Esattamente a 2 anni di distanza, il Corriere della sera, pardon, della sinistra, ci riprova. E come sempre scende in campo il direttore Paolo Mieli con un lungo editoriale, che questa volta sosterrà Walter Veltroni e il Pd.
Dopo aver tracciato un excursus storico della sinistra italiana, Mieli non esita a definire “provvidenziale” la costrizione del Pd di correre da solo.
Ma c’è di più. Tra le righe è possibile scorgere il vero pensiero di Mieli. Per il direttore, il Pd sarebbe qualcosa di davvero nuovo, qualcosa che rompe col passato, l’erede del riformismo della Sinistra storica e del Socialismo non ancora contaminato dal comunismo.
Tutte chiacchiere. Sappiamo tutti che il Pd raccoglie gli ex Ds e la ex Margherita, ovvero ex comunisti (che tanto ex non sono..) e cattocomunisti.
Lo stesso Veltroni non è un “uomo nuovo” della politica, avendo un corposo background comunista.
Mieli parla, a proposito del Pd, di una politica potente, capace di dare frutti al più presto. Questo al di là del risultato elettorale.
Non neghiamo le buone intenzioni e i tentativi del Pd di voltare pagina politica, ma le parole di Mieli sono fin troppo “smielate”. D’altronde però è comprensibile, vista la virata a sinistra che il maggior quotidiano nazionale ha compiuto da qualche anno.
Mieli rivendica la portata storica del Pd di aver rotto con la sinistra massimalista. Ma siamo davvero sicuri che sia così? Lo stesso Veltroni ha lasciato aperte le porte alla sinistra estrema. E’ vera rottura questa?
Forse è la solita rottura di scatole di un giornale che ormai ha sacrificato da tempo la sua indipendenza per servire una certa parte politica.
Snake











2 comments
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9 Febbraio, 2008 a 4:52 pm
Elly
Mieli è un masochista evidentemente e ha il gusto dell’orrido, ma tant’è…
A proposito di prese di parte, un paio di giorni fa Montezemolo s’è pronunciato a favore del PD che a suo avviso è una cosa “interessante”.
12 Febbraio, 2008 a 2:27 pm
paolodilautreamont
L’editoriale di Mieli è clamorosamente sballato, dal momento che equipara la storia del PCI a quella del socialismo. Come dire che Veltroni è un liberale.