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..che hanno da festeggiare con Di Pietro? Il possibile fallimento della compagnia? 20.000 lavoratori da licenziare?
Il clima di euforia che si è creato dopo il ritiro della cordata italiana è davvero inspiegabile.. Che si tratti di un esiguo numero di lavoratori foraggiati dal Pd e dalla Cgil?
E intanto il salvataggio della compagnia vola sempre più lontano..
Snake
Sì, perché forse il vecchio detto sull’uovo e la gallina ben si adatta alla situazione dell’Alitalia. Senza scendere troppo nella questione, senza citare gli sprechi, i privilegi e gli sperperi dei decenni ormai lontani a spese dei cittadini, ecco, senza tirare in ballo tutto questo, non è meglio avere circa 4000 esuberi piuttosto che il fallimento della compagnia che manderebbe a casa migliaia e migliaia di dipendenti?
Si tratta di scegliere il male minore, a malincuore ovviamente.
Ed è necessario che la compagnia si rimbocchi le maniche, in tempo di vacche magre è necessario che tutti facciano dei sacrifici.
Non si possono cancellare gli errori compiuti in tanti decenni, si può solo tamponare il problema e riemergere dal fondo, altrimenti si rischia il fallimento. In quel caso lì non vi sarebbe sindacato che tenga.
Snake
E’ il ministro Tremonti a dirlo. Nessuna “eredità” col segno “più” ereditata dai predecessori, solo segni “meno”. Altro che tesoretto, se c’è stato un extragettito nel periodo prodiano è stato mangiato dalla miriade di ministeri e dipartimenti creati ex novo dal precedente esecutivo.
Abbiamo il terzo debito pubblico mondiale senza essere la terza economia più forte al mondo.
Ora la sfida sarà, secondo Tremonti, ridurre il debito pubblico senza aumentare le tasse.
Alla faccia del famoso tesoretto di Padoa Schioppa.
Snake
In passato ci eravamo già occupati en passant del tema dell’energia nucleare.
Ora i tempi sono maturi per approfondire il dibattito. E’ nota a tutti la situazione energetica italiana: in soldoni (è proprio il caso di dirlo!) paghiamo bollette astronomiche per energia che in gran parte importiamo.
Già, ma da dove?
Ebbene, come è noto, molta di questa energia proviene dall’estero, e si tratta spesso di energia atomica, che Stati come Francia e Germania, solo per citarne due, producono in abbondanza.
E di fatto le nostre bollette lievitano.
La storia del nucleare in Italia ha radici lontane nel tempo, già dalla fine degli anni ‘50 era pronto un ambizioso progetto di sviluppo atomico e nel 1966 l’Italia era il terzo Paese più produttivo al mondo di energia nucleare.
Poi arrivo Chernobjl, nel 1986 e nel 1987 venne approvato il referendum per la definitiva chiusura delle centrali atomiche.
A quei tempi, senza dubbio, si agì frettolosamente, sulla scorta dell’emozione e del panico suscitato da quel grave incidente.
Una scelta che purtroppo ancora oggi paghiamo. Ma è davvero così pericolosa l’energia atomica?
Ovvio, un minimo di rischio c’è sempre. Ma proviamo a ragionare in termini pratici. L’Italia è circondata da nazioni che utilizzano il nucleare. La stessa Italia importa a caro prezzo la suddetta energia. Allora tanto vale produrla anche noi.
Soprattutto perché oggi la tecnologia è molto più avanzata rispetto al 1986. Oggi esiste il nucleare di quarta generazione che oltre ad essere estremamente sicuro, ha un’ottima capacità di smaltimento in termini di scorie, con conseguente minor inquinamento.
C’è da dire che lo smaltimento delle scorie è l’unico ipotetico problema di inquinamento. Diciamo ipotetico perché per esempio la Francia ha saputo operare un sapiente progetto di smaltimento.
L’energia nucleare in sé non inquina: infatti la centrale è come un’enorme pentolone di acqua calda che produce energia: in altre parole i “fumi” che si vedrebbero nelle centrali non sono altro che vapore acqueo.
Allora è bene che il governo proceda. Del resto anche parte dell’opposizione apre degli spiragli. L’Udc per esempio è favorevole e anche il Pd pare essere pronto a discuterne.
La sinistra estrema ovviamente non è d’accordo, ma fa poco testo, dal momento che non ha rappresentanti in Parlamento.
Ci vorranno diversi anni, questo è vero, ma prima o poi bisogna cominciare. Per noi e per le generazioni che verranno.
Snake
Update:
Vi segnalo l’ottimo post di Mario Trabucco che racchiude un’attenta comparazione della risorsa nucleare con altre cosiddette “fonti rinnovabili”.
Dopo tanti proclami ed elogi a questa finanziaria da parte del governo, arrivano implacabili i giudizi espressi da Mario Draghi e dalla Corte dei conti.
In sostanza, senza troppi giri di parole, la manovra viene smontata attraverso due buoni motivi: eccessiva pressione fiscale e aumento della spesa pubblica.
Più chiari di così. Altro che risanamento e contenimento della spesa pubblica. Gli sprechi evidentemente sono all’ordine del giorno.
Servissero a qualcosa. Più la macchina statale mangia i nostri soldi, più è inefficiente, a quanto pare. E così pagare le tasse, in questo Paese, oltre a non essere affatto bellissimo è anche dannoso. Tasse che comunque rimangono troppo alte.
E che dire del tesoretto? Anche quello sperperato tra elemosine di stato ai bamboccioni e poltrone ministeriali.
Una gestione tutt’altro che virtuosa quindi.
Eliminare gli sprechi dovrebbe essere una priorità. Solo in tal modo si può avere una gestione efficiente ed economica, tagliando i rami marci ed eliminando gli automatismi di carriera svincolati da criteri di merito.
Ma d’altronde è come gridare al vento.
E il buon Prodi fa pure la parte dell’offeso! Poverino, lasciatelo governare in pace!
Ma alla fine siamo noi che ne abbiamo le tasche piene (non di soldi, s’intende..) di governanti incapaci e mangiasoldi.
Snake










