Ormai Walter Veltroni non sa più che dire. Sul Corsera di oggi appare in prima pagina una lunga intervista al leader del Pd che, udite udite, accusa Berlusconi di autoritarismo. CI sarebbero insomma seri rischi per la democrazia che appare svuotata e ammiccante al modello russo.
Tralasciando l’ormai triste e noto appoggio del corrierino, è evidente che Veltroni si è rivelato quello che è: un diessino antiberlusconiano della prima ora. Altro che riformista! Non c’è nulla di nuovo in lui  e ora che non sa più che dire utilizza il vecchio cliché dell’antiberlusconismo che ha stancato persino i veri antiberlusconiani.
Veltroni scambia l’azione, la decisione, il saper prendere decisioni con l’autoritarismo. Per anni l’Italia è stata bloccata per colpa di veti incrociati, connivenze, consociativismo, insomma per tutto ciò che di fatto limitava o faceva svendere al ribasso ogni azione concreta.
Tutto sommato Veltroni ha sposato le posizioni di Di Pietro, facendo un grande favore al governo. Continuando su questa strada saranno i suoi stessi “compagni” a siluralo.

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