You are currently browsing the monthly archive for Luglio 2007.

Cari lettori di Face the Truth, anche quest’anno sospendiamo la nostra attività per qualche tempo, in vista delle ferie estive. E’ stato un anno segnato da alti e bassi, soprattutto dal punto di vista “tecnico”, per problemi dovuti alla connessione, fortunatamente risolti dopo tanta fatica. Per quanto ci è stato possibile non abbiamo mai smesso di far sentire la nostra voce, senza eccessivi strombazzamenti, con garbo e serenità.
Questa sarà una lunga pausa, torneremo infatti lunedì 3 settembre, ristorati (si spera!) dalle vacanze.
Vogliamo infine ringraziare quanti, coi loro commenti, collaborazioni, idee e critiche, hanno costruttivamente contribuito al dibattito scaturito dai nostri articoli, motivo di confronto e crescita continua.
L’auspicio e l’augurio è che torniate a leggerci e a commentarci dopo le vacanze, con l’entusiasmo e l’affetto che avete dimostrato!
Auguriamo a tutti vacanze serene e riposanti, ovunque voi siate!
Arrivederci a lunedì 3 settembre!
Snake & Spider
Il governo ha raggiunto il compromesso al ribasso con i sindacati relativo alla riforma della pensioni. Ma sarebbe più corretto parlare di controriforma. Alla fine, per salvare le poltrone, si è arrivati a un inutile compromesso che graverà sulle casse dello Stato e quindi anche sulle tasche dei contribuenti.
La riforma Maroni è stata praticamente affossata. Fino al 2011 si andrà in pensione all’età di 58 anni e non a 60 anni, come prevedeva la vecchia riforma.
Tutto questo, oltre che per salvare le poltrone, anche per accontentare i sindacati, sempre pronti a difendere i diritti dei fannulloni, piuttosto che dei lavoratori.
L’Unione europea ha lanciato il monito: in Italia è presente l’età più bassa in cui si va in pensione, negli altri Paesi europei la tendenza è di segno opposto. E si capisce bene il perché. Si vive di più, si può lavorare di più e il sistema previdenziale diventa via via più insostenibile.
Certo, a tutti piacerebbe andare in pensione prima, ma bisogna pensare alla sostenibilità, da lì non si scampa.
Prepariamoci a una nuova ondata di tasse. Lo stesso Lamberto Dini è fortemente scettico e non prevede uno scenario roseo sotto questo aspetto.
Ma d’altronde è questa l’italietta di Prodi: accordi al ribasso e sotterfugi per restare ben ancorati alle poltrone, alla faccia dei cittadini.
Snake
Il governo ha posto l’ennesima questione di fiducia, stavolta sul tesoretto, per approvare il tutto entro la pausa estiva. Tuttavia non è certo il più grande dei problemi per l’esecutivo.
Vi è ancora da sciogliere il nodo sulle pensioni, che sta creando tensioni difficilmente tollerabili. Prodi conserva la faccia tosta per andare avanti come se nulla fosse accaduto. E rinnova la fiducia a Emma Bonino, che a quanto pare sta imparando i trucchetti di Mastella: abbaiare, ma senza mordere.
Si capisce che se la cantano e se la suonano da soli. Sarà per il caldo estivo, sarà per l’imminente varo del Partito democratico, tanto osannato quanto stantio e vecchio ancor prima di nascere, ma in ogni caso il teatrino è sotto gli occhi di tutti.
E così capita di vedere il baffetto D’Alema che non è poi così equidistante e che strizza l’occhio ad Hamas.
E intanto sul fronte interno l’Alitalia è decisamente in picchiata, salvo sorprese dell’ultim’ora.
La spesa pubblica, come peraltro ha fatto più volte notare la Corte dei conti, è eccessiva e urge un taglio netto. Ma ci sono altre cose che passano in sordina, come per esempio la denuncia del generale speciale contro le infamanti accuse di Padoa Schioppa.
Chi più ne ha più ne metta.
Snake
L’allarme stavolta arriva dal governatore della Banca d’Italia Mario Draghi e dalla Corte dei conti. Secondo il numero 1 di Bankitalia, non esiste alcun tesoretto da spendere, che viene relegato alla sfera della fantasia. Infatti il rapporto deficit/pil e il debito pubblico italiani sono tali da non consentire “elargizioni pubbliche”.
Altro che effetti positivi della politica economica del governo. La situazione non è certo rosea.
Del resto anche la Corte dei conti ha più volte ribadito la necessità di ridurre la spesa pubblica, un’esigenza fortemente sentita dalla popolazione in generale.
Ma è molto difficile prevedere una riduzione della spesa pubblica, specie da un esecutivo di sinistra, per natura e ideologicamente tendente ad accrescere la macchina statale.
Insomma, si prevede un autunno molto caldo per il governo. Il nodo delle pensioni è cruciale. Il compromesso, come sempre, si troverà, ma a che prezzo? Al prezzo, c’è da immaginarlo, di rendere ancora più insostenibile il sistema previdenziale. L’aumento dell’età pensionabile è una necessità, assieme all’incentivo del sistema pensionistico integrativo. I problemi non si risolvono certo con l’abbattimento dello scalone, come vorrebbe la sinistra estrema, più preoccupata del presente dei fannulloni piuttosto del futuro dei giovani.
Difficile prevedere se il governo terrà conto o meno dai segnali lanciati da Bankitalia e dalla magistratura contabile.
Bisognerà attendere l’autunno per capire meglio gli assetti futuri.
Snake
Ancora una volta questo governo ci regala una sua mirabile defaillance. L’esecutivo è stato battuto su un emendamento al senato votato anche dalla Cdl.
Ovviamente tutto ciò non è piaciuto a Mastella che come al solito minaccia di uscire dal governo (la sua credibilità su questo punto è ridotta allo zero).
Si può continuare a governare in questo modo? Esiste davvero una maggioranza politica di sinistra forte e solida?
Esistono solo i numeri, verrebbe da dire.
L’andazzo ormai è sempre lo stesso e l’attaccamento al potere anche. Del resto la riforma vera e propria della giustizia è passata per un solo voto, tra l’altro di un senatore a vita.
Senza contare che le toghe sono sul piede di guerra.
Ma alla fin fine sono problemi loro, troveranno di certo una qualche soluzione atta a salvare le poltrone.
Povera Italia e poveri noi.
Snake










