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Forse una vittoria così travolgente non se l’aspettava neppure lo stesso Berlusconi. E del resto una sconfitta così sonora era difficile da immaginare anche per lo stesso Veltroni, per non parlare di Bertinotti.
Insomma, il centrodestra sfonda. Come un rullo compressore, il PdL spazza via il Pd, grazie anche all’apporto della Lega. Tutto ciò conferma che la stagione di Berlusconi non è finita e che la maggior parte del Paese ne ha abbastanza di questa sinistra, che in due anni ha messo in ginocchio l’Italia.
Non sarà facile governare un Paese così mal ridotto. Ma i numeri ci sono, sia al senato che alla camera. Non è certo una vittoria di misura, come quella di Prodi nel 2006. Non sarà né un governo tenuto in vita dai senatori a vita (perdonateci il gioco di parole) e né tenuto in scacco da forze politiche “pseudoalleate”.
La favoletta per cui la Lega terrebbe in scacco Berlusconi è francamente poco credibile. Non solo la Lega si è dimostrata una fedele alleata nel precedente governo di centrodestra, ma ha realizzato le riforme d’intesa con gli altri partiti del centrodestra. I veri “infidi” si sono dimostrati quelli dell’Udc. Se Berlusconi non ha realizzato alcune delle sue promesse, è stata senza dubbio colpa dell’Udc, che ha sempre ostacolato le proposte più coraggiose. Per questo siamo felici che se ne stiano per conto loro.
Ci sono tante cose da sistemare in questo Paese disastrato, ma per fare bene è necessario concentrarsi su determinati temi, quelli più urgenti, senza disperdere le energie. Senza neppure troppe cavillosità, bizantinismi e passaggi burocratici, prerogativa questa del governo Prodi. La semplicità è un grande dono ci auguriamo che questo nuovo governo non si complichi la vita.
Sicurezza, lavoro, casa, potere d’acquisto di salari e pensioni, sanità, detassazione, semplificazione normativa e amministrativa, ricerca e sviluppo, immigrazione, questi sono i temi caldi del nostro Paese.
La sinistra ha subito un vero è proprio terremoto, specie l’estrema, che per la prima volta nella storia, sparisce dal Parlamento. Molti, da entrambi gli schieramenti, continuano a preoccuparsi e pensano sia un dramma. Noi francamente non vediamo alcun motivo per preoccuparsi. Gli elettori hanno fatto la loro scelta. E in ogni caso crediamo che la sinistra radicale non sia del tutto sparita dalla società italiana. Una cosa è certa: la falce e il martello è ormai un anacronismo e credo che gli elettori lo abbiano capito. Ma un discorso su questa vicenda richiederebbe un post a sé che scriveremo in seguito.
Altro dato fondamentale riguarda l’annientamento dei piccoli partiti. Grazie alle soglie di sbarramento (adeguata al senato, ma troppo bassa alla camera), tanti piccoli partitini sono spariti, partitini che in effetti non avrebbero mai potuto sperare in una vittoria e che complicavano inutilmente il panorama politico italiano. Ma questo conferma anche che in Italia sta maturando un sano bipolarismo, a dispetto del sistema elettorale proporzionale che certo non lo favorisce. La gente insomma, sia a destra che a sinistra, ha le idee chiare e si sente parte di due grandi schieramenti. Ed è bello vedere che oltre l’80% degli aventi diritto al voto abbiano votato. Segno che in Italia la politica, che è alla base del nostro vivere civile, è sentita e partecipata.
L’impetuosa rimonta del Pd non c’è stata. A dispetto anche degli exit poll sballati, come sempre. I giornali on line, non ultimo il Corsera, parlavano del Pd come primo partito in Italia. Anche stavolta hanno preso un granchio. E anche stavolta i sondaggi fatti fare da Berlusconi si sono rivelati seri e fondati.
Del resto il Pd paga lo scotto di un programma eccessivamente vasto e poco credibile, della martellante quanto inutile retorica vetroniana, del fatto che si presentava come qualcosa di nuovo ma che in realtà aveva al suo interno tutti gli uomini di Prodi.
Proprio sul Corsera, Francesco Cossiga parlava a proposito del fatto che per Berlusconi sarà difficile governare, perché avrà contro i poteri forti: sindacati, banche, magistratura, movimenti antagonisti ecc. Ma tutto questo non deve intimorire il nuovo governo: serve coraggio nelle proprie scelte, bisogna evitare di svendere al ribasso le proprie idee come ha fatto il governo Prodi, formato da una coalizione così eterogenea che l’ha bloccato e portato al collasso.
E allora facciamo un grande in bocca al lupo al nuovo governo, con l’auspicio che riesca a realizzare quanto è nell’interesse dell’Italia.
Snake
Update:
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Eccezionalmente postiamo di domenica. Poche cose, ma rilevanti.
Affluenza in calo rispetto al 2006. Dato certamente rilevante, dovuto a nostro parere al breve periodo trascorso rispetto alle ultime elezioni. E’ passato poco tempo e forse l’elettorato, specie quello meno appassionato di politica non ha ritenuto “interessante” una tornata elettorale così vicina a quella del 2006. Forse anche tanto astensionismo e disillusione. E forse una campagna elettorale un po’ moscia, poco entusiasmante e certamente giù di tono.
Ovvio, c’è ancora domani, staremo a vedere, ma crediamo che i dati di oggi parlino da soli. L’astensionismo non premia mai il centrodestra, per cui si rischia di correre sul filo del rasoio almeno per il senato. Chiunque vada al governo, per essere tranquillo dovrebbe avere non meno di 10/15 senatori.
Domani altra giornata intensa, con le proiezioni e i risultati.
Buon voto gente, votate con scienza e coscienza!
Snake
Con la frase pronunciata oggi a Bologna Veltroni si è dato la zappa ai piedi. Ha infatti pubblicamente ringraziato “l’uomo di Stato Romano Prodi” per aver risanato il Paese.
Questo implica due cose: Veltroni vive nel mondo dei sogni e in secondo luogo smentisce se stesso perché affermare questo conferma il fatto che c’è un nesso di continuità tra lui e Prodi.
Insomma, dopo i pubblici ringraziamenti ed elogi a Bassolino, questa ci mancava.
Salvato il Paese? Sì, è vero, infatti è sotto gli occhi di tutti..
Snake
Il solito viziaccio della sinistra di dare lezioni a tutti, specie agli avversari politici e di considerarsi antropologicamente superiore si ripresenta puntuale. E così il gran affabulatore Veltroni intima a Silvio di giurare fedeltà alla Costituzione repubblicana.
Eh sì, come se egli stesso fosse un padre della Patria. Lui che è diretto erede del partito comunista, che per tanti anni dopo la proclamazione della Repubblica propugnò e auspicò un rovesciamento istituzionale al fine di allineare l’Italia al blocco sovietico. Vecchie storie certo, troppo spesso però coperte dalla propaganda e da quel sedimento ideologico che hanno dominato nella scena culturale italiana degli ultimi decenni.
Veltroni oltre a dire “bugie” si autonomina alfiere della democrazia italiana, paladino della Costituzione. E così, strumentalizzando le parole di Bossi, che come si sa, utilizza sempre espressioni colorite (ma can che abbaia non morde), propone a Berlusconi di giurare fedeltà alla Costituzione.
Veltroni stesso si proclamava “diverso” dagli altri leader politici, cioè capace di superare gli odi, le idiosincrasie tipiche della politica italiana, insomma, si considerava l’unico leader che non delegittimava l’avversario politico, nonostante le presunte delegittimazioni (a suo dire) operate dai suoi avversari.
Ma è cascato come al solito nel vizietto tutto sinistroide di cui abbiamo detto sopra.
Forse sono solo le ultime parole annebbiate dalla disperazione di un leader che sta per perdere le elezioni.
Snake
Continuano a trascinarsi stancamente i duelli a distanza dei principali leader politici in tv. E’ ormai da una settimana che va avanti questa solfa. Se non è stato entusiasmante il dibattito di Veltroni e Berlusconi, questi altri ci fanno scendere il latte alle ginocchia..
Un servizio pubblico sempre più scandente quello della Rai, che specie in campagna elettorale avrebbe potuto offrire di meglio.
Snake










