Diciamoci la verità: ormai abbiamo perso il conto di quante volte Prodi e i membri del suo governo sono stati fischiati. Anche lasciando da parte l’ultimo episodio alla Cattolica di Milano, poiché si tratta di giovani di An, la sostanza non cambia. Non vi è occasione in cui i protagonisti del governo Prodi non ricevano le proteste dei cittadini e anche, cosa più grave, dai suoi stessi elettori.
E’ interessante, a questo punto, fermarci brevemente sull’elettorato scontento di sinistra. Si può notare un singolare fenomeno: è possibile infatti scomporre il blocco degli scontenti in 2 scaglioni: un primo formato dagli scontenti della sinistra radicale, un secondo composto dagli scontenti dei cosiddetti “elettori indecisi” o “elettori mediani”, che hanno preferito votare Prodi, ma che comunque presentano un basso livello di politicizzazione.
Ebbene, queste due grandi categorie della sinistra, agli antipodi per la verità, non trovano nel governo Prodi le risposte alle loro domande politiche. Lo si vede dallo scontento che aleggia un po’ ovunque. E’ davvero questa la cifra dell’impopolarità di questo esecutivo: proteste sia a destra che a sinistra. Se infatti è normale e prevedibile che gli elettori dell’opposizione protestino, non lo è affatto che lo facciano pure quelli della maggioranza.
Siamo in democrazia, sia chiaro e si deve rispettare chi è stato eletto democraticamente, non bisogna mai scordarlo. Ma è anche doveroso da parte del governo prendere atto della situazione e non fare finta di niente o dare le colpe a Berlusconi. Ormai, come ha giustamente detto Franco Giordano di Rc, bisogna superare l’antiberlusconismo.
Insomma, gli stessi elettori del centrosinistra attendono un cambio di rotta da parte di Romano Prodi, ma lui fa orecchie da mercante.
Se il governo continuerà a essere in rotta con l’opinione pubblica, ne subirà le conseguenze politiche che si tradurranno in un ulteriore calo delle preferenze. L’esecutivo deve ricordare che in primavera ci saranno le amministrative e queste ultime potrebbero rappresentare la cartina di tornasole del gradimento del governo nazionale. Un governo nazionale che ha vinto con una maggioranza molto risicata e proprio per quel motivo farebbe bene a non giocarsi quel poco di credibilità (forse..) che conserva.
Snake











2 comments
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19 Gennaio, 2007 a 4:00 pm
alepuzio
Il quadretto non sarebbe male: manca solo che dentro la CdL si cominciasse a fare un po’ di autocritica sulle occasioni sprecate in 5 anni.
Anche perché sennò andato via Prodi, si rimane sempre allo stesso punto senza una buona alternativa
20 Gennaio, 2007 a 12:14 am
mcz06
Non mi farei troppe illusioni.
L’attaccamento alle ‘poltrone’ è così forte che prevale su qualsiasi cosa possa accadere.
A meno che al Senato non incassino un voto di sfiducia.
Senatori a vita permettendolo.