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A causa di alcuni importanti impegni, stacchiamo per una decina di giorni.
Ci si rilegge lunedì 5 novembre, a presto!

Snake

Clemente MastellaEra ora che qualcuno della maggioranza lo riconoscesse: il fattore C (sapete tutti che significa..) è determinante nel governo Prodi.
A sancirlo è il can che abbaia e non morde, ovvero Clemente Mastella. Secondo il ministro della giustizia, ormai la situazione dell’esecutivo è paragonabile alla guerra in Libano. Nulla da stupirsi, quindi, se Prodi supererà questa prova, afferma il ministro, potrebbe essere definito “eroe nazionale”.
Ma è davvero così? Ormai non crediamo più alle solite parole di Mastella, senza pronto a scagliare il sasso e a nascondere la mano.
Una cosa però l’ha azzeccata: il fattore C è davvero determinante nel governo Prodi. Diciamoci la verità, lo è stato sin dal momento delle elezioni, vinte per il rotto della cuffia.
Lo è stato per l’appoggio incondizionato degli ultra novantenni senatori a vita, vere stampelle al senato.
Il fattore C lo si vede anche dai continui compromessi che sono diventati prassi di governo, di mal governo.
Insomma, senza il fattore C, Prodi avrebbe fatto ben poca strada.

Snake

Romano ProdiRicapitoliamo. Oggi manifestazione della sinistra estrema, governo contro governo. Mastella indagato, che auspica elezioni in primavera. Finanziaria bocciata su tutti i fronti.
Si può continuare a governare in questo modo?
Certamente no, per il bene del Paese. Ma si sa, le poltrone sono comode ed è difficile staccarsene.
Ma è chiaro che ci sono segnali non beneauguranti. C’è anche l’ombra del Partito democratico, che lungi dall’essere la stampella dell’esecutivo, è più che altro un governo-ombra.
E Dini agita le acque e non ci sta. C’è chi è pronto a scommettere che diversi senatori dell’ala moderata siano pronti a passare dall’altra parte della staccionata.
Il governo Prodi non è per niente forte e saldo come si ostina a dire lui stesso, ma nonostante ciò continua la sua crociata dei pezzenti.
Oggi potremo assistere a un paradosso tutto italiano: il governo che manifesta contro sé stesso, imperdibile. Un guazzabuglio davvero notevole.
Pare proprio che l’entusiasmo delle primarie del Pd si stia sciogliendo come neve al sole.
Ha proprio ragione Mastella. per il bene del Paese, è meglio che si voti in primavera.

Snake

Un'immagine emblema dello scioperoCome volevasi dimostrare, il nodo sul welfare tiene sulla corda il governo. O meglio, soprattutto il premier.
A Prodi infatti tocca il difficile compito di mediare tra sindacati e sinistra estrema.
E’ uno spettacolo già visto altre volte: si propone una riforma, la si ritira, la si modifica, la si ripropone, la si ritira nuovamente e così via sino ad annacquarla e snaturarla, col risultato di un debole compromesso al ribasso.
Ormai è questa la tecnica di governo di Prodi: non si ha il coraggio di portare avanti le riforme, si è sempre in balia degli interessi settoriali di turno, esacerbati da una quantomai eterogenea compagine governativa.
Verdi e Comunisti italiani non ci stanno e chiedono che il testo sul welfare non venga modificato, al contrario dei sindacati.
Si profilano all’orizzonte ben 2 manifestazioni: una di sciopero da parte dei sindacati, l’altra, prevista per il 20 ottobre da parte della sinistra estrema.
Proprio quest’ultima manifestazione rischia di far apparire un governo che manifesta contro sé stesso.
Insomma, il nodo sul welfare è destinato ad avere ancora molti strascichi, che si intrecciano per certi versi con la finanziaria.
A Prodi la patata bollente.

Snake

EmblemaCos’altro si potrebbero inventare i partiti dell’Unione (Sovietica, come disse a ragione Berlusconi) oltre all’istituzione del PD per fuorviare gli Italiani da quelli che sono veramente i problemi del pPaese?
A me sembrano le primarie per demenza e qualunquismo in un contesto che vede a pezzi il governo e gli Italiani alla fame. L’idilliaco appoggio dei giornali e delle TV rincarano la propaganda di un preannunciato partito che è e resterà la brutta fotocopia di quelli che sono Ds e Margherita. Un’albero, il primo, che vegeta passivamente e corroso dagli attacchi dell’estrema sinistra, e, il secondo, un fiore ormai appassito nei contenuti e nelle idee.
Mi chiedo dove vadano a parare un Veltroni logorroico e trapassato ideologicamente (vedi la proposta a Veronica Lario) spalleggiato da una Rosy coi pannoloni gocciolanti, e da un Letta che si avvicina corporalmente a Fassino nell’aspetto esteriore ed interiore. Il Pd cosa sarebbe se non il prolungamento stantio di una sinistra carnevalesca atta ad ingannare quei pochi elettori che sono stanchi del governo e della sua politica.
E non di meno, per garantirsi la riuscita delle primarie, si sono prodigati per avere un voto anche dai sedicenni, dagli extra comunitari e dalle persone che l’indulto ha liberato. Lo stesso Veltroni è un residuato bellico degli anni settanta quando con D’Alema si scagliava contro le forze dell’ordine ree di avere contenuto gli assalti scalmanati di certe frange estremiste. Forse non capisce che da Sindaco è tutt’altra minestra che essere a capo di una coalizione sgangherata e senza un’idea comune. E allora? Allora si deduce che i partiti del futuro Pd continueranno ad essere divisi, incompatibili e politicamente instabili. E qualsiasi improbabile forma di governo (?) futuro ricalcherà quello attuale che governa (male) l’Italia.
Qualche catto-comunista si è buttato a sinistra per nascondere qualche scheletro (vedi Scalfaro) ed oggi rinnegano la prima repubblica che loro stessi hanno contribuito a sotterrare sotto una montagna di imbrogli e di demagogia.
L’accolita presenza di tanti fuoriusciti mi riporta all’indulto, coerente con la politica di Prodi e compagni.
Ma l’aspetto più inquietante non è la formazione di un partito (ci mancherebbe) ma la proiezione futura dello sconquasso che si creerà fra le diverse correnti politiche che si annidano all’interno di esso.
E la sinistra radicale cosa ne pensa? Ma è ormai risaputo il suo punto di vista. Forse Veltroni pensa di far confluire parte di FI, di AN, della stessa Lega o dell’UDC? O sarà forse il contrario date le delusioni che questo governo ha propinato agli Italiani?
Staremo a vedere.
Intanto continua la pantomima dei partiti della sinistra, il teatrino mediatico in cui si dichiarano fortemente contrari al Welfare, con la minaccia di uscire dalla coalizione, ma quante volte l’hanno detto ma, alla fine, hanno sempre votato a favore. L’attaccamento alla poltrona è predominante sugli interessi degli Italiani e Berlusconi (è bene lo sappia) è un collante più forte per la sinistra che per la sua coalizione. Un paradosso? Sicuramente ed è un merito immeritato per impedire che lui riprenda immediatamente le redini governative: ciò che nessuno dell’Unione vorrebbe.
Ma oggi all’orizzonte si staglia un nuovo partito. Quello che metterà d’accordo tutti gli Italiani, quello che risolverà i problemi impellenti di questa nostra Nazione, quello che farà diventare ricchi i poveri e poveri i ricchi, quello che tutti gli Italiani sognano da tanto tempo, ed è bene dirlo è solo un sogno.
D’altronde se non si ha altro nel piatto è bene bagnare il pane facendolo passare per una buona e saporita zuppa.

Spider