In questi giorni le affermazioni di Silvio Berlusconi riguardo la necessità di regolamentare il web hanno scatenato un putiferio.
La questione in effetti è molto delicata e pone importanti interrogativi. Internet è un luogo di grande democrazia, di grande libertà, dove le possibilità sono infinite.
Si pensi a quanto possa essere utile per tutte quelle incombenze quali i servizi bancari, la pubblica amministrazione, lo svago e il commercio.
Per non parlare della funzione più importante: la divulgazione dell’informazione e della cultura.
Tuttavia dopo questa “inebriante” carrellata di belle cose, c’è comunque da considerare l’altra faccia della medaglia.
Pensiamo all’uso criminoso che del web si può fare: pedofilia, commercio illegale di armi e sostanze stupefacenti, frodi informatiche, ecc.
Non si tratta tanto di una questione di protezione dei minori. Su questo lato infatti, è dovere dei genitori e degli educatori agire. Si tratta invece dei pericoli che tutti corrono. La libertà è una cosa stupenda, ma una libertà senza regole può diventare una babele incontrollata.
Che fare dunque? Regolamentare o non regolamentare?
Come in tutte le cose, la virtù sta nel mezzo. Si devono evitare gli eccessi da entrambi i lati. In questo senso ci si sta già muovendo da tempo. Si pensi all’incessante lavoro che la polizia postale porta avanti contro i reati informatici e la pedofilia on line. Questo è senz’altro lodevole e noi crediamo che proseguire su questa strada, senza intaccare la libertà, possa dare i suoi frutti. Più che una regolamentazione eccessivamente restrittiva, quindi, sarebbe auspicabile una rete di protezione maggiore e soprattutto un’opera educativa che parta dall’infanzia: dal  momento che l’uso del pc viene insegnato anche nelle scuole, sarebbe senz’altro proficuo mettere i bambini, ma anche gli adolescenti, nelle condizioni di essere cosapevoli non solo delle potenzialità positive del web, ma anche degli aspetti più pericolosi e degradanti.
E’ vero, internet ormai è entrata da diversi anni in tutte le case, ma questo lasso di tempo è ancora insufficiente per elaborare teorie e misure incisive basate sull’esperienza.

Snake