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Beppe GrilloNegli ultimi tempi assistiamo sempre più spesso al proliferare di grilli sparlanti, ma senza dubbio quello che ha suscitato inutilmente maggior clamore è Beppe Grillo.
Egli stesso si è auto-nominato vate nazionale dell’antipolitica, paladino della gente, il Savonarola dei giorni nostri.
Ma ci faccia il piacere, avrebbe detto qualcuno. Il V-day un successo? Andiamoci cauti. Si sa che le masse sono facili a eccitarsi se le si sa infiammare a dovere con parole politicamente scorrette orientate proprio contro il mondo politico.
La polemica facile, insomma il populismo, è sempre appetibile per il pubblico. Beppe Grillo è un grande commediante sotto questo punto di vista. Ma la sua iniziativa potrebbe finire per ritorcerglisi contro. Ha sparato a zero sui partiti politici, ha proposto di formare liste civiche svincolate da questi ultimi, ma non si è accorto che così facendo finisce per formare egli stesso un partito.
Molte persone che magari hanno sempre considerato la politica con superficialità o sprezzo, vuoi per ignoranza, vuoi per faciloneria, sicuramente avranno trovato in Grillo il nuovo Messia. Ma preferiamo i partiti ai commedianti, lasciatecelo dire. Se è vero che i partiti hanno tanti difetti, hanno però il pregio di essere la base della democrazia. Come incanalare altrimenti le istanze dei cittadini? Il problema - e questo dovrebbe capirlo anche Grillo – non è l’esistenza dei partiti, bensì il loro funzionamento, la loro struttura, il loro livello di democraticità e legalità.
Cosa spera di otterne Grillo senza i partiti? Vuole prendersi lui il compito di rappresentare tutti gli Italiani, di salire a Palazzo Chigi e governare, sciogliendo il parlamento? Guarda caso questo è successo anche nel 1922, e gli esiti li conosciamo tutti. Certo, il paragone col ventennio era ovviamente una forzatura, ma che ha il pregio di far capire che senza partiti non vi è reale rappresentanza democratica.
Allora è più ragionevole una sana riforma del sistema partitico, maggior rigore nei controlli dei finanziamenti agli stessi, insomma, correggere il problema anziché eliminarlo alla radice.
Infiammare le folle predicando facile odio e astio contro i rappresentanti del popolo non aiuta e non crea certo un clima di serenità nel Paese.
Troppi grilli per la testa possono scombussolare il buon senso della società civile. 

Snake

EmblemaE’ proprio vero, Tommaso Padoa Schioppa è la classica voce che urla nel deserto. Il ministro ha più volte ribadito che nell prossima finanziaria vi saranno tagli alla spesa pubblica per 21 miliardi di euro.
Peccato però che i vari ministri (e non sono certo pochi..) abbiano a gran voce reclamato finanziamenti per un totale di 31 miliardi di euro. Allora chi la spunterà? C’è da credere che la spunteranno i vari ministri, se non altro per superiorità numerica schiacciante.
Allora come sarà possibile sostenere questa ingente necessità di denaro? La risposta la conosciamo tutti e suona dolcissima per il governo: tasse!
Da notare che non si parla più di diminuzione delle aliquote, bensì di invariabilità delle stesse: detto in soldoni, se ci va bene continueremo a pagare lo stesso (eccessivo) ammontare di tasse.
Si è parlato spesso di tesoretto, di ripresa economica, di aumento del gettito. Allora, dal momento che lo Stato ha incassato così tanto spremendo le nostre tasche, perché non taglia le aliquote? Non sarà forse che quel fantomatico tesoretto e quell’extragettito siano finiti nei vari ministeri? Ovvio che sì.
Allora, alla luce di tutto questo, aspettiamoci di tutto e di più. Ogni ministro reclama la sua fetta di torta e alla fin fine si opterà per nuove tasse, capaci di saziare la fame dell’esecutivo. Altro che tagli alla spesa pubblica: l’unica cosa che viene tagliata è la torta fatta coi soldi di noi contribuenti, che col passare del tempo si assottiglia sempre più.

Snake

We’ll never forget.

Snake & Spider

EmblemaPiù che un autunno caldo si direbbe un autunno tiepido. Un vero e proprio minestrone politico. Tiepido e insipido, come solo questo governo sa fare. E così dobbiamo sentire l’ennesima baggianata. Stavolta il ministro dell’economia  parla di riduzione della spesa pubblica.
Fateci fare una bella risata. Questo governo ha istituito così tanti ministeri e sottosegretariati che non vi sono eguali nella storia repubblicana. Qualcosa evidentemente non torna allora. O è un bluff e non vi sarà alcuna riduzione, oppure ci saranno tagli che pur lasciando intatta la mostruosa macchina statale, colpirà i settori più deboli.
D’altronde non è improbabile che le tasse aumentino, a dispetto delle tante chiacchiere in proposito.
Ma il minestrone è bello variegato. Per cui alle affermazioni di Prodi che parla di conti pubblici già risanati, fanno da contrappunto quelle di Padoa Schioppa che parla di emergenza. Insomma, che si decidano.
L’estrema sinistra poi, detta l’agenda politica ed è difficile pensare che non venga accontentata. Loro sono strutturali alla macchina statale mangiasoldi.
Ma a quanto pare il minestrone sarà indigesto, soprattutto per la maggioranza degli Italiani, stando a un sondaggio del sinistroide “Corriere della sera”.
Il consenso degli Italiani a questo governo è, a quanto pare, ai minimi storici. Non c’è da stupirsi. Non tanto per le promesse disattese, quanto per l’incoerenza e l’incapacità di prendere decisioni nette, con l’utilizzazione del solito compromesso.
Un minestrone quindi, certamente indigesto. Per non parlare della chicca del governo che manifesta contro sé stesso: a fine ottobre è prevista una manifestazione dell’estrema sinistra per la “salvaguardia dello stato sociale”. Chiamatela come volete, ma signori miei, si tratta del governo contro il governo. Ridicolo e imbarazzante.
Prodi fa orecchie da mercante e va avanti, trascinandosi i problemi di una paralisi che potrebbe arrivare presto.
Non sappiamo se l’ipotesi di Berlusconi di elezioni anticipate a primavera potrà avverarsi. Certo è che il 2008 sarà cruciale, anche perché dovrebbe scattare il vitalizio dei parlamentari che permetterebbe loro di andare a casa con un bel malloppo assicurato.
Staremo a vedere. Noi siamo qui e valutiamo. E purtroppo paghiamo, sia le tasse che le conseguenze.

Snake

EmblemaGarantire la sicurezza e la legalità è diventato un problema per il governo Prodi. Si è infatti verificata una spaccatura all’interno della maggioranza sulle misure da prendere nei confronti dell’ondata di criminalità che sta investendo il Paese.
Come sempre la sinistra estrema parla di solidarietà e giustizia sociale, a fronte di un intervento più deciso auspicato dal resto della coalizione.
Ma il dato sostanziale, che veramente rileva è che in tal modo non si riesce ad attuare né l’una né l’altra politica. E’ chiaro che si arriverà a un compromesso, ma i compromessi in tema di sicurezza e legalità sono un rischio per il Paese.
Certamente sarebbe necessaria una risposta dura dello Stato, o meglio, basterebbe con l’iniziare ad applicare veramente la legislazione vigente, per poi proseguire verso nuove soluzioni.
E’ curioso poi notare come in realtà tale situazione di emergenza sia dovuta principalmente al governo stesso: porte aperte ai clandestini, maggiore tolleranza, indulto hanno creato una situazione intollerabile. Da un lato, almeno dal punto di vista della coerenza ideologica, appare più credibile la posizione dell’estrema sinistra, che tutto sommato, al di là del giudizio che si può dare in merito, ha mantenuto fede alla sua linea. E’ il resto della coalizione che invece, pur essendo condivisibile nel merito, propone una soluzione-tampone, che sembra uscita da un governo di destra.
Chi ci perde come sempre è il Paese. E’ un teatrino indecente che ci fa rimanere tutti meno sicuri e in balìa della criminalità.

Snake