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Ieri a Ballarò si è consumato l’ennesimo duello mediatico tra centrodestra e centrosinistra. Tremonti e D’Alema. E’ stato un bel botta e risposta, anche se D’Alema non si smentisce mai dall’alto della sua spocchia e della sua boria. Antropologicamente superiore, si sa.
Il buon D’Alema è persino arrivato a dire che se l’immondizia a Napoli è sparita è per merito di Prodi.
Qui ci starebbero bene delle grasse risate. In 2 anni Prodi non ha fatto letteralmente un tubo per l’immondizia che intanto continuava ad accumularsi per le strade.
Ricordo ancora una sua famosa frase “entro stanotte invierò l’esercito a ripulire gli ingressi delle scuole”, con piglio deciso e severo. Tutta fuffa. Era gennaio e l’immondizia è rimasta, anzi è aumentata.
Allora con che faccia D’Alema dice queste cose? Solo lui lo sa..
Tremonti dal canto suo afferma che non è vero che Prodi ha lasciato i conti in ordine: dov’è infatti il famoso tesoretto?
Insomma, caro D’Alema, non tentare di salvare ciò che non è salvabile, ma pensa ai guai del PD, che forse ha più bisogno di attenzioni di quanto non si possa pensare.
Snake
Secondo un sondaggio USA Today/Gallup, John McCain è in testa di 4 punti (50%) rispetto al suo rivale Barack Obama fermo al 46%. Mentre il sito www.realclearpolitics.com nell’ultimo periodo, dal 29 agosto al 7 settembre assegna a McCain un punto di vantaggio (46,7% rispetto al 45,7% di Obama).
Analizzando le due campagne elettorali e le convention dei due schieramenti, secondo il mio punto di vista, quella di Obama è un “fuoco di paglia”, che diventa subito fiamma e si spegne immediatamente. In effetti ha seguito la vecchia retorica inconcludente del vecchio e usato Bill Clinton attraverso la Lady consorte Hillary. Insomma nulla di nuovo se non le solite promesse elettorali sulle tasse, sul ritiro delle truppe in Iraq e la difesa dei ceti più deboli. Argomenti, il che è risaputo, usano tutti i candidati al governo. Ma nelle parole di Obama si evince una sfumatura propagandistica e demagogica senza tenere in considerazione le vere necessità dell’America. Cosa che ha evidenziato MacCain. Da vecchio combattente sul campo (io ho le cicatrici lui no) non si è conclamato coi fuochi artificiali e le fanfare ma ha esternato la realtà americana per quella che è: “è un paese che va difeso, bisogna combattere contro il terrorismo e non abbassare la guardia. Ce lo ricorda l’11 settembre”. Forse parole crude ma vere senza nessuna demagogia. E il popolo americano ha incominciato a capire e distinguere. Obama è un ragazzo adorabile di “buona famiglia”, onesto, sincero ma di poco costrutto politico.
Allora mi chiedo: ma perché tanta enfasi propagandistica, tanto appoggio, tanto clamore dai giornali Italiani ed europei? Attento che lo scorno è vicino a portata di … penna. Come lo è stato per i democratici nell’ultima elezione di Bush. La società americana non è l’Europa e neppure l’Italia, è una nazione che sa pensare per sé e la pensa sempre nel modo giusto, senza lasciarsi influenzare dagli opinionisti, giornalisti e governi di parte. Ma quel che più mi meraviglia è la grande campagna elettorale parallela a quella di Obama che si sta svolgendo in Europa. Tutti davano per scontata la vittoria di Obama; Obama for President, Obama è l’uomo giusto (per cosa?), Obama di qua. Obama di là, uno alla volta per… Hillarità.
Allora, seriamente, chiediamoci se gli elettori americani siano degli sprovveduti: se vincesse McCain oppure Obama. Direi di no nell’uno e nell’altro caso, ma sarei propenso a dire che il popolo americano sia certamente avveduto se la spuntasse McCain.
Spider
Come volevasi dimostrare, il polverone sollevato dall’opposizione sulla questione dei Rom si è rivelato un bluff. E così anche l’Unione Europea assolve l’Italia, poiché non si tratta di mettere in atto alcuna politica di odio razziale, etnico o religioso.
Si tratta invece di rispondere alle esigenze di sicurezza dei cittadini italiani, degli elettori che sono stufi della situazione di incertezza e illegalità nella quale versano molte realtà cittadine.
Il governo può dunque procedere, con moderazione e fermezza.
Snake
Dopo questa lunga estate di pausa ci piace ritornare alla vita quotidiana e vedere che le cose in questo Paese finalmente si muovono. Ci piace anche vedere che al posto di un governo (quello precedente) che tirava a campare assorbendo passivamente gli eventi, ce n’è un altro che concretizza.
Già, perché il governo Berlusconi, quale che sia il parere su di esso, ha già realizzato molte cose, con buona pace dei suoi detrattori.
Ultima opera per esempio è il salvataggio di Alitalia. Ovviamenti i gufi dicono che si tratta di una truffa, che sarebbe stato meglio svenderla a AirFrance che avrebbe (altra balla) effettuato meno esuberi. Tutta fuffa.
Dopo Napoli pulita, giro di vite su delinquenza e clandestinità, Alitalia e Libia, si procederà con la riforma della magistratura, che, si spera, possa essere radicale e non blanda come nel precedente governo Berlusconi.
Si prospetta un autunno denso di lavoro per l’esecutivo, con un’opposizione che ormai riesce solo a dire bugie e a insultare, come ai vecchi tempi. Un’opposizione che è rimasta tale e quale a un tempo.
Ma il Cavaliere ha imparato la lezione: poche chiacchiere, molti fatti. Finché si ha il consenso e la legittimazione popolare si deve andare avanti. I tempi della pacificazione sociale, fatta di concessioni, lottizzazioni, accordi sottobanco, composizione di una miriade di interessi, sono finiti. E’ la gente che lo chiede. Ed è senz’altro un modo per ricucire i rapporti tra politici ed elettori.
Ora è tempo di tenere la barra del timone dritta. Sarebbe infatti un grave errore adagiarsi sugli allori.
Il momento è propizio per effettuare importanti riforme di cui il nostro Paese ha davvero bisogno. Meglio con l’opposizione, ma nell’eventualità che così non fosse, come è probabile che sia, anche senza di essa.
Snake










