Dopo i taxisti, stavolta il decreto Bersani ha suscitato un’ondata di protesta da parte dei farmacisti. La cosa più grave non è tanto la parte del decreto che liberalizza la vendita dei farmaci nei supermarket, ma la singolare norma che regolamenta la successione della titolarità delle farmacie stesse.
Stando a quanto si evince dal decreto, i figli dei farmacisti regolamente laureati e abilitati alla professione, hanno solo un anno di tempo per succedere ai genitori, pena l’obbligo di vendita della farmacia a terzi. Ma vi rendete conto? E’ un vero e proprio vulnus al diritto di proprietà e di poter disporre liberamente del proprio patrimonio. Per cui, se per un motivo o l’altro, il figlio di un farmacista desideroso di intraprendere la professione del proprio genitore, dovesse avere un contrattempo, vederebbe sfumato il proprio futuro.
Mentre invece nel caso in cui il genitore dovesse morire, il figlio avrebbe tempo 10 anni per rilevare l’attività.
Lo ripetiamo, non abbiamo bisogno di uno stato che decida i nostri affari privati, che si occupi del settore pubblico piuttosto.
Capitolo a parte merita la vendita dei farmaci ai supermarket. Francamente non avrei nulla in contrario, però il decreto è stato formulato molto male, nel senso che i gestori del supermarket sono costretti ad assumere un farmacista per questo tipo di attività. Allora dov’è il risparmio per il consumatore? E’ chiaro che solo la spesa che deve sostenere il proprietario del market per pagare un farmacista fisso, annulla quel margine di risparmio che dovrebbe avere il consumatore. Proprio perché si tratta di farmaci da banco dovrebbe essere superflua la presenza del farmacista. Certo, i supermarket sono comodi e sono aperti a tutte le ore, se è per questo ci sono pure le farmacie di guardia o di turno che dir si voglia.
Se si continua con questo andazzo, tra poco non potremo neppure possedere casa nostra..
Snake
Update:
Faccio una piccola incursione, nonostante la chiusura per ferie, per aggiungere un commento di un lettore farmacista, che ha cordialmente espresso il suo punto di vista.
Mi permetto di puntualizzare: Come tutti i media avete travisato le motivazioni del nostro sciopero. Non stiamo scioperando per i farmaci di automedicazione fuori dalla farmacia, ancor meno per la modifica della norma sull’ ereditarietà delle farmacie, ma perchè nel decreto Bersani è stata abolita la norma che vietava al farmacista di avere più di una farmacia.La FEDERFARMA vuole che sia apposto almeno un limite di max 4 farmacie per gestore. Quello era la migliore garanzia al che il neolaurato avesse accesso alla titolarità ! Non è inoltre vero che in Italia non si possa acquisire una farmacia se non si è figli di titolare, perchè ce ne sono molte in vendita ed i farmacisti si possono anche associare per l’ acquisizione e chiedere finaziamenti. Ora con il decreto vediamo non solo la fine di questa possibilità, ma il concreto pericolo dell’ inglobazione della rete delle farmacie da parte della grande distribuzione ! Perche non si dice la verità ? Con questo sistema in Inghilterra le farmacie sono divise fra due grandi catene di industriali farmaceutici, che quindi fanno il bello e cattivo tempo. Chi si lamenta che le nostre farmacie siano dei market mi fa ridere, perchè non ha visto quelle inglesi o americane: vendono di tutto e di più e ti sviluppano anche le fotografie ! In italia la farmacia oltre al farmaco vende solo prodotti attinenti alla salute ed al benessere. Perchè non si vendono gli zoccoli anatomici al di fuori della farmacia o delle sanitarie? Nessuna norma lo vieta ! evidentemente sono prodotti di nicchia che in altri canali non è conveniente vendere, lo stesso vale per altri prodotti. Non dimentichiamo che storicamente la farmacia spesso era nei paesi l’ unico punto vendita al minuto, ma ciò non ha impedito che sucessivamente ne nascessero altri, al contrario di quello che stà facendo la grande distribuzione, che sta modificando a mio parere negativamente il nostro tessuto sociale. Il denaro non circola più all’ interno delle comunità perchè è stata eliminata la piccola imprenditoria che lo faceva girare. forse tutto era più caro, ma era livellato e non c’era quella grande differenza di reddito fra le classi. QUESTA E’ LA VERA GRANDE TRUFFA DEI NOSTRI TEMPI. Oggi sta scomparendo lentamente la piccola imprenditoria e la classe media a favore delle grosse concentrazioni.Non mi sembra un bene.Per quanto riguarda la vendita dei medicinali negli autogrill NOI LA APPOGGIAMO.l’ idea non è stata nostra, ma dell’ ANTITRUST e della commisione europea . Mi piacerebbe che pubblicaste questa mia come commento al vostro articolo o comunque in modo visibile, almeno per una questione di completezza d’ informazione, perchè tutti parlano di democrazia e accesso all’ informazione, ma quello che sta avvenendo oggi in Italia è una vergogna. ( voi ne avete sempre saputo qualcosa).Il ministro non ci riceve e la colpa è nostra perchè non vogliamo concertare! Ovvio che se viene pubblicato solo quello che scrivono certi “cervelloni”…. (che alla prova dei fatti non sanno di cosa stanno parlando…). In realtà ci sarebbero tante famacie da mettere a concorso leggitimamente in tutta Italia, ma sono bloccate da interessi locali. E là che il governo ed eventualmente la magistratura dovrebbero ficcare il naso. C’è molto spazio da liberare a favore dei giovani farmacisti. Certo che se favoriamo ancor di più il grosso capitale…
Michelangelo











35 comments
Comments feed for this article
20 Luglio, 2006 a 4:40 pm
Franz
Sei veramente una cima! Complimenti vivissimi.
20 Luglio, 2006 a 4:45 pm
watergate
Diciamo che regna la confusione. Il farmacista da CarreFour, poi, è da antologia.
20 Luglio, 2006 a 5:29 pm
facethetruth
Grazie Franz!
Watergate: è una cosa confusa proprio perché il decreto è fatto male, non è una vera liberalizzazione.
Ciao!
Snake
21 Luglio, 2006 a 2:08 pm
degradodiroma
Ma i tanto conclamati problemi dell’ITALIA si risolvono con queste corbellerie ? Ciao !
21 Luglio, 2006 a 5:12 pm
facethetruth
Può essere anche vista come una manovra diversiva per sviare l’attenzione dei cittadini, magari perché qualcosa di grosso bolle in pentola..
Ciao!
Snake.
21 Luglio, 2006 a 5:32 pm
alepuzio
come la concertazione di Padoa con le banche per spennare i clienti o per il Grande Fratello fiscale?
21 Luglio, 2006 a 7:09 pm
facethetruth
Proprio così Alepuzio!
Snake
22 Luglio, 2006 a 2:47 am
Fischi x Fiaschi
Fai un grosso quanto finto errore di valutazione, qua, come pare ovvio, non si parla assolutamente di proprietà privata ma di titolarità concesse in licenza dai comuni che attualmente vengono per legge tramandate baronalmente di generazione in generazione. Non fare il liberista quando conviene, nessun proprietario di una farmacia ha mai pagato per acquistare una licenza, ha semmai pagato per ricevere in licenza la titolarità.
Per quanto riguarda la vendita dei medicinali da banco nei supermercati e negli autogrill è ovvio che si obblighi questi esercizi ad assumere un professionista in grado di consigliare i consumatori, per quanto da banco si parla comunque di medicinali, prodotti per la cui valutazione servono conoscenze specifiche che un commesso di un supermercato, mediamente, non può avere. Quanto al risparmio, uno che ha nel proprio blog il bannerino di toqueville dovrebbe avere tatuato sul bicibite che una maggiore concorrenza porta in genere ad un vantaggio per il consumatore, ad ogni modo per quanto scienziati nessuno prevede il futuro, ma sta di fatto che l’Italia attualmente è il paese in cui i farmaci da banco hanno i prezzi più alti d’Europa (e si parla anche di 10 volte il prezzo dei nostri vicini come per il latte in polvere), cosa che non è certo detto sia risolta con una maggiore concorrenza, ma negarle una legittimità mi pare bambinesco più che “libero”.
22 Luglio, 2006 a 7:33 am
facethetruth
Liberissimo di pensarla come meglio credi..
Snake
23 Luglio, 2006 a 12:31 pm
Lucetta
Non solo, Face, i supermercati, oltre ai farmacisti, saranno tenuti a disporre anche di uno spazio dedicato di almeno 30/40mq per poter tenere i farmaci d banco. Puoi ben capire che solo gli ipermercati della grande distribuzione, in primis coop, che oltretutto non paga le tasse, potranno permertterselo, non certo quello più piccolo sotto casa. Come vedi qui di liberale c’è proprio niente.
Oltretutto già adesso le farmacie possono fare sconti fino al 20% e in ogni caso da un paio di anni in farmacia si possono trovare i cosidetti farmaci generci che costano molto meno di quelli prodotti dalle grandi marche. Resta il fatto che queste che vengono spacciate per liberalizzazioni non sono altro che misure atte a soddisfare le viscere comuniste dopo aver scatenato l’odio e l’invidia sociale verso le categorie indipendenti e fuori controllo della trimurti sindacale. Difatti sono state suggerite da alcune associazioni consumatori, gli enti più efficaci nella tutela dell’imbecillità italiota.
Se si volesse veramente liberalizzare il mercato e non fare gli espropri proletari come accade, la prima cosa da fare sarebbe di fare pagare le tasse alle coop e di smetterla di mantenere la grande industria decotta a colpi di cassaintegrazione come accade d decenni per la Fiat o per della Valle che ha esporttato la produzione in Cina e Romania mentre in Italia gli manteniamo 400 operai in cassa i. a 0 ore.
Saluti,
Lucetta.
23 Luglio, 2006 a 12:46 pm
Lucetta
Il liberalismo è come la giustizia: o le regole hanno validità erga omnes oppure sono discriminatorie e ingenerano proteste e caos.
Lucetta.
23 Luglio, 2006 a 1:54 pm
facethetruth
Grazie per il contributo Lucetta!
Ciao!
Snake
23 Luglio, 2006 a 4:40 pm
Lucetta
Ultima cosa, Fischi X Fiaschi si vede che non è mai stato in America o Canada o a Londra dove anche nei più piccoli market puoi trovare farmaci da banco sullo scaffale senza che ci sia l’ombra del farmacista, figurati!!!.
Lucetta.
23 Luglio, 2006 a 4:46 pm
facethetruth
Aggiungo, sempre in risposta a Fischi per fiaschi e a complemento della tua osservazione, che per vendere farmaci di automedicazione come le aspirine, francamente non mi pare servano conoscenze approfondite in campo farmacologico, gli eventuali effetti collaterali sono brevi e transitori e comunque cessano se si smette di assumerli. Inutile avere farmacisti, il loro costo provoca distorsioni nel libero mercato che si traduce in una perdita secca per il consumatore.
Snake
25 Luglio, 2006 a 5:46 am
Lucetta
Ho trovato il documento della Federfarma:
24/07/2006 Bersani vuole i farmaci da banco solo all‘Ipercoop, nessuna apertura sulle proposte di Federfarma
Il Governo continua a opporre una chiusura totale nei confronti della proposta di Federfarma di consentire ai cittadini di poter acquistare liberamente i medicinali di automedicazione in tutti gli esercizi commerciali. Evidentemente il Governo è interessato a far vendere i medicinali solo ad alcuni grandi ipermercati, come l’Ipercoop. Al Governo non importa che il cittadino possa comprare una compressa per il mal di testa quando ne ha realmente bisogno, per esempio negli autogrill autostradali.
Il Governo insiste, infatti, sull’obbligo della presenza del farmacista: è chiaro che né l’autogrill né un piccolo supermercato potranno mai permettersi un numero di farmacisti tale da consentire la copertura dell’intero orario di apertura per vendere un numero limitato di confezioni di medicinali da banco. Solo un grande ipermercato potrà assumere quattro o cinque laureati in farmacia per coprire tutti i turni. Quella di Bersani è una liberalizzazione tagliata su misura per la grande distribuzione.
Negli altri Paesi europei, sempre presi a esempio, succede il contrario: per agevolare realmente i cittadini, i farmaci di automedicazione sono disponibili nel supermercato senza il farmacista, come richiesto con insistenza dalla Corte di Giustizia Europea e dall’Antitrust nazionale.
Può sembrare paradossale che le farmacie sostengano la proposta del farmaco fuori farmacia senza farmacista. In realtà, le farmacie hanno due obiettivi:
agevolare il cittadino nell’accesso al farmaco nei pochissimi casi in cui esiste un’effettiva lacuna nel servizio farmaceutico. Un esempio è proprio l’autogrill, perché non si può pretendere che un automobilista esca dall’autostrada e, magari di notte, cerchi la farmacia di turno per un banale mal di testa;
evitare che il farmacista al supermercato sia il primo passo per la nascita di una serie di farmacie di tipo commerciale, aperte al di fuori di qualsiasi regola. Il rischio è che l’ingresso sul mercato di farmacie gestite dai grandi gruppi del settore distributivo, operanti con politiche commerciali spinte, determini un calo del livello di tutela della salute e porti alla chiusura di numerose piccole farmacie, non più in grado di reggere la concorrenza.
A seguito della chiusura totale del Governo nei confronti di proposte costruttive e ragionevoli, Federfarma è costretta a confermare le iniziative di protesta già preannunciate, a partire dalla seconda giornata di chiusura di tutte le farmacie, ad eccezione di quelle di turno, fissata per mercoledì 26 luglio.
Meditate.Le coop ordinano Bersani esegue.
Saluti.
25 Luglio, 2006 a 8:53 am
facethetruth
Molto interessante, conferma maggiormente ciò che ho scritto. Grazie di tutto!
Snake.
27 Luglio, 2006 a 1:28 am
Alessio
In Gran Bretagna ogni anno vengono assunti più di 3000 farmacisti per lavorare nella grande distribuzione, provate a parlare con un giovane laureato in farmacia e vedrete che prospettive concrete ha di aprire una farmacia o di trovare un posto. Le farmacie sono fin troppo remunerative per i loro proprietari e la lobby dei farmacisti non è disposta a perdere una fettina della sua torta.
Le proteste fanno davvero ridere i polli.
Non parliamo poi dei panificatori, a Milano un kg di pane costa 5,00€ e il presidente dell’associazione protesta sul tg5, davvero non hanno un po’ di vergogna!!!
27 Luglio, 2006 a 1:32 am
Alessio
Cara Lucetta, visto che sei una grande econosmista vatti a leggere le quote di mercato della GDO.
più del 70% è in mano ai francesi, Coop ed Esselunga sono le uniche realtà italiane soppravvissute!.
Adesso mi dirai che Bersani e filofrancese e ha preso questa decisione solo per aiutare loro, perfavore evitate di scrivere corbellerie.
27 Luglio, 2006 a 1:45 am
Alessio
In Inghilterra adesso danno anche le licenze per farmacie che operano solo via internet – se da noi si proponesse una cosa simile tirerebbero su le barricate come nell’ottocento.
27 Luglio, 2006 a 8:27 am
facethetruth
Caro Alessio, rispondo solo per la parte che mi riguarda. In gran Bretagna la cosa è un po’ diversa e me lo ha spiegato proprio ieri uno zio che ci vive da ben 40 anni. Innanzittutto i farmacisti dei supermarket ma anche dei piccoli market possono vendere farmaci di qualsiasi tipo, non solo di automedicazione, previa prescrizione medica. In secondo luogo, i farmaci di automedicazione sono venduti senza la necessità di assumere farmacisti.
In Italia la liberalizzazione è dimezzata, in quanto i farmacisti devono essere assunti dalla grande distribuzione solo per la vendita dei farmaci di automedicazione.
Sui panificatori non ho niente da dire, perché non ho avuto modo di approfondire la questione.
Saluti,
Snake.
27 Luglio, 2006 a 10:58 am
Alessio
Il discorso sulle farmacie inglesi è corretto,conoscevo la situazione perchè anche lo zio della mia ragazza vive a Londra, tuttavia ho affrontato solo il punto relativo alla possibilità di creare occupazione (si può facilmente notare dal mio precedente intervento che non parlo di che farmacie esistano nella GDO inglese o di che cosa vendano).
Sarei curioso di conoscere la posizione di Federfarma se il governo italiano autorizzasse la grande distribuzione ad aprire farmacie vere e proprie e concedesse altre 3000 o 4000 licenze alle farmacie via.internet, oltre a far vendere gli otc senza la presenza del farmacista.
Secondo voi Federfarma approverebbe una vera liberalizzazione come questa?
Mi spiace dovermi ripetere ma si tratta di lobby o enclaves, se preferite, che non vogliono perdere i loro privilegi.
L’intervento del governo è migliorabile ma le polemiche dei farmacisti sono strumentali.
Saluti
Alessio D’Ascenzo
28 Luglio, 2006 a 11:12 am
Michelangelo
Mi permetto di puntualizzare: Come tutti i media avete travisato le motivazioni del nostro sciopero. Non stiamo scioperando per i farmaci di automedicazione fuori dalla farmacia, ancor meno per la modifica della norma sull’ ereditarietà delle farmacie, ma perchè nel decreto Bersani è stata abolita la norma che vietava al farmacista di avere più di una farmacia.La FEDERFARMA vuole che sia apposto almeno un limite di max 4 farmacie per gestore. Quello era la migliore garanzia al che il neolaurato avesse accesso alla titolarità ! Non è inoltre vero che in Italia non si possa acquisire una farmacia se non si è figli di titolare, perchè ce ne sono molte in vendita ed i farmacisti si possono anche associare per l’ acquisizione e chiedere finaziamenti. Ora con il decreto vediamo non solo la fine di questa possibilità, ma il concreto pericolo dell’ inglobazione della rete delle farmacie da parte della grande distribuzione ! Perche non si dice la verità ? Con questo sistema in Inghilterra le farmacie sono divise fra due grandi catene di industriali farmaceutici, che quindi fanno il bello e cattivo tempo. Chi si lamenta che le nostre farmacie siano dei market mi fa ridere, perchè non ha visto quelle inglesi o americane: vendono di tutto e di più e ti sviluppano anche le fotografie ! In italia la farmacia oltre al farmaco vende solo prodotti attinenti alla salute ed al benessere. Perchè non si vendono gli zoccoli anatomici al di fuori della farmacia o delle sanitarie? Nessuna norma lo vieta ! evidentemente sono prodotti di nicchia che in altri canali non è conveniente vendere, lo stesso vale per altri prodotti. Non dimentichiamo che storicamente la farmacia spesso era nei paesi l’ unico punto vendita al minuto, ma ciò non ha impedito che sucessivamente ne nascessero altri, al contrario di quello che stà facendo la grande distribuzione, che sta modificando a mio parere negativamente il nostro tessuto sociale. Il denaro non circola più all’ interno delle comunità perchè è stata eliminata la piccola imprenditoria che lo faceva girare. forse tutto era più caro, ma era livellato e non c’era quella grande differenza di reddito fra le classi. QUESTA E’ LA VERA GRANDE TRUFFA DEI NOSTRI TEMPI. Oggi sta scomparendo lentamente la piccola imprenditoria e la classe media a favore delle grosse concentrazioni.Non mi sembra un bene.Per quanto riguarda la vendita dei medicinali negli autogrill NOI LA APPOGGIAMO.l’ idea non è stata nostra, ma dell’ ANTITRUST e della commisione europea . Mi piacerebbe che pubblicaste questa mia come commento al vostro articolo o comunque in modo visibile, almeno per una questione di completezza d’ informazione, perchè tutti parlano di democrazia e accesso all’ informazione, ma quello che sta avvenendo oggi in Italia è una vergogna. ( voi ne avete sempre saputo qualcosa).Il ministro non ci riceve e la colpa è nostra perchè non vogliamo concertare! Ovvio che se viene pubblicato solo quello che scrivono certi “cervelloni”…. (che alla prova dei fatti non sanno di cosa stanno parlando…). In realtà ci sarebbero tante famacie da mettere a concorso leggitimamente in tutta Italia, ma sono bloccate da interessi locali. E là che il governo ed eventualmente la magistratura dovrebbero ficcare il naso. C’è molto spazio da liberare a favore dei giovani farmacisti. Certo che se favoriamo ancor di più il grosso capitale…
Cordiali Saluti
Michelanglo
http://www.monofarmacista.it
28 Luglio, 2006 a 11:12 am
Michelangelo
Mi permetto di puntualizzare: Come tutti i media avete travisato le motivazioni del nostro sciopero. Non stiamo scioperando per i farmaci di automedicazione fuori dalla farmacia, ancor meno per la modifica della norma sull’ ereditarietà delle farmacie, ma perchè nel decreto Bersani è stata abolita la norma che vietava al farmacista di avere più di una farmacia.La FEDERFARMA vuole che sia apposto almeno un limite di max 4 farmacie per gestore. Quello era la migliore garanzia al che il neolaurato avesse accesso alla titolarità ! Non è inoltre vero che in Italia non si possa acquisire una farmacia se non si è figli di titolare, perchè ce ne sono molte in vendita ed i farmacisti si possono anche associare per l’ acquisizione e chiedere finaziamenti. Ora con il decreto vediamo non solo la fine di questa possibilità, ma il concreto pericolo dell’ inglobazione della rete delle farmacie da parte della grande distribuzione ! Perche non si dice la verità ? Con questo sistema in Inghilterra le farmacie sono divise fra due grandi catene di industriali farmaceutici, che quindi fanno il bello e cattivo tempo. Chi si lamenta che le nostre farmacie siano dei market mi fa ridere, perchè non ha visto quelle inglesi o americane: vendono di tutto e di più e ti sviluppano anche le fotografie ! In italia la farmacia oltre al farmaco vende solo prodotti attinenti alla salute ed al benessere. Perchè non si vendono gli zoccoli anatomici al di fuori della farmacia o delle sanitarie? Nessuna norma lo vieta ! evidentemente sono prodotti di nicchia che in altri canali non è conveniente vendere, lo stesso vale per altri prodotti. Non dimentichiamo che storicamente la farmacia spesso era nei paesi l’ unico punto vendita al minuto, ma ciò non ha impedito che sucessivamente ne nascessero altri, al contrario di quello che stà facendo la grande distribuzione, che sta modificando a mio parere negativamente il nostro tessuto sociale. Il denaro non circola più all’ interno delle comunità perchè è stata eliminata la piccola imprenditoria che lo faceva girare. forse tutto era più caro, ma era livellato e non c’era quella grande differenza di reddito fra le classi. QUESTA E’ LA VERA GRANDE TRUFFA DEI NOSTRI TEMPI. Oggi sta scomparendo lentamente la piccola imprenditoria e la classe media a favore delle grosse concentrazioni.Non mi sembra un bene.Per quanto riguarda la vendita dei medicinali negli autogrill NOI LA APPOGGIAMO.l’ idea non è stata nostra, ma dell’ ANTITRUST e della commisione europea . Mi piacerebbe che pubblicaste questa mia come commento al vostro articolo o comunque in modo visibile, almeno per una questione di completezza d’ informazione, perchè tutti parlano di democrazia e accesso all’ informazione, ma quello che sta avvenendo oggi in Italia è una vergogna. ( voi ne avete sempre saputo qualcosa).Il ministro non ci riceve e la colpa è nostra perchè non vogliamo concertare! Ovvio che se viene pubblicato solo quello che scrivono certi “cervelloni”…. (che alla prova dei fatti non sanno di cosa stanno parlando…). In realtà ci sarebbero tante famacie da mettere a concorso leggitimamente in tutta Italia, ma sono bloccate da interessi locali. E là che il governo ed eventualmente la magistratura dovrebbero ficcare il naso. C’è molto spazio da liberare a favore dei giovani farmacisti. Certo che se favoriamo ancor di più il grosso capitale…
Cordiali Saluti
Michelanglo
http://www.mondofarmacista.it
28 Luglio, 2006 a 11:49 am
facethetruth
Caro Michelangelo, ti ringrazio vivamente per la completa e rigorosa puntualizzazione, la aggiungerò a completamento del mio post, che comunque esprimeva il lato profano del consumatore.
Saluti,
Snake.
29 Luglio, 2006 a 10:01 pm
Lucetta
Michelangelo, non sapevo dell’abolizione del numero delle farmacie che si possono possedere, questa tua precisazione completa l’analisi che è stata fatta qui in questo 3ad. Se leggi bene, quello che scrivi lo abbiamo affrontato anche sopra. Sappiamo che la federfarma è favorevole alle medicine da banco negli autogrill, ma anche nei piccoli supermercati , a mio parere la cosa più necessaria se lo scopo del ddl fosse stato quello di favorire i consumatori e non la coop che non paga le tasse e detta legge nella distribuzione, oltre ad essere un sebatorio di sindacalisti e politici come, appunto, Bersani e finanziatrice di partiti della sinistra, a meno che qualcuno non pensi che che i Ds si finanzino con le salsicce vendute alle Feste de l’Unità.
13 Agosto, 2006 a 6:51 pm
Giada
scusate non ho capito dal decreto se ora è possibile che un ingegnere possa acquistare una farmacia da solo e tenere un farmacista come dipendente al banco, oppure se due soci non farmacisti possano creare una srl e tenere la titolarità della farmacia con un farmacista abilitato….in pratica oggi con il decreto bersani è possibile acquistare una farmacia ed esserne titolare anche se non farmacista? i due soci eredi non farmacisti possono mantenere la titolarità fino a che non decidono di vendere la farmacia facendo una srl con un farmacista? oppure da soli come srl con un farmacista al banco?
13 Agosto, 2006 a 7:23 pm
facethetruth
Giada, in effetti le domande che poni sono piuttosto complesse. Il post in effetti non tratta questa problematica che tu poni. Certo è che, a scanso di equivoci, se un ingegnere è titolare di un grosso supermarket, può assumere un farmacista per i farmaci da banco. Vi segnalo che il Corriere della sera (o meglio, il Corriere della sinistra che ormai non compro più da un pezzo), continua con al propaganda degna di Fidel Castro a Cuba, affermando che vi sono già code lunghissime negli esercizi che hanno adottato questa pratica. Peccato però che non possono fare a meno di dire che le code sono in un ben definito tipo di esercizi: le cooperative.. e con questo ho detto tutto..
Snake.
16 Settembre, 2006 a 7:02 pm
Guido Ilito
E’ GIA’.
CE LA SIAMO PROPRIO CERCATA. MA COME E’ POSSIBILE CHE ANCORA CI SIANO ALCUNI DI NOI TITOLARI CHE NON CAPISCANO?
COME CE LA POSSIAMO PRENDERE CON IL GOVERNO QUANDO DI FATTO PER I GIOVANI, ANCHE I MIGLIORI, NON SI APRE NESSUNO SPAZIO ALLA TITOLARITA’?
CON UN ANDAMENTO DEMOGRAFICO STABILE O ADDIRITTURA IN CALO I NUOVI CONCORSI SONO RARISSIMI, E OLTRETUTTO PILOTATI; NOO?
COME E CON QUALE FACCIA CI LAGNAMO DEL POLITICO CHE NON CI CAPISCE QUANDO UNA FARMACIA DI UN PAESE DI 1200 ABITANTI CON UN FATTURATO DI 450000 EURO VIENE VENDUTA A 1150000 EURO?
COME NON CI VERGOGNAMO DEI NOSTRI RAPPRESENTANTI CHE NELLE SEDI ISTITUZIONALI USANO LA BANDIERA DELLE PICCOLE FARMACIE RURALI E DEL RUOLO DA LORO SVOLTO, A LORO DETTA “INSOSTITUIBILE” ERGO OTTIMO, PER POI DIFENDERE IL QUORUM DEGLI ABITANTI PER FARMACIA URBANA SOSTENENDO CHE UN SUO ABBASSAMENTO COMPORTEREBBE UN PEGGIORAMENTO DEL SERVIZIO?
MA ALLORA LE FARMACIE CON 1000 ABITANTI O MENO LO FANNO UN BUON SERVIZIO O NO?
SE SI’ PERCHE’ ALLORA NON ABBASSARE IL QUORUM DELLE URBANE A 2000 ABITANTI PER FARMACIA?
DURA E’ ?
COME SI PUO’ ANCORA OGGI PROPORRE IL MANTENIMENTO DELLO STATUS QUO;
DITELO A QUEI COLLEGHI CON I NOSTRI STESSI DIRITTI CHE UNA FARMACIA NO LA POSSEGGONO .
IN ALCUNE REGIONI DEL SUD NON ESISTE TURNOVER NELLA PROPRIETA’;
ANDATE IN PUGLIA IN ABRUZZO E VEDETE QUANTE FARMACIE SONO IN VENDITA:
NESSUNA , ESISTE SOLAMENTE IL PASSAGGIO EREDITARIO AI PARGOLI DEI TITOLARI:
DITELO AI COLLEGHI COLLABORATORI COME SI FA’ A COMPRARE UNA FARMACIA AL TRIPLO DEL FATTURATO.
ADESSO RINGRAZIAMO IL NOSTRO SINDACATO CHE RAPPRESENTA SOLO INTERESSI PARTICOLARI CIOE’ I LORO.
GRANDI URBANI AI QUALI PERDERE UN 5% DI FATTURATO LEGATO AGLI OTC NON RAPPRESENTA UN GRANDE PROBLEMA .
PEGGIO MOLTO PEGGIO L’ABBASSAMENTO DEL QUORUM CHE SAREBBE LA “VERA”LIBERALIZZAZIONE DA FARE PER I FARMACISTI COLLABORATORI.
CI PENSI PER FAVORE CARO BERSANI.
21 Settembre, 2006 a 12:34 pm
Mac
Finalmente qualcuno che la dice giusta.
I titolari hanno vinto il concorso, non i loro figli!! Alla pensione cedano l’attivita al costo di magazzino più un giusto avviamento. E basta!!
21 Settembre, 2006 a 3:55 pm
Mac
Nel messaggio precedente non mi sono spiegato bene.
Il farmacista vince la sede a concorso o la compra. Nuove sedi con questa pianta organica non ce ne sono, o per lo meno, appetibili.
Comprarla è fuori luogo per via dei prezzi (sarebbe anche fattibile entro certi limiti se chi vende non ne volesse una certa parte diciamo “fuori busta”!! E questa parte non te la copre nessuna forma di finanziamento.). E inoltre non è neppure giusto. Quindi dovrebbe tornare a concorso e il vincitore dovrebbe liquidare il titolare uscente o i suoi eredi con il magazzino più un avviamento. In fondo è una concessione che lo Stato fa al vincitore, non una donazione sine die!!
12 Marzo, 2007 a 10:22 am
Nando
Secondo me state dicendo un sacco di cose false; proprio in Lombardia adesso c’è il concorso con la nuova apertura e di conseguenza nuove licenze per circa 40 nuove sedi! Il discorso della vera liberalizzazione delle licenze come diceva qualcuno non esiste da nessuna parte nemmeno nella tanto decantata Inghilterra anche perchè altrimenti non si comprende il fatto del perchè siamo in piena linea europea per il rapporto di farmacie per numero di abitanti! L’assurdità qui sta nel fatto che non si discute mai di come le Coop abbiano tutte queste agevolazioni rispetto a tutti gli altri, se anche io non dovessi pagare le tasse potrei permettermi ad esempio di fare uno sconto del 20% alla mia clientela e di non intaccare i miei guadagni…. L’assurdità è capire come mai in Emilia Romagna la Coop detiene il 75% del mercato della grande distribuzione, mentre in Lombardia il gruppo Auchan che ha il massimo della fetta di mercato lombarda è del 19,5%…. L’assurdità è capire come mai ci sia sempre uno scambio di personaggi tra dirigenza coop e partiti politici del centro-sinistra….l’assurdità vera è capire come mai il Signor Garattini che anni fa non voleva nemmeno le vitamine al supermercato si sia prodigato nel reclamizzare l’iniziativa della coop di promuovere questa proposta di legge e capire inoltre con i miliardi di sovvenzionamenti che ha preso dallo stato in questi anni cosa abbia realmente scoperto… capire inoltre perchè il decreto bersani per quanto riguarda la vendita di otc e sop nella grande distribuzione abbia preso in tronco la proposta di legge di Coop e l’abbia approvata!!!
Scusa Mac e come faresti a quantificare questo avviamento?????
12 Marzo, 2007 a 10:35 am
Nando
Scusate se mi dilungo ma volevo dire che il 97,7% dei laureati in farmacia e ctf trova un lavoro entro il secondo anno dalla laurea; in altri settori non credo proprio sia così! Ah dimenticavo lo stesso tipo di liberalizzazione è stata fatta in portogallo circa due anni e mezzo fa cioè anche lì ci deve essere la presenza del farmacista: il primo anno i prezzi sono scesi in media del 12%, il secondo anno i prezzi erano del 108%; il risparmio per famiglia èstimato in 10 euro all’anno e questa sarebbe la vera liberalizzazione??? Il fatto che in Italia i farmaci non soggetti a prescrizione abbiano prezzi alti rispetto a tutto il resto d’europa è dovuto alla normativa italiana in quanto il governo ha pieno potere decisionale e di controllo sui farmaci di classe A (mutuabili) mentre invece lascia la discrezionalità su tutto il resto ed ecco spiegato il perchè dei prezzi alti!
Altra cosa io conosco almeno 4 titolari che cercano personale e non trovano!
18 Agosto, 2007 a 4:14 am
ber
Le Coop hanno pagato bersani.Che razza di mondo è questo?
30 Agosto, 2007 a 7:09 pm
lar
Vorrei sapere se esistono forme di finanziamento per giovani farmacisti che intendono acquistare una farmacia logicamente senza essere figli di berlusconi
26 Settembre, 2007 a 3:02 pm
elio
Sono un farmacista che lavora come dirigente in un’azienda farmaceutica. Voglio parlare solo con i numeri: il mercato farmaceutico italiano nel 2006 ha fatturato 11 miliardi di euro (fonte: IMS), in Italia le farmacie sono circa 16.000; quindi ogni farmacia italiana, in media, fattura 700.000 euro l’anno solo con i farmaci di classe A, classe C, SOP e OTC con un profitto che può arruvare anche al 50-60% a confezione venduta. Se aggiungiamo tutti gli altri prodotti venduti, penso che sia necessario rivedere le limitative leggi vigenti. Secondo me, TUTTI e dico TUTTI dovrebbero avere l’opportunità di confrontarsi con la libera imprenditoria e quindi avere l’opportunità di poter aprire una farmacia. E credo anche che i farmacisti titolari non debbano nascondersi dietro il fatto che loro erogano un servizio più professionale solo perchè il numero di farmacie è limitato. Siamo tutti farmacisti, tutti laureati e tutti iscritti allo stesso ordine con lo stesso codice deontologico!!!!!! Cari titolari, abbiate il coraggio di confrontarvi con la vera concorrenza che fino ad ora non avete mai avuto!
Grazie