura dovrebbero ficcare il naso. C’è molto spazio da liberare a favore dei giovani farmacisti. Certo che se favoriamo ancor di più il grosso capitale…

Michelangelo