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Shinzo AbeIl nuovo premier liberaldemocratico giapponese Shinzo Abe pare abbia intenzione di affrontare l’annosa questione della riforma della Costituzione pacifista gapponese. In Giappone ormai, da parecchi decenni, si protrae una situazione fortemente ambigua e contraddittoria riguardo i temi delle forze armate.
Dando una rapida occhiata alla Costituzione giapponese possiamo notare che è fatto divieto per il Giappone avere un proprio esercito e viene altresì sancita l’assoluta rinuncia alla guerra in favore della pace.
Allora possiamo dedurne che il Giappone non possieda un esercito e sia totalmente disarmato? Ovviamente sappiamo bene che non è così. Durante il regime di occupazione americana fino alla metà degli anni ‘50 tale problema veniva ovviato proprio dall’esercito americano, che svolgeva funzioni di polizia.
Le cose cambiarono radicalemente col passare degli anni. A poco a poco vennero ricostituite le forze armate, definite di “autodifesa”, che videro aumentare di organico in maniera esponenziale anno dopo anno. Si cominciò dalle forze di polizia, passando a quelle di mare  e infine venne ricostuita anche l’aviazione. Ovviamente si trattava sempre di forze di autodifesa. Aumentò grandemente anche il numero di ufficiali e tale aumento è indicativo della rilevanza del fenomeno. Si arrivò perfino a organizzare dei “soggiorni” per i civili in alcune basi militari, sorta di “turismo dell’autodifesa”.
Ma intanto la Costituzione continuava a sancire il divieto assoluto di ricostituzione delle forze armate.
Noi pensiamo che sia inverosimile mantenere inalterata la Costituzione alla luce di questi sviluppi. Ha pensato bene Shinzo Abe, ”allievo” del reaganiano Nakasone, di proporre coraggiosamente la revisione della Costituzione pacifista. Ormai non ha più senso mantenere quegli “scomodi articoli”. Il Giappone ha fatto molta strada in termini di democrazia e sviluppo economico, diventando una vera e propria potenza, esportando la sua tecnologia in tutto il mondo. Non vi sono quindi fantomatici pericoli di un ritorno all’antico ideale di “coprosperità asiatica” propugnata durante la sciagurata fase espansionistica. Credo che il Giappone abbia espunto dal proprio orizzonte simili ambizioni militari. Il sapore della democrazia e del benessere è troppo dolce per essere liquidato così in fretta. Tra l’altro la democrazia giapponese ha saputo intelligentemente coniugare i tradizionali valori e diritti occidentali con l’etica confuciana e ne è scaturito un modello vincente e salutare per la socetà. I problemi certo non mancano, ma questo è un tema differente.
In definitiva, siamo dinanzi ai fatti compiuti: ormai l’esercito giapponese è una realtà, ma quello che è più importante  è che tale esercito non ha mai mostrato velleità egemoniche o di potenza. Ben venga quindi la riforma costituzionale proposta da Shinzo Abe. Tra l’altro il Giappone negli ultimi anni ha anche partecipato alle missioni Onu, seppur con compiti non offensivi, come nella prima guerra del Golfo, durante la quale vennero inviate alcune navi dragamine per bonificare l’area marina dagli ordigni esplosivi.
Il Giappone ha altresì l’esigenza di difendersi dalla Corea del Nord: un altro motivo a favore della riforma costituzionale.
Alla luce di tutte queste considerazioni ci si augura che il nuovo premier Shinzo Abe possa davvero porre fine a una situazione ormai anacronistica che umilia, almeno sulla carta (costituzionale, sic!), il popolo giapponese.

Snake

Mentre la stampa italiana era intenta a scioperare, Cantor ha pubblicato in anteprima il video di Al-Zawahiri. E scusate se è poco!

Snake

Tommaso Padoa-SchioppaCome sempre, per qualsiasi governo in carica, le dolenti note arrivano con la legge finanziaria. In tale frangente emergono le varie istanze che danno adito, talvolta a profonde divisioni. E’ quello che puntualmente si è verificato anche con l’attuale governo.
Una coalizione di per sé divisa non poteva non spaccarsi sulla legge finanziaria. Nel centrosinistra convivono anime ideologiche profondamente diverse, alle quali sono sottese differenti impostazioni e concezioni dello stato e della società.
E così Clemente Mastella ha fatto nuovamente sentire la sua voce. Si è schierato contro il salasso nei confronti del ceto medio, secondo l’intento “punitivo” della sinistra radicale. Mastella ha addirittura dichiarato che nel caso fosse posta, non voterebbe neppure la fiducia. Come sempre c’è da rimanere perplessi dinanzi alle dichiarazioni del leader dell’Udeur, ormai siamo troppo bene che le sue sono solo parole e che non avrebbe mai il coraggio di andare fino in fondo nelle proprie scelte.. insomma, tra il dire e il fare..
E’ un fatto però che anche l’Italia dei valori e i Verdi si siano dimostrati scettici nei confronti della finanziaria. Soprattutto i Verdi non ne sono troppo entusiasti: Pecoraro Scanio ha affermato che allo stato attuale, non ci sono ancora le condizioni per approvare la finanziaria. Il leader dei Verdi precisa che non sono state destinate le risorse necessarie alla salvaguardia dell’ambiente.
Ma ciò che più stupisce sono le proteste da parte di quei settori sociali “amici” dei governi di centrosinistra, come il mondo della scuola. Evidentemente i tagli all’istruzione hanno avuto un benefico effetto sulle capacità critiche degli insegnanti.
I sindacati per il momento sospendono il giudizio, ma alla fine troveranno un accordo, conoscendo bene la loro propensione ad essere accomodanti coi governi di centrosinistra.
Insomma, per ora non siamo entrati nel merito della finanziaria, ci siamo solo limitati a evidenziare quanto siano profonde le contraddizioni all’interno del governo. Non vi è un indirizzo unico riguardo al pensiero economico della coalizione: è ben difficile conciliare posizioni più inclini al liberismo economico come quelle della Margherita, con quelle più stataliste e egualitarie dei Comunisti italiani. E’ tutto qui il problema, cari lettori. Nel centrodestra, al di là del giudizio che si possa avere a riguardo, prevale nettamente un determinato indirizzo e questo fa sì che non vi siano eccessive divisioni sui temi economici.
Altra cosa è il giudizio sui contenuti della finanziaria, che per ora accantoniamo e che eventualmente tratteremo più avanti.

Snake

EmblemaIn questi 8 giorni devo ammettere che sono accadute tante vicende politiche degne di essere commentate. Per fortuna ho avuto la possibilità di seguire alcuni telegiornali italiani e mi sono fatto una sorta di “sunto politico”.
E’ accaduto per esempio che il prode Romano abbia messo in imbarazzo la sua coalizione per la vicenda Telecom, rimanendo quasi in silenzio come suo solito nelle situazioni più scomode, cercando fino all’ultimo di evitare il confronto in parlamento e costringendo alle dimissioni il suo segretario.
Ci sono state defezioni di alcuni senatori di estrema sinistra al senato, notizia stranamente passata in sordina tra i nostri media schierati, ma tuttavia importantissima, che potrebbe segnare la fine della risicatissima maggioranza del governo.
Abbiamo assistito al teatrino sulla finanziaria, un guazzabuglio incomprensibile che non promette bene e che ha già suscitato proteste da parte degli stessi componenti della coalizione del governo, oltre ad alcune manifestazioni di dissenso da parte di alcune categorie professionali, come gli insegnanti.
Il silenzio sulla riforma delle pensione è stato più eloquente di mille parole: evidentemente la riforma voluta da Maroni non dispiace al governo.
Finalmente, poi, Silvio Berlusconi e gli altri della coalizione si sono mossi e hanno fatto sentire la loro voce. Si profila un’opposizione meno defilata e più critica nei confronti del governo.
Non si deve dimenticare la convergenza di maggioranza e opposizione sul problema delle intercettazioni telefoniche. C’è però da aggiungere che una simile legge non ce la saremmo mai aspettati dalla sinistra, che abbiano davvero qualcosa da nascondere?
E poi abbiamo seguito la politica internazionale, lo scontro tra le posizioni di Benedetto XVI e l’Islam più radicale, il vertice delle Nazioni unite e la partecipazione-farsa del Presidente iraniano, che di fatto dichiara una cosa e ne attua un’altra.
Questo è ciò che è accaduto in Italia in questi 8 giorni, a quanto pare. Avremo modo di approfondire singolarmente i vari problemi o affrontarne di nuovi. Per ora credo che ce ne sia abbastanza per tutti.

Snake

Un'immagine del Sahara tunisinoRieccoci dopo 8 giorni di vacanza. La nostra meta è stata la Tunisia, luogo ideale per un po’ di relax. Non voglio tediarvi con il resoconto della vacanza, per quanto bella possa essere stata.
Volevo però ringraziare quanti hanno commentato in questi giorni , sempre con profonda correttezza e cordialità, in particolare Laura & Romina di Degrado di Roma (a proprosito, non avete idea di quanti romani c’erano in Tunisia..),  Davidlog, che non ha spammato :-) e Alepuzio! E un grazie ovviamente a tutti i lettori, che hanno continuato a  leggere il blog nonostante la pausa.
Da oggi si ricomincia, c’è molto fermento politico e non mancheremo di offrirvi le nostre riflessioni, qualora vogliate leggerci.
Buon proseguimento!

Snake & Spider