Pare proprio che la fine della sinistra radicale sia arrivata, per lo meno per quanto riguarda il Parlamento. Per la prima volta nella storia non vi sono suoi rappresentanti eletti.
E’ difficile stabilire quanta parte di questa batosta sia dovuta al Pd o alla disaffezione della gente nei confronti della falce e martello.
Certo è che in Italia questo genere di rappresentanza politica diventa via via più flebile.
Credo che la sinistra radicale abbia pagato lo scotto della sua chiusura elitaria e idelogica. Arroccata nella sua cittadella intellettuale, tra astrusi quanto inutili sofismi, ha perso da tempo il contatto con la gente, quella vera, quella che vedi tutti i giorni al mercato, quella che lavora e produce, quella che non arriva alla fine del mese, quella che paga le tasse e rimane spennata.
La sinistra radicale insomma, legata a doppio filo con gran parte del mondo della cultura e dell’arte, si è chiusa nella sua torre d’avorio, convinta di conoscere più degli altri partiti la realtà del Paese.
Oltre a questo, come dicevo poc’anzi, vi è l’anacronistica ideologia. Vi è anche la convinzione che la gente voti per ideologia e non per le proposte concrete basate sulle necessità contingenti.
La gente, o meglio, gli elettori, sono disincantati: sanno che le vecchie ideologie, che spesso tanto male hanno procurato, sono un vuoto contenitore. Meglio quindi votare per chi si rimbocca le maniche e si mette al lavoro, piuttosto chi si riempie la bocca con belle parole e sforna ragionamenti fini a sé stessi.
Siceramente poi, non vedo il motivo per cui ci si debba preoccuparsi di questa “scomparsa”. E’ evidente che l’elettorato di sinistra ha scelto in maniera intelligente, votando per il Pd, che in qualche modo, se non altro, non è rimasto attaccato ai vecchi schemi (anche se su questa affermazione ci sarebbe molto da discutere). Se questa è stata la volontà degli elettori, perché preoccuparsi per il fatto che Bertinotti, Pecoraro Scanio e Diliberto sono fuori dal Parlamento? C’è forse qualcosa di antidemocratico in questo? Non credo, ognuno era liberissimo di votarli. Per cui non vedo alcun pericolo di “terrorismo legato alla non rappresentanza” paventato da molti. Ci sarebbe stata “non rappresentanza” nel caso in cui fosse stata cancellata la sinistra arcobaleno, ma questo non è avvenuto: chi voleva avere tale genere di rappresentanza ne aveva l’occasione. Anzi, vi era tutta una serie di partiti e partitini con varie sigle con tanto di falce e martello e richiamo all’ideologia leninista-stalinista che pochissimi hanno votato. Direi quindi che c’era abbondanza di opzioni.
Senza contare che comunque nelle realtà locali la sinistra radicale è ancora molto forte.
Allora il mondo politico prenda atto del declino e forse della scomparsa della sinistra radicale.
Gli elettori lo hanno già fatto.
Snake











1 comment
Comments feed for this article
22 Aprile, 2008 a 6:39 pm
GGM
Salve Snake,
è la prima volta che metto il naso in questo spazio e, pur non condividendone i contenuti, lo trovo ordinato e pulito.
Due cose in merito all’articolo in questione.
La prima è che, a mio parere, non si tenga conto del fatto che nonostante la SA non abbia raggiunto la soglia imposta del 4%, le persone, che fanno riferimento ai partiti che la compongono, ci siano; il loro voto è stato dirottato verso altri lidi (compresi quelli comodi di un divano o quelli più impegnativi, come una bella scampagnata!), vuoi per un antiberlusconismo incarnato nella missione del voto utile e che oramai non paga più (la gente oramai è assuefatta dalle molte notizie di cronaca che non riesce più a distinguere un delinquente e gli sgherri che lo circondano), vuoi per una giustissima critica verso i vertici della SA. Lo dico da comunista: innanzitutto l’autocritica. E’ vero che per miopia e scarsità nella lettura delle nuove dinamiche abbiamo perso di vista il vero carburante delle nostre battaglie, ma da qui a dire che i partiti in questione indirizzino la loro voce solo ad artisti e intellettuali mi sembra dir poco esagerato!
Sicurezza sul lavoro, precariato, minimi salari garantiti e pensioni dignitose, diritto all’istruzione, non sono forse temi problematici che ci riguardano tutti da molto vicino? Ma è vero, la gente ora si scandalizza di più per una nomination al Grande Fratello che per 1000 persone in cassa integrazione, esulta se gli si promette che non pagherà più l’ICI e poi si lamenta se il Comune non ha i soldi per gestire il territorio!
Io capisco il voto dato alla PDL da un delinquente che ha iniziato a costruire villette abusive e a cui siano stati bloccati i lavori: spera, con buone possibilità di successo, che il suo malaffare venga condonato. Ognuno vota il candidato che più lo rappresenta e questa è Democrazia.
Oltretutto, in questi anni di Governo Prodi, Berlusconi non l’ha smessa un attimo di dire che la reputazione dello Stato Italia all’Estero era in vertiginosa picchiata; avete percaso letto la rassegna della stampa estera in questi ultimi 10 giorni? C’è poco da rallegrarsi…
Infine: come si fa a gioire quando in Parlamento siede una persona come Marcello Dell’Utri?