Per chi avesse ancora dei dubbi, la presa di posizione favorevole dei sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil alla finanziaria prodiana è la conferma della loro faziosità ideologica e inutilità. Ulteriore conferma arriva dai sindacati autonomi: tutti contrari alla finanziaria. I confederali questa volta hanno adottato una strategia diametralmente opposta rispetto a quella messa in atto nella scorsa legislatura. Cinque anni fa si sono inizialmente dimostrati favorevoli alle proposte del governo, per poi scatenare una lotta senza quartiere contro Berlusconi. Questa volta invece hanno messo sù la pantomima dell’iniziale dissenso, per poi allinearsi come agnellini alle direttive dei compagni dell’esecutivo.
D’altronde sindacati elefantiaci come quelli confederali sono troppo radicati nei gangli della società civile per cedere parte del loro potere. Già, un enorme potere, che spazia dalla contrattazione collettiva all’inquadramento ideologico degli iscritti.
Purtroppo in Italia ancora non si riesce a capire l’inutilità della struttura sindacale quale è quella attuale, senza per questo disconoscerne il ruolo storico. E’ una macchina mangiasoldi (fin qui nulla di strano), che però finge di fare gli interessi dei lavoratori. Che interessi! Gli scioperi generali hanno inciso fortemente sulla produzione italiana e pare che da qualche tempo a questa parte i sindacati confederali non sappiano fare altro, oltre che mantenere alto artificiosamente il costo del lavoro, fungendo da veri e propri cartelli.
Cgil, Cisl e Uil si sono duque rivelati per quello che sono, docili strumenti nelle mani dell’esecutivo: non importa quanto iniqua possa essere la finanziaria, quanta poca crescita possa portare con l’aumento delle tasse: nossignore, la cosa più importante è compiacere l’esecutivo e magari i 2 ex sindacalisti Bertinotti e Marini.
Snake











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