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A Mirafiori, tempio consacrato della forza operaia e metalmeccanica, sono intervenuti i tre sindacati confederali CGIL, CISL ed UIL con i loro (degni) rappresentanti Epifani, Bonanni e Angeletti. Come al solito hanno cominciato i loro discorsi con le solite pamparazzate dei diritti e dei doveri. Un po’ mi dispiace, un po’ mi sconcerta, lo dico senza nessuna parzialità, ma subito i fischi si sono levati dalla platea dei lavoratori. Riandando indietro nel tempo agli interventi nelle piazze, nei congressi ed in altri contesti, nella passata legislatura di centrodestra, mi sovviene ricordare, per una mera imparziale considerazione che i sindacati hanno sempre osteggiato il governo di centrodestra. Va bene, benissimo contro la Cdl, contro l’allora premier Berlusconi, contro l’operato legislativo, a difesa dei lavoratori sempre, comunque e dovunque. Era il tempo del governo “nemico”. Ma oggi col governo “amico”? Gli stessi che sono iscritti nei tre sindacati maggiori hanno capito che, pur di accontentare Prodi e C., che vogliono tenere salde le poltrone al Parlamento, pur di tenere ben saldo il potere, si sono calati le braghe. E’ grave. Che senso ha il sindacato nel XXI secolo? Non voglio citare l’Inghilterra, gli Stati Uniti (ma, intanto, li sto citando), ma mi sembra sensato riportare all’attenzione che là l’economia è ben più florida che in Italia. Ora, voglio dire, in Italia i sindacati hanno rappresentato una parte fondamentale della democrazia, si sono distinti in lotte effettivamente riconducibili a vere vittorie di diritti e di doveri per i lavoratori. Erano i tempi della “classe operaia”, dei salari “da fame”, delle famose “rivendicazioni” del sindacato né amico né nemico del governo operante, in cui si iscrissero milioni di tesserati. Paradossalmente dopo la caduta della prima repubblica si è avuta una inversione di tendenza, le parti sociali si sono schierate apertamente col governo “amico”. La controtendenza si è palesata a Mirafiori coi fischi e ed i dissensi. Un fiasco dei sindacati che non hanno più ragione di essere. I lavoratori di qualunque settore hanno bisogno di certezze, si sentono abbandonati e delusi, hanno la consapevolezza (con l’attuale governo) di un tradimento palese e annunciato. Ma il dissenso contro il governo e i sindacati si è espresso con gli scioperi, e le prese di posizione di tutte le categorie lavorative di destra ma, di più, di sinistra.
Spider
La Consulta nazionale sulle tossicodipendenze ha incluso nella sua commissione nientemeno che l’ex brigatista Susanna Ronconi. Lo scontro tra i componenti di destra e sinistra è stato feroce. Il ministro Ferrero ha dichiarato che la Ronconi “ha titoli scientifici superiori ad altri”. Di chi? Di chi uccide i poliziotti o i ministri della Repubblica? Ma non solo, ha aggiunto che lei (l’ex brigatista) rappresenta il Forum Droghe, dopo che è stata per molti anni il “Forum Mitra”. A nulla è servita la contrapposizione dell’ex ministro Gasparri di AN contro il muro della Turco e degli altri esponenti della sinistra. Il fatto
richiama la vicenda di Sergio D’Elia eletto alla camera e nominato segretario, anch’egli ex brigatista rosso, che aveva giustamente indignato Lorenzo Conti, figlio dell’ex Sindaco di Firenze ucciso dalle BR. E’ mai possibile che i delicati incarichi costituzionali vengano affidati e demandati a ex terroristi? Ma il governo non solo ricicla gli ex terroristi ma attinge a piene mani dai No-Global, dai disobbedienti, dai pacifisti, ed intitola le aule del Parlamento a figure delinquenziali di estrema sinistra. Per l’opposizione si grida allo scandalo, per Cuffaro, per Berlusconi indagato, per Dell’Utri, e per altri solo sospettati di qualche presunto reato ma, piuttosto, vittime della politica partigiana dei magistrati. Per chi avesse una memoria un po’ labile va ricordato che la Ronconi partecipò all’attentato nel 1974 alla sede dell’MSI-DN a Padova in cui morirono due persone.
La recente manifestazione delle forze di polizia, allora, va ben oltre un semplice riconoscimento economico, è basata soprattutto sullo sdegno, e sullo svilimento del loro dovere. Il governo ha vinto anche col voto di questi ex terroristi, ed oggi si avvalgono di uno staff adatto alla continuazione di una politica indegna e vergognosa per le istituzioni democratiche oneste.
Anche Di Pietro, probo e integerrimo parlamentare “di alti valori” tace su quelle nomine particolari, non ha mai speso una parola per ex assassini e devastatori della democrazia, ma ha scritto tonnellate di accuse e condanne per reati molto meno eclatanti. Molti altri ex PM oggi siedono sui banchi del Parlamento dopo avere smantellato la prima Repubblica proprio fianco fianco ad ex terroristi. Vergona! E’ questo il governo moralmente integerrimo?
Spider
A parziale giustificazione dell’istituzione di nuove tasse il governo sostiene da qualche tempo che nel 2008 le ridistribuirà ai cittadini con gli interessi e molto di più. Dichiara che l’economia si riprenderà prepotentemente facendo dimenticare agli italiani l’increscioso momento del sacrificio. Dice anche che la crescita sarà decisiva per l’azzeramento del rapporto deficit/PIL negli anni a venire, insomma i cittadini e tutte le categorie lavorative ne trarranno giovamento. Le nuove tasse, afferma l’esecutivo, sono il propellente necessario per far ripartire la macchina italiana. Con qualche sacrificio si innescherà una nuova fase di crescita economica e sociale. Io dico: ben venga se ciò fosse vero, accetterei ben volentieri qualche rinuncia per il bene comune, se avessi la certezza che ciò che mi verrà tolto mi sarà reso. Purtroppo, credo, e con me buona parte degli Italiani, che alla fine le cose peggioreranno irreversibilmente. A comprova di una sciagurata finanziaria si sono espressi contro economisti di agenzie qualificate, la stampa estera in generale, gli stessi imprenditori italiani, inascoltati e ignorati dal centrosinistra. In questo ultimo scorcio di legislatura ahimè è aumentata l’inflazione, sono calati i consumi, e la fiducia nello Stato non ha mai avuto livelli così bassi da parte della popolazione.
Un’altra parziale giustificazione è data dalla solita solfa degli esponenti dell’Unione sul fatto che Berlusconi è responsabile della disastrata economia Italiana. Fra cinque anni accamperanno lo stesso motivo. E governano da sette mesi soltanto! Ma pur non volendo apparire impaziente (so che le cose non si risolvono in poco tempo) mi terrorizza il segnale che la sinistra sta dando al paese. Credo che un buon governante che sappia politicamente amministrare sappia anche trovare soluzioni diverse, per appianare il bilancio statale, non solo e soltanto incrementare i tributi e istituire nuove tasse. Nella precedente legislatura l’ex-governo ha tentato porre in essere delle riforme strutturali efficaci ma è stato sempre zittito dalla stampa ostile, dai proclami demagogici e tendenziosi della sinistra, da molte categorie lavorative (quelle stesse che oggi manifestano in piazza) dai sindacati e da una situazione non rosea dei mercati. Ma l’Unione neppure ci tenta, ha pensato bene, anzi male, di incrementare le tasse. Il governo potrebbe giostrare meglio, senza scontentare nessuno, trovandosi in una economia, oggi migliorata sensibilmente in campo europeo e mondiale. Ma non voglio, a mia volta, accampare scusanti col fatto tragico dell’11 settembre che ha inciso negativamente e profondamente sui mercati nazionali ed internazionali. Non credo nemmeno che l’attuale coalizione abbia l’abilità necessaria, né in tempi lunghi o medio corti, ristabilire una certa economia che risollevi il morale e riempia le tasche dei contribuenti. Ora come ora le sta svuotando cinicamente. Le buone intenzioni del precedente governo sono state accantonate, anzi sono state stravolte, come la realizzazione della TAV (chissà se si farà) e le altre mille opere in corso, tralasciando il ponte sullo stretto.
Spero di essere smentito ma io vedo la situazione futura un po’ grigia: sulla previdenza in particolare, sull’occupazione, sul pubblico impiego, sui liberi professionisti, sulle famiglie, sui trasporti, su quanto il governo riesce a spolpare. So che una manifestazione di piazza non cambia nulla, che l’Unione va avanti col suo programma (lo hanno dichiarato Prodi, Fassino e Rutelli) e che, infine, non rimarrà altro da fare che stringere fortemente la cinghia.
Spider
Le pecore nere, in qualsiasi famiglia, non mancano mai. E’ così anche per il centrodestra, che si trova ad affrontare le istanze dell’Udc. Quest’ultimo partito sta facendo di tutto per distinguersi e smarcarsi dal resto della coalizione. Lo abbiamo visto chiaramente sabato in occasione della grande manifestazione di Roma, quando gli ex (mica tanto..) democristiani hanno preferito fare una loro assemblea a Palermo.
Dove vogliono arrivare Casini e Co.? Perché badate, in questo modo non si fa certo l’interesse del centrodestra. La loro o è una logica suicida o è una strategia volta a formare un grande centro. Siccome nessun politico degno di questo nome adotterebbe una tattica suicida, propendo per la seconda soluzione.
Proprio così un grande centro. E’ ormai evidente se mettiamo assieme tutti i tasselli del mosaico: Follini con la sua “Italia di mezzo”, Casini e Cesa che dichiarano che esistono ormai 2 opposizioni, Mastella che conta di costruire una coalizione centrista col Udc e Italia di mezzo per la partecipazione alle prossime elezioni europee.
Insomma, la Balena bianca non è mai morta e forse continua a nuotare nascosta sui fondali più profondi, pronta a risalire al primo segnale favorevole.
Ma un grande centro, in un’ottica ormai bipolare, non ha né futuro, né senso. La stagione dei grandi compromessi tra Dc e partiti ad essa contigui è finita da un pezzo e nonostante vi siano tentazioni nostalgiche, non credo che gli elettori aspettino un ritorno alla prima repubblica.
Un grande centro, quindi, verrebbe stritolato dalle formazioni di destra e di sinistra, esattamente l’opposto di ciò che accadeva durante la prima repubblica, quando era la Dc a isolare le ali estreme.
Certo, il ritorno al sistema elettorale proporzionale potrebbe facilitare le cose ai centristi, ma non nel lungo periodo. Insomma, gli ex democristiani centristi non si arrendono approfittano di ogni occasione per staccarsi dalle rispettive coalizioni.
A questo punto Berlusconi fa bene a imporre un ultimatum a Casini: nessuno ha bisogno di amici infidi, pronti a voltarti le spalle per i loro interessi. O si cammina uniti o ognuno per sé (e Dio per tutti, almeno per i cristiano-democratici).
La destra deve andare verso il partito unico e se l’Udc non ci sta, tanto peggio per lei.
Snake
In tempi non sospetti Rai 3 trasmetteva tutte le manifestazioni dell’allora opposizione di centrosinistra contro il governo Berlusconi, dando enfasi e risalto come se fosse stato lo sbarco in Normandia. E non solo, nei suoi Tg le poneva in primo piano con interviste particolarmente lunghe, pretestuose ed arroganti tendenti a smobilitare e screditare l’azione del governo. Oggi, a campi opposti, la stessa rete colloca la manifestazione di piazza della Cdl quasi alla fine del programma. E l’attuale maggioranza, a sua volta, minimizza l’evento che “non preoccupa affatto il premier” e neppure gli altri ministri della coalizione. Anzi Fassino ha dichiarato apertamente che
la Cdl manifesta “contro se stessa” a seguito del malgoverno (passato) del centrodestra. E’ vero è passato poco tempo dal cambio di legislatura (non i cinque anni di prima) ma Prodi e C. ne hanno combinate di cotte e di crude, intervenendo in tutti i settori sociali, bombardando a tappeto di tasse l’Italia e ingannando i cittadini, prima in campagna elettorale, ed ora con promesse false e deliranti. Credo che si stia un po’ esagerando, va bene che il governo governi e l’opposizione faccia la sua doverosaparte in piazza ed in parlamento, come lo aveva fatto (demagogicamente) il centrosinistra, va bene tutto quando si è in democrazia, ma non che, oggi, a distanza di otto mesi dal voto il centro sinistra si rifuggi in corner sostenendo che, ancora, lo sfascio che loro stanno creando è sempre e comunque colpa del governo passato. Credo sia ora di smetterla con questa assurda e patetica scusa. E’ palese l’insoddisfazione di tutte le categorie dai lavoratori dipendenti a quelli autonomiche oggi manifestano (a ragione) a piazza San Giovanni a Roma. Ma l’apice del ridicolo e del grottesco questo governo l’ha raggiunto qualche settimana fa manifestando contro se stesso. Mi verrebbe da ridere fino al giorno del giudizio se non capisca che la questione che si va delineando (per cinque anni?) è tragica più che comica. Si dipingeva Berlusconi a tinte forti come affamatore del popolo, despota, quando ad “Anno zero”, Santoro gli sbatte il telefono in faccia in seguito ad assurde ed aberranti calunnie da cui l’ex premier cerca giustamente di difendersi. Ma Santoro continua (ma il premier è cambiato) con la campagna dell’astio e dell’odio nei suoi confronti. Così pure Fazio ed altri. Ma cosa vogliono ora questi “sinistri” figuri? E’ questa la loro democrazia? Scherzando pesantemente su un malore che, umanamente, può colpire chiunque? Ma Berlusconi da’ lavoro e sfama anche coloro che prima sbarcavano tristemente il lunario facendo leva sul suo carisma e la sua figura. Berlusconi checché ne dicano, riesce a “far notizia” anche se si abbassa le braghe in privato.
Ed oggi ancora di più, più di quando era al governo, e la manifestazione di Roma ne è l’esempio lampante
Spider










