In passato ci eravamo già occupati en passant del tema dell’energia nucleare.
Ora i tempi sono maturi per approfondire il dibattito. E’ nota a tutti la situazione energetica italiana: in soldoni (è proprio il caso di dirlo!) paghiamo bollette astronomiche per energia che in gran parte importiamo.
Già, ma da dove?
Ebbene, come è noto, molta di questa energia proviene dall’estero, e si tratta spesso di energia atomica, che Stati come Francia e Germania, solo per citarne due, producono in abbondanza.
E di fatto le nostre bollette lievitano.
La storia del nucleare in Italia ha radici lontane nel tempo, già dalla fine degli anni ‘50 era pronto un ambizioso progetto di sviluppo atomico e nel 1966 l’Italia era il terzo Paese più produttivo al mondo di energia nucleare.
Poi arrivo Chernobjl, nel 1986 e nel 1987 venne approvato il referendum per la definitiva chiusura delle centrali atomiche.
A quei tempi, senza dubbio, si agì frettolosamente, sulla scorta dell’emozione e del panico suscitato da quel grave incidente.
Una scelta che purtroppo ancora oggi paghiamo. Ma è davvero così pericolosa l’energia atomica?
Ovvio, un minimo di rischio c’è sempre. Ma proviamo a ragionare in termini pratici. L’Italia è circondata da nazioni che utilizzano il nucleare. La stessa Italia importa a caro prezzo la suddetta energia. Allora tanto vale produrla anche noi.
Soprattutto perché oggi la tecnologia è molto più avanzata rispetto al 1986. Oggi esiste il nucleare di quarta generazione che oltre ad essere estremamente sicuro, ha un’ottima capacità di smaltimento in termini di scorie, con conseguente minor inquinamento.
C’è da dire che lo smaltimento delle scorie è l’unico ipotetico problema di inquinamento. Diciamo ipotetico perché per esempio la Francia ha saputo operare un sapiente progetto di smaltimento.
L’energia nucleare in sé non inquina: infatti la centrale è come un’enorme pentolone di acqua calda che produce energia: in altre parole i “fumi” che si vedrebbero nelle centrali non sono altro che vapore acqueo.
Allora è bene che il governo proceda. Del resto anche parte dell’opposizione apre degli spiragli. L’Udc per esempio è favorevole e anche il Pd pare essere pronto a discuterne.
La sinistra estrema ovviamente non è d’accordo, ma fa poco testo, dal momento che non ha rappresentanti in Parlamento.
Ci vorranno diversi anni, questo è vero, ma prima o poi bisogna cominciare. Per noi e per le generazioni che verranno.
Snake
Update:
Vi segnalo l’ottimo post di Mario Trabucco che racchiude un’attenta comparazione della risorsa nucleare con altre cosiddette “fonti rinnovabili”.










Assolutamente d’accordo! Se interessa ho raccolto qualche dato anche io negli ultimi post.
Un saluto,
Mario Trabucco
Da: Mario Trabucco su 26 Maggio, 2008
alle 12:59 pm
Ti ringrazio, stasera farò un update col link al tuo articolo, grazie per il contributo!
Ciao,
Snake
Da: facethetruth su 26 Maggio, 2008
alle 1:40 pm
Ammetto di non saperne tanto circa il nucleare, così di primo getto mi viene da pensare che, essendo il Paese che siamo, noi – a differenza della Francia – faremmo un gran casino con lo smaltimento delle scorie (che ne fa la Francia?). In ogni caso è vero che ci vorranno comunque molti anni prima di poter cominciare a produrre energia nucleare. Allora perchè non fare qualcosa che si possa realizzare immediatamente? Qualcosa tipo: dotare ogni ufficio pubblico (ministeri, edifici comunali, scuole, edifici dei vari Ater d’Italia, ecc.) di pannelli solari al fine di integrare l’energia elettrica acquistata con energia autoprodotta?
Da: f.solare su 26 Maggio, 2008
alle 3:09 pm
La convenienza della produzione di energia solare si basa sull’estensione della superficie impiegata a questo scopo. I tetti degli edifici pubblici sono sicuramente utili ma in fin dei conti davvero insufficiente a coprire non solo il fabbisogno degli stessi, ma addirittura ad ammortizzare le spese di installazione degli impianti. Insomma non è economicamente conveniente.
Per quanto riguarda il saperne di più, oltre alle ottime voci di Wikipedia sull’argomento, segnalo anche un sito utile: http://www.archivionucleare.com
Mario Trabucco
Da: Mario Trabucco su 26 Maggio, 2008
alle 4:26 pm
Sarà, però conosco persone che, motivate dagli incentivi concessi, hanno installato pannelli solari sulle loro case (non certo di così ampie metrature…) e l’energia prodotta non solo la utilizzano ma la rivendono pure all’enel. Mi hanno detto un sacco di bugie? In ogni caso non mi pare abbiano speso poi così tanto da esser finiti sul lastrico, quindi penso che la pubblica amministrazione se lo possa permettere. Comunque poca che sia l’energia prodotta, sicuramente è già un risparmio, non credi?
Grazie per il link sul nucleare. Studierò.
Da: f.solare su 27 Maggio, 2008
alle 9:51 am