Ottima l’idea, nell’ambito della riforma della giustizia, di affidare a un collegio di tre giudici le decisioni in materia di fermo e arresto. Per quel che attiene la libertà personale infatti, appare doveroso usare tutto il garantismo possibile, visti anche i risultati spesso deleteri dell’attuale sistema che vede il potere di limitare la libertà personale in mano a un organo monocratico.
Equilibrio dunque, che non necessariamente risulta paralizzante, specie in questo caso. Troppe volte i giudici hanno abusato di questo potere. Si badi bene, non solo in senso negativo, ma anche in senso “positivo”, lasciando a piede libero persone che si sono dimostrate pericolose.
E’ chiaro quindi che un collegio formato da tre giudici può adottare decisioni più sagge ed equilibrate.
E’ solo un tassello che deve in ogni caso essere inserito in un’ampia riforma della giustizia, riforma che ha già incontrato notevoli punti di incontro tra Pdl e Pd, escludendo Idv che come sappiamo, in virtù dell’antiberlusconismo e del giustizialismo non ne vuole sapere.
Si spera però che la riforma sia incisiva e che ancora una volta il mondo politico non si lasci frenare dai poteri forti, in particolare dalla casta dei magistrati.
Ogni casta si sa, difende i propri interessi a denti stretti.
Ma il potere legislativo è nelle mani del Parlamento che lo esercita su mandato popolare, per cui è assolutamente lecito e doveroso andare avanti.
Le premesse ci sono, ora aspettiamo le altre proposte.

Snake