You are currently browsing the monthly archive for Marzo 2008.
La vicenda Ciarrapico ha sollevato un polverone nell’arena elettorale. Le parole del candidato del PdL stonano e stridono con gli intenti della nuova formazione politica del centrodestra, con la sua storia e con la sua ideologia. Ci si aspetta quindi che anche Berlusconi si pronunci prendendo le distanze ed estromettendo dal partito il sedicente fascista.
E’ però chiaro che la sinistra non ha perso l’occasione di gettare benzina sul fuoco. E’ legittimo e doveroso indignarsi, ma è altrettanto doveroso non gonfiare le cose. Ma si sa, è sempre la vecchia e noiosa questione della loro presunta superiorità morale e antropologica..
Nessuno si indigna per chi si sente orgoglioso di essere comunista e non riconosce gli errori del passato. Ma qui si andrebbe a discorsi lunghi e controversi, che difficilmente possono essere ricomposti o riconciliati in un semplice post che non ha alcuna pretesa.
Ci si aspettano quindi due semplici cose: ferma presa di distanza di tutto il centrodestra (parte lo ha già fatto) e assenza di strumentalizzazioni dall’altra parte politica.
Snake
Spesso si sente dire da Veltroni che il Pd rappresenta il nuovo in politica. Una sorta di rottura con le idee e le politiche prodiane. Ma a quanto pare è solo un’operazione di facciata.
Già, perché emergono nuovamente la litigiosità e la frammentazione che hanno caratterizzato per quasi due anni l’esecutivo di Romano Prodi, che sono poi state la sua rovina.
Primo tra i problemi è quello relativo ai radicali. Marco Pannella minaccia lo sciopero della sete per la mancata inclusione nelle liste del Pd di 9 esponenti radicali. Veltroni dal canto suo ribatte a Pannella, sostenendo che tali scioperi hanno senso solo per questioni etiche (e su questo possiamo dargli ragioni) e non per mere spartizioni di poltrone.
Altro nodo riguarda il ministro della difesa Parisi, che si dice pronto a ritirare la sua candidatura. All’ultraprodiano ministro non vanno giù le parole pronunciate da un esponente del Pd a Ballarò durante il quale avrebbe elogiato l’azione di Mastella atta a far cadere il governo Prodi.
Infine alza la voce anche Nuccio Cusumano, ex Udeur, “sedotto e abbandonato”, dal momento che sarebbe in bilico per il senato, quando invece gli era stata garantita una posizione salda. Da buon ex-Udeur non si smentisce e conferma ancora una volta che per i Mastelliani (siano ex o meno) ciò che conta è la poltrona.
Senza contare l’annosa questione dello scontro laici-cattolici che nel partito di Veltroni crea non poche perplessità, nonostante lui si affanni a conciliare gli animi.
Dal canto suo Franceschini ci tiene a precisare che ormai i giochi sono fatti e che non vi sarebbe spazio per un rimaneggiamento nelle liste del Pd.
Ce n’è abbastanza per trarre delle conclusioni.
Si può notare infatti che le fratture ideologiche e politiche nel Pd rispecchiano esattamente quelle presenti nel governo Prodi. Gli agguati e i tranelli sono all’ordine del giorno per questo partito che si presenta come nuovo, ma che in realtà è solo la somma aritmetica di Ds e Margherita, alle quali aggiungiamo l’IdV di Di Pietro.
Insomma, una bella gatta da pelare per Veltroni, nonostante la sua buona volontà.
Snake
La poltrona è sempre la poltrona. Così Bassolino, nonostante gli inviti rivoltigli anche da alcuni settori della sua parte politica, non alza il sedere dalla poltrona della regione Campania.
E’ buffo che proprio in questo frangente egli parli di “responsabilità”, secondo lui, cioè, abbandonare ora la presidenza sarebbe come fuggire dalle proprie responsabilità. Nei passati dieci anni non ha fatto un tubo per risolvere la situazione, ora pretende di essere credibile?
L’unico vero atto responsabile sarebbero le sue dimissioni, ma quando c’è in gioco la poltrona ogni cosa evidentemente è lecita.
Snake










