Tommaso Padoa-SchioppaQualche giorno fa avevamo detto che ci saremmo occupati della finanziaria e dei suoi contenuti, dopo aver ponderato per bene le cose. Eccoci, dunque.
La propaganda prodiana, ben corroborata dalla stampa nazionale, si è prodigata nel pubblicizzare una finanziaria “paladina dei deboli”, ma per fortuna non tutti ci hanno creduto. Comincio col dire che nel piccolo di questo blog, le parole più utilizzate che hanno portato i lettori attraverso i motori di ricerca ai miei post sono state “nuove tasse”, “tasse” e “finanziaria”, è stato impressionante, ciò significa, proiettando in scala il campione, che esiste una reale preoccupazione.
Ma passiamo ai fatti. Innazittutto analizziamo le nuove aliquote e i relativi scaglioni di reddito (ringrazio per i dati citati e la relativa chiarezza In cauda venenum di Nano). Prodi ci ha fatto credere di lasciare intatti i ceti medi e di aiutare quelli meno agiati. Vediamo: 23% fino ai 15000 euro annui, 27 % da 15.001 a 28.000 euro e 38% da 28.001 a 55.000 euro, 41% da 55.001 a 75.000 euro e 43% l’aliquota massima, che comincia a colpire dai 75000 euro invece che sopra i 100.000 euro. Se ne deduce che i cosiddetti ricchi guadagnino meno di 3000 euro al mese! Complimenti, una bella concezione classista della società italiana. Si colpiscono quindi proprio quei ceti che sono il motore dello sviluppo. Questa fascia di reddito sarà colpita da un aumento dell’ICI, dell’Irpef e delle addizionali a vari livelli.
Spesso sentiamo i politici del centrosinistra parlare di “far ripartire l’Italia”! Ma l’Italia non riparte con le tasse, con l’ossessiva tendenza a livellare i redditi in stile Robin Hood e a colpire ideologicamente (ed economicamente) le classi medie. L’Italia può ripartire con incentivi agli investimenti e con un abbassamento delle tasse, minore burocrazia e maggior liberismo, tutte cose che cozzano con i principi del centrosinistra.
Un altro aumento riguarda i ticket sanitari: un esempio per tutti: per una visita al pronto soccorso pagheremo 36 euro di ticket, più altri 18 euro per eventuali esami di laboratorio. Cerchiamo quindi di non ammalarci, potrebbe costarci, oltre che la vita, anche la borsa!
Non parliamo poi dei tagli alla spesa pubblica e all’istruzione, proprio quello di cui si accusava il centrodestra, che in realtà non tagliò mai la spesa pubblica.
E che dire della tassazione delle rendite finanziarie, degli utili di borsa e degli investimenti in generale, dei bot e dei ccb? Tutti parificati con un’unica aliquota. In questo modo si disincentiva il risparmio (proprio ora che sarebbe abbastanza remunerativo, visto  che sono saliti i tassi d’interesse della Bce) e si favorisce l’immissione di moneta in un periodo poco propizio. E’ noto infatti che la tendenza a tesaurizzare il denaro è proporzionale al tasso d’interesse: pessima mossa dunque tassare il risparmio in un periodo che vede salire i tassi d’interesse. Il risparmio tesaurizzato sarebbe servito a far ripartire gli investimenti nel momento in cui i tassi d’interesse sarebbero nuovamente diminuiti, con tutti gli effetti benefici riguardo il lavoro e la domanda aggregata.
Bisognerebbe davvero attuare lo sciopero fiscale e non sottometterci a questo salasso.

Update:
Se volete davvero saperne di più su tasse e balzelli di questa finanziaria, leggetevi l’interessante e completo post di Jimmomo.

Snake