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La finanziaria cangiante continua a stupirci. In programma altre 12 tasse, tra cui l’imposta sugli affitti al 20% e il superbollo sulle auto sopra i 100 kw. Già, il superbollo, un ritorno in grande stile. La pressione fiscale, secondo Il Sole 24 ore sale al 53%, praticamente si paga più di quanto si guadagni. Non solo, l’87%, sì dico bene, l’87% delle misure previste nella finanziaria 2007 sono costituite da nuove tasse, stando ai dati forniti dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre.
Ovviamente c’è da mettere in conto anche l’aumento dei contributi della previdenza sociale agli autonomi, apprendisti e ai lavoratori dipendenti. “Secondo il Governo – esordisce il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi – queste misure sono conteggiate come tagli alla spesa pubblica. In realtà non è così. Nel momento in cui riducono i trasferimenti ai Comuni, pari a 4,4 mld di euro, per lo Stato è sicuramente un risparmio ma per i cittadini tutto questo si tramuterà in un probabilissimo aumento delle addizionali Irpef locali, un aumento dell’Ici e di altre imposte comunali. Lo stesso dicasi per la sanità”. “Nella misura in cui si stabilizza la spesa e si risparmiano 3,1 mld di euro a livello centrale – conclude Bortolussi -sarà data la possibilita’ alle Regioni di introdurre nuovi ticket e di aumentare la consistenza di quelli già esistenti. Insomma, i provvedimenti per gli enti locali e la sanità saranno risparmi solo per lo Stato ma non per i cittadini. Mentre le inefficienze e l’improduttività della macchina pubblica vengono, ancora una volta, solo sfiorate”. Queste cose ovviamente non le troverete certo a caratteri cubitali su gionali come il Corsera, tanto per fare un esempio, anzi, quest’ultimo ha camufatto molto bene la notizia.
Ma allora come diavolo fa Prodi a dire che farà ripartire l’Italia? Dopo averla dissanguata forse? Le tasse, come vedete, continuano a fioccare ogni giorno e questo governo sta stabilendo il record di tassazione nella storia della repubblica.
E chi l’ha votato, per favore, abbia la decenza di non lamentarsi, come al contrario sta accadendo. Complimenti vivissimi al governo Prodi e arrivederci per altre nuove e straordinarie tasse.
Snake
Silvio Berlusconi continua a proporre l’idea di una grande coalizione formata dal centrodestra e dalle correnti più moderate di Margherita e Ds. Francamente tutto questo ci stupisce e dal Cavaliere ci saremmo aspettati un atteggiamento differente. Le grandi coalizioni le abbiamo subite per decenni durante la prima repubblica e sono l’emblema del compromesso.
Certo, la classe politica di oggi è in parte differente da quella di alcuni decenni fa e siamo anche sicuri che Berlusconi pensi a questa soluzione politica non tanto in termini definitivi, bensì transitori, temporanei, ma siamo davvero sicuri che ciò possa essere un bene per il paese? Sarebbe molto meglio, invece, lasciare morire di morte naturale questo governo e andare a elezioni anticipate. Allo stato attuale delle cose non persistono i requisiti essenziali per una grossa coalizione, a causa del bipolarismo e del sistema partitico centrifugo.
Inoltre una grande coalizione presuppone larghe intese programmatiche, cosa che attualmente non si è verificato. I due schieramenti sono troppo differenti (per fortuna!) tra loro per poter convergere su un programma di governo unitario. Questa proposta di Berlusconi potrebbe anche innescare disaffezione e sfiducia negli elettori del centrodestra, che senz’altro preferiscono una coalizione ben delineata e distinta.
Le grandi coalizioni, a mio avviso possono funzionare solo in periodi di crisi istituzionale, o di grandi cambiamenti.
La sinistra del resto è stata chiara su questo punto e non intende aprirsi al centrodestra. C’è da sperare che il Cavaliere torni in sé e riprenda in mano le redini della coalizione, senza compromessi e senza incertezze. I tempi del compromesso sono morti da un bel pezzo.
Snake
Ha visto giusto Roberto Calderoli. Ora Prodi sta subendo quello che vorrebbe applicare a noi comuni mortali: lo spionaggio fiscale. Certe persone se non provano sulla propria pelle gli effetti di riforme mal congeniate, non possono capirne la gravità.
Prima tutto era tranquillo: Vincenzo Visco, alias Il Vampiro, aveva proposto con fermezza lo spionaggio fiscale sui conti correnti bancari di tutti i cittadini, col plauso e la benedizione dell’Unione. Ora la musica è cambiata. Romano Prodi e il suo portavoce gridano allo scandalo, alla violazione della privacy, sono sconcertati, poverini!
Certo, se tutto ciò fosse stato compiuto nei confronti del Cavaliere, nessuno ci avrebbe fatto caso, anzi, ci sarebbe stata grande soddisfazione da parte della sinistra. Ma Prodi, si sa, è intoccabile, è l’uomo senza macchia. A dire il vero Berlusconi ne ha subito di ben più peggiori di intrusioni da parte di guardia di finanza e magistratura, ma nel pensiero dell’uomo della strada ciò era ben fatto.
Pare che lo spionaggio riguardi anche Napolitano (altro intoccabile) e esponenti della destra. Proprio questi ultimi hanno sottolineato il tempismo con cui queste notizie arrivano: c’è in ballo la finanziaria e un diversivo forse è l’ultimo disperato tentativo di sviare l’attenzione. Prodi è un mago dello sviamento, l’ha sempre praticato, come per l’affare Telecom nel mese scorso.
Ma a parte i piagnistei prodiani e le blande lamentele della destra, la morale della favola è un’altra: non vogliamo intrusioni nella nostra privacy e il controllo poliziesco dei conti in banca è inaccettabile, perchè si presta a manipolazioni. Anche se non abbiamo nulla da nascondere, questo non significa che le nostre proprietà siano di pubblico dominio. Allora tanto vale che lasci aperta la porta di casa e faccia entrare chiunque, visto che non ho scheletri nell’armadio. E’ solo un’iperbole, ma rende l’idea. Chi ha a cuore il principio dell’intangibilità della proprietà privata (con le dovute eccezioni ovviamente), non può accettarne l’affievolimento.
Speriamo che questa vicenda serva da lezione a chi (leggi Visco-Bersani) crede di poter disporre a proprio piacimento della riservatezza della gente.
Snake
Update:
Sullo stesso tema Emile de La Penne, che ringrazio per avermi linkato.
Anche ieri il governo è stato battuto al senato sulla legge riguardante gli sfratti. Alla fine l’ha spuntata l’opposizione. I giornali, complice anche lo sciopero, ne hanno parlato poco. Guardate per esempio il sito del Corsera on-line, presenta la notizia ben mimetizzata, un misero trafiletto e un articolo telegrafico, lavoro ben fatto per il giornale di Mieli.
Altro che maggioranza solida! Vogliono governare per 5 anni, se questo dovesse essere l’andazzo, la vedo dura sia per il governo, ma soprattutto per l’Italia. Il prezzo da pagare per restare a galla in 5 anni sarà il compromesso elevato a prassi di governo, col risultato di un’Italia statica, stagnante. Meglio che facciano le valige e se ne vadano via subito. Sarebbe l’unico vero atto di serietà al governo.
Snake
Per chi avesse ancora dei dubbi, la presa di posizione favorevole dei sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil alla finanziaria prodiana è la conferma della loro faziosità ideologica e inutilità. Ulteriore conferma arriva dai sindacati autonomi: tutti contrari alla finanziaria. I confederali questa volta hanno adottato una strategia diametralmente opposta rispetto a quella messa in atto nella scorsa legislatura. Cinque anni fa si sono inizialmente dimostrati favorevoli alle proposte del governo, per poi scatenare una lotta senza quartiere contro Berlusconi. Questa volta invece hanno messo sù la pantomima dell’iniziale dissenso, per poi allinearsi come agnellini alle direttive dei compagni dell’esecutivo.
D’altronde sindacati elefantiaci come quelli confederali sono troppo radicati nei gangli della società civile per cedere parte del loro potere. Già, un enorme potere, che spazia dalla contrattazione collettiva all’inquadramento ideologico degli iscritti.
Purtroppo in Italia ancora non si riesce a capire l’inutilità della struttura sindacale quale è quella attuale, senza per questo disconoscerne il ruolo storico. E’ una macchina mangiasoldi (fin qui nulla di strano), che però finge di fare gli interessi dei lavoratori. Che interessi! Gli scioperi generali hanno inciso fortemente sulla produzione italiana e pare che da qualche tempo a questa parte i sindacati confederali non sappiano fare altro, oltre che mantenere alto artificiosamente il costo del lavoro, fungendo da veri e propri cartelli.
Cgil, Cisl e Uil si sono duque rivelati per quello che sono, docili strumenti nelle mani dell’esecutivo: non importa quanto iniqua possa essere la finanziaria, quanta poca crescita possa portare con l’aumento delle tasse: nossignore, la cosa più importante è compiacere l’esecutivo e magari i 2 ex sindacalisti Bertinotti e Marini.
Snake










