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Ormai Walter Veltroni non sa più che dire. Sul Corsera di oggi appare in prima pagina una lunga intervista al leader del Pd che, udite udite, accusa Berlusconi di autoritarismo. CI sarebbero insomma seri rischi per la democrazia che appare svuotata e ammiccante al modello russo.
Tralasciando l’ormai triste e noto appoggio del corrierino, è evidente che Veltroni si è rivelato quello che è: un diessino antiberlusconiano della prima ora. Altro che riformista! Non c’è nulla di nuovo in lui e ora che non sa più che dire utilizza il vecchio cliché dell’antiberlusconismo che ha stancato persino i veri antiberlusconiani.
Veltroni scambia l’azione, la decisione, il saper prendere decisioni con l’autoritarismo. Per anni l’Italia è stata bloccata per colpa di veti incrociati, connivenze, consociativismo, insomma per tutto ciò che di fatto limitava o faceva svendere al ribasso ogni azione concreta.
Tutto sommato Veltroni ha sposato le posizioni di Di Pietro, facendo un grande favore al governo. Continuando su questa strada saranno i suoi stessi “compagni” a siluralo.
Snake
La Cgil dopo il vergognoso comportamento tenuto nelle scorse settimane sulla vicenda Alitalia ha deciso di fare un passo indietro e di aprire uno spiraglio alle trattative.
Veltroni dal canto suo si prende tutti i meriti. Le cose sono due: o Veltroni come sempre mente con la sua faccia tosta, oppure ciò conferma che la Cgil è manovrata dal Pd. E già, in quest’ultimo caso i conti tornerebbero comunque: infatti quando il Pd opponeva muro contro muro sulla soluzione Cai, la Cgil abbandonava le trattative, ora che il Pd appare più malleabile la Cgil agisce di conseguenza.
Insomma, non è un bel quadretto. Un sindacato così importante ma così politicizzato giova poco ai lavoratori e molto all’ideologia.
Ad ogni modo non crediamo che il merito di Veltroni sia prettamente voluto, alla luce degli sviluppi. Si potrebbe cioè dire che la svolta della Cgil (a meno che non sia un fuoco di paglia) sia una conseguenza indiretta del mutamento del Pd, senza che le due compagini abbiano avuto contatti diretti e immediati.
Insomma, il giochetto di Veltroni è semplice: addossare tutte le colpe al governo quando le cose vanno male, rispolverando l’antiberlusconismo e prendendosi i meriti se le cose vanno bene. Ci vuole davvero una gran faccia tosta.
E’ solo l’ennesimo tentativo di risollevare il cadavere del Pd che ormai galleggia nel fiume della politica italiana, vista l’emorragia di consensi che ha subito dalle elezioni in poi.
Noi ci auguriamo in ogni caso, per il bene dei lavoratori, che si trovi una concreta e ottima soluzione per Alitalia, ma non intendiamo dare a Veltroni nessuna patente di salvatore della Patria.
Snake
..che hanno da festeggiare con Di Pietro? Il possibile fallimento della compagnia? 20.000 lavoratori da licenziare?
Il clima di euforia che si è creato dopo il ritiro della cordata italiana è davvero inspiegabile.. Che si tratti di un esiguo numero di lavoratori foraggiati dal Pd e dalla Cgil?
E intanto il salvataggio della compagnia vola sempre più lontano..
Snake
Sì, perché forse il vecchio detto sull’uovo e la gallina ben si adatta alla situazione dell’Alitalia. Senza scendere troppo nella questione, senza citare gli sprechi, i privilegi e gli sperperi dei decenni ormai lontani a spese dei cittadini, ecco, senza tirare in ballo tutto questo, non è meglio avere circa 4000 esuberi piuttosto che il fallimento della compagnia che manderebbe a casa migliaia e migliaia di dipendenti?
Si tratta di scegliere il male minore, a malincuore ovviamente.
Ed è necessario che la compagnia si rimbocchi le maniche, in tempo di vacche magre è necessario che tutti facciano dei sacrifici.
Non si possono cancellare gli errori compiuti in tanti decenni, si può solo tamponare il problema e riemergere dal fondo, altrimenti si rischia il fallimento. In quel caso lì non vi sarebbe sindacato che tenga.
Snake
Sono già passati sette anni da quel tragico evento che ha segnato l’inizio del nuovo millennio. Lo ricordo ancora vividamente. Un evento che segnò la storia mondiale e che ci fece rendere conto di quanto siamo vulnerabili.
Sono cambiate molte cose in questi sette anni che per il sottoscritto sono passati assai rapidi. E’ cambiato il nostro modo di vedere le cose, il nostro approccio alla sicurezza.
Credo che si debba sempre ricordare questo episodio, credo che lo si debba ricordare soprattutto a chi disprezza i nostri valori, quelli dell’Occidente. Perché si trattò proprio di un attacco all’Occidente, ai nostri più intimi valori, alla nostra Storia, a tutti noi.
Ecco perché ricordiamo e sempre ricorderemo. E per favore, niente cospirazionisti.
We will never forget!
Snake










