Nonostante la buona volontà, Veltroni ha fallito. Ed è un male tipico della sinistra: tante chiacchiere, tanti sogni, ma fatti zero. Tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare. Sarà pure romantico e affascinante credere in forti ideali, ma il realismo è l’unica via sicura.
E così Veltroni, che credeva di essere una sorta di Obama nostrano (cosa a dir poco grottesca), ha sbattuto il muso contro la dura realtà, come sempre accade quando si vola troppo in alto.
Si era parlato di un Pd innovativo, progressista, sul modello dei democratici americani, ma in realtà non è stato altro che un’amalgama di vecchi parrucconi dei Ds e della Margherita. Insomma, i famosi cattocomunisti.
Veltroni ci ha provato e ha affossato il partito.
Per il Pd le sue dimissioni sono una buona opportunità per cambiare. Per trovare nuovi slanci. Ma dubitiamo che ciò possa accadere.
Il Pd era nuovo solo esteriormente: al suo interno è rimasto vecchio.
E la gente lo ha capito. Poi certo, c’è chi si ostina a difenderlo aggrappandosi all’antiberlusconismo più becero. Lasciamoli blaterare. I fatti contano più delle parole. Loro non sono superiori neppure moralmente visti gli ultimi scandali.
Come dice il proverbio, ognuno raccoglierà ciò che ha seminato. Ora il Pd ha un magro raccolto.

Snake