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Bene, anche stavolta il vomitevole Franceschini ha fatto la sua passerella. Già, proprio lui che parla di “passerella di governo”. Proprio quel Governo che ha ottenuto l’apprezzamento di tutti riguardo l’emergenza terremoto.
Il fatto che il Governo voglia essere presente può anche sembrare una passerella: però certamente fa piacere alla gente avere il Governo sotto casa, che agisce, piuttosto che averlo a Roma a scaldare le poltrone.
Se dovessimo ragionare col loro metro di giudizio, allora anche la recente visita di Bersani o di Franceschini sarebbero solo delle passerelle, per non parlare dei fantomatici volontari del Pd.
In realtà ci sono tante persone da ammirare: le forze dell’ordine, la protezione civile, tutti i cittadini che al di là dell’appartenenza politica si prodigano per dare il loro contributo.
Non ci serve nessun Santoro, nessun Vauro, nessun Travaglio: l’unico travaglio è quello vissuto da gente che ormai non ha nulla, ma che di certo può contare su interventi governativi mai visti primi in Italia. E non chiedetemi quali: vi potrei fare un elenco lungo un kilometro.

Snake

Proprio oggi Silvio Berlusconi ha inaugurato il nuovo inceneritore di Acerra, passo fondamentale per la risoluzione del problema dei rifiuti in Campania.
La sua costruzione, iniziata nel 1998 venne bloccata nel 2004. Ora in pochi mesi il lavoro è ultimato.
Ovviamente non mancano le proteste.
Ma una cosa è certa: questi sono fatti, non parole.

Snake

In questi giorni le affermazioni di Silvio Berlusconi riguardo la necessità di regolamentare il web hanno scatenato un putiferio.
La questione in effetti è molto delicata e pone importanti interrogativi. Internet è un luogo di grande democrazia, di grande libertà, dove le possibilità sono infinite.
Si pensi a quanto possa essere utile per tutte quelle incombenze quali i servizi bancari, la pubblica amministrazione, lo svago e il commercio.
Per non parlare della funzione più importante: la divulgazione dell’informazione e della cultura.
Tuttavia dopo questa “inebriante” carrellata di belle cose, c’è comunque da considerare l’altra faccia della medaglia.
Pensiamo all’uso criminoso che del web si può fare: pedofilia, commercio illegale di armi e sostanze stupefacenti, frodi informatiche, ecc.
Non si tratta tanto di una questione di protezione dei minori. Su questo lato infatti, è dovere dei genitori e degli educatori agire. Si tratta invece dei pericoli che tutti corrono. La libertà è una cosa stupenda, ma una libertà senza regole può diventare una babele incontrollata.
Che fare dunque? Regolamentare o non regolamentare?
Come in tutte le cose, la virtù sta nel mezzo. Si devono evitare gli eccessi da entrambi i lati. In questo senso ci si sta già muovendo da tempo. Si pensi all’incessante lavoro che la polizia postale porta avanti contro i reati informatici e la pedofilia on line. Questo è senz’altro lodevole e noi crediamo che proseguire su questa strada, senza intaccare la libertà, possa dare i suoi frutti. Più che una regolamentazione eccessivamente restrittiva, quindi, sarebbe auspicabile una rete di protezione maggiore e soprattutto un’opera educativa che parta dall’infanzia: dal  momento che l’uso del pc viene insegnato anche nelle scuole, sarebbe senz’altro proficuo mettere i bambini, ma anche gli adolescenti, nelle condizioni di essere cosapevoli non solo delle potenzialità positive del web, ma anche degli aspetti più pericolosi e degradanti.
E’ vero, internet ormai è entrata da diversi anni in tutte le case, ma questo lasso di tempo è ancora insufficiente per elaborare teorie e misure incisive basate sull’esperienza.

Snake

Il sottoscritto è d’accordo con la sentenza della Corte di Cassazione relativa al caso “Eluana”. Inutile spiegare i motivi, poiché, noi crediamo, siano consoni alla sensibilità e alla interiorità di chi scrive. Dunque inutile dimostrare o tentare di esplicitare le motivazioni.
Questo blog non ha mai risparmiato nulla a quei magistrati politicizzati che hanno fatto un uso criminoso della legge per fini politici. Ma questa volta rendiamo atto ai coraggiosi giudici che hanno promulgato questa sentenza, qualunque sia la loro parte politica. Perché a parere di chi scrive, è un diritto anche morire con dignità e consapevolezza.
Sappiamo bene che le reazioni saranno forti e multilaterali. Ma per una volta non vogliamo chiamare in causa né destra né sinistra.
Eluana ha vissuto la morte per tanti anni, ora ha il diritto di morire in pace, come era nelle sue volontà. Fermi, abbiamo detto che le polemiche stanno a zero, questione di coscienza, per una volta rispettate la libertà di coscienza, come io rispetto la vostra.
Chiamiamo in causa solo la coscienza che è libera di esprimere se stessa.

Snake

Dopo i tanti voli cancellati e gli innumerevoli disagi provocati dallo sciopero di lunedì, i piloti Alitalia, o meglio, una parte di essi, torna sul piede di guerra.
Prepariamoci così ad un’altra giornata di caos. E’ prevista infatti la cancellazione di altri 50 voli.
L’Alitalia sta giocando sporco, una parte dei piloti infatti si ostina a scioperare selvaggiamente, in barba alla normativa che regola il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali.
Per fortuna che esistono altre compagnie aeree, diciamo noi. Sarebbe interessante fare anche uno “sciopero del passeggero”, una sorta di fuga dall’Alitalia, utilizzando le altre compagnie. Anche se sarebbe, tutto sommato deleterio. Come del resto è deleterio lo sciopero dei piloti.
A questo punto il governo deve reagire e applicare le sanzioni penali previste per legge, non ultime quelle a danno dei sindacati previste dalla legge. Occorrerà anche precettare i lavoratori.
Va bene lo sciopero, garantito dalla Costituzione come sacrosanto diritto dei lavoratori per ottenere il riconoscimento dei loro diritti, però entro le regole del gioco, specie se si tratta di servizi pubblici essenziali.
E dispiace che per colpa di pochi si arrivi a bollare l’intera categoria dei piloti. Ma la situazione potrebbe diventare insostenibile e a farne le spese sono anche e soprattutto i viaggiatori che non hanno certo colpa in proposito.
Si spera solo che questi piloti possano riprendere la strada del dialogo e ricomincino a ragionare, evitando di far gravare i loro problemi sui viaggiatori.

Snake