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EmblemaFinalmente i giochi sono fatti. Questa lunga crisi di governo è finita come doveva finire. Dopo tentativi di ottenere la fiducia al Senato, Franco Marini  e le consultazioni, si è arrivati al voto.
La parola passerà agli elettori e questo ultimo scorcio di inverno e inizio primavera saranno caratterizzati da un’intensa campagna elettorale, a meno di 2 anni dalla precedente.
Prodi dal canto suo ha annunciato che non si candiderà alle prossime elezioni, lasciando quindi la scena politica, almeno per ora.
Per una volta il centrodestra si è dimostrato compatto nel sostenere la necessità di nuove elezioni, mentre invece il centrosinistra ha continuato a frammentarsi. Insomma, era solo questione di tempo.
Il Pd del resto correrà da solo, almeno per il Senato.
Veltroni ormai gioca l’ultima carta, certamente questa svolta politica per lui è stata una mazzata. Lui parla spesso di “occasione mancata per la politica italiana”, francamente l’unica occasione mancata è la sua.

Snake

Franco Marini ha rimesso il mandato nelle mani del Capo dello Stato. Nulla di fatto dunque. Nessun margine per un governo delle larghe intese.
A questo punto non resta che sciogliere le Camere e indire elezioni anticipate.
C’è voluto un po’, ma alla fine è caduta (si spera) anche l’ultima resistenza.

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Franco MariniDa quando il Capo dello stato, in maniera assai astuta, ha affidato a Franco Marini l’incarico di tentare di comporre un governo delle “larghe intese”, assistiamo ad un’altalena di posizioni differenti delle varie forze politiche. Ogni partito pone condizioni. A questo punto è palese che non è possibile alcuna sintesi o mediazione.
Se ne prenda atto e si vada a votare. Inutile prolungare l’agonia di un governo morto sul nascere, magari solo per assecondare il gioco del Pd, che spera di recuperare consensi allungando i tempi.
Insomma, si eviti la solita soluzione all’italiana. La parola alle urne.
Se la riforma elettorale non si è riusciti a farla in quasi 2 anni, cosa ci fa pensare che si riesca a realizzarla in un mese?
E poi è praticamente infondata la pressante e martellante accusa che sentiamo da alcuni giorni provenire dalla sinistra nei confronti del centrodestra: secondo i primi, votando con questo sistema elettorale si avrebbe di nuovo la stessa instabilità.
In teoria potrebbe essere così, ma in pratica, dati alla mano, la destra vincerebbe con un buon margine, scongiurando crisi di governo, considerando anche che la sinistra è assai più eterogenea e frammentata della destra, sia dal punto di vista numerico che ideologico.
E allora basta con Franco Marini, basta col carrozzone della sinistra. La parola agli elettori.

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