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Emblema di BankitaliaL’allarme stavolta arriva dal governatore della Banca d’Italia Mario Draghi e dalla Corte dei conti. Secondo il numero 1 di Bankitalia, non esiste alcun tesoretto da spendere, che viene relegato alla sfera della fantasia. Infatti il rapporto deficit/pil e il debito pubblico italiani sono tali da non consentire “elargizioni pubbliche”.
Altro che effetti positivi della politica economica del governo. La situazione non è certo rosea.
Del resto anche la Corte dei conti ha più volte ribadito la necessità di ridurre la spesa pubblica, un’esigenza fortemente sentita dalla popolazione in generale.
Ma è molto difficile prevedere una riduzione della spesa pubblica, specie da un esecutivo di sinistra, per natura e ideologicamente tendente ad accrescere la macchina statale.
Insomma, si prevede un autunno molto caldo per il governo. Il nodo delle pensioni è cruciale. Il compromesso, come sempre, si troverà, ma a che prezzo? Al prezzo, c’è da immaginarlo, di rendere ancora più insostenibile il sistema previdenziale. L’aumento dell’età pensionabile è una necessità, assieme all’incentivo del sistema pensionistico integrativo. I problemi non si risolvono certo con l’abbattimento dello scalone, come vorrebbe la sinistra estrema, più preoccupata del presente dei fannulloni piuttosto del futuro dei giovani.
Difficile prevedere se il governo terrà conto o meno dai segnali lanciati da Bankitalia e dalla magistratura contabile.
Bisognerà attendere l’autunno per capire meglio gli assetti futuri.

Snake

Tommaso Padoa SchioppaNon che senza la Corte dei conti sarebbe stato impossibile notarlo, ma la suprema magistratura contabile ha ufficializzato quello che ormai tanti italiani hanno capito: i conti pubblici vanno male e l’aumento delle risorse (leggi tesoretto) è dovuto solamento all’aumento della tassazione.
E’ un quadro assai impietoso ma reale quello dipinto dalla Corte dei conti. In sostanza il tesoretto è solo uno specchio per allodole, non rappresenta alcun surplus in termini di guadagni.
Ma l’analisi va ben oltre a questo dato di fatto. Il monito è preciso: troppa spesa pubblica. Una continuazione in tal senso sarebbe rischiosa e porterebbe al collasso.
D’altronde sappiamo tutti che la sinistra è geneticamente legata a doppio filo con la macchina statale: più stato e più sprechi verrebbe da dire.
L’aumento della spesa pubblica è sotto gli occhi di tutti ed è cominciata con cosiddetto “spacchettamento dei ministeri”, una indecente distribuzione a pioggia di poltrone tra ministri e sottosegretari.
Anche riguardo questa notizia la stampa nostrana, così ben allineata, ha dedicato poco spazio, in modo da insabbiare il tutto. Eppure si tratta di una notizia degna di grande importanza, perché mette a nudo il fallimento della politica economica dell’esecutivo.
Una politica di sole tasse atte derubare gli italiani per pagare le poltrone di ministri e dei sottosegretari si chiama semplicemente furto. E i pochi soldi che verranno spesi per i miseri aumenti delle pensioni (50 euro..) serviranno solamente a compensare in parte i soldi persi a causa dell’eccessiva tassazione.
Insomma, tra una goliardata veltroniana e l’altra, ci si dimentica dei fatti che realmente contano. Contano eccome. Sono stati ben contati dalla Corte dei conti. Più chiaro di così.

Snake

EmblemaSembra di essere tornati ai tempi delle famigerate partecipazioni statali, che nella seconda metà degli anni ‘50 inauguravano la stagione del dirigismo statale nell’economia, la stagione del cosiddetto interventismo democratico. In quel periodo nacquero delle vere e proprie strutture elefantiache, tutto l’universo del parastato. In buona sostanza i governi di centrosinistra a guida democristiana ponevano in essere un massiccio intervento nell’economia, alimentando tra le altre cose il deficit del bilancio. Altri tempi.
Ma pare che oggi queste manovre e queste concezioni economiche siano tornate in auge. D’altronde Romano Prodi è il tipico esponente di quell’ideologia democristiana “cattocomunista” che trovava le sue origini nel pensiero di Dossetti.
E così anche nell’affare Telecom siamo arrivati al punto che gli investitori stranieri sono scappati. E di corsa anche. A forza di lanciare segnali e velate indicazioni, il governo ha lasciato intendere di avere il timone dell’intera operazione.
Gli americani in effetti hanno fatto bene a scappare. Loro d’altronde sono abituati a tutt’altri metodi e a tutt’altra libertà nel campo economico. Certamente non tollerano ingerenze dello Stato. Cosa che in Italia succede.
Troppe incertezze, troppi rischi, poche garanzie e soprattutto regole del gioco cambiate in itinere. Questo e molto altro è l’economia italiana guidata dall’esecutivo Prodi. Non mi stupirei se la stessa Telecom venisse statalizzata.
Ora si rischia di restare con un pugno di mosche. O forse il governo preferisce i messicani agli americani. Poi è anche saltata fuori la storia che Berlusconi voglia acquistare la Telecom. Ma l’ex premier ha smentito pure questo. Anche perché si sarebbe attirato gli strali di tutta la sinistra.
La Telecom è ormai una patata bollente, un po’ come l’Alitalia e sono in pochi a volersi buttare a capofitto in questa impresa.
C’è da sottolineare che a farne le spese è l’immagine stessa dell’Italia all’estero e la sua economia a livello internazionale. Chi vorrebbe investire in un Paese in cui non vi sono certezze e lo Stato fa il buono e il cattivo tempo?
Ma la ciliegina sulla torta è data dalla dichiarazione di Prodi in visita questi giorni in Corea del Sud. Il premier ha infatti detto che il governo favorirà gli investimenti esteri in Italia! C’è da morire dalle risate! Infatti stanno favorendo così tanto i partners commerciali esteri che questi ultimi addirittura scappano! Figuriamoci se non li favorissero..
Così non va. E se si va avanti con questo andazzo, i danni subiti dalla nostra economia stenteranno a essere riparati.

Snake

Romano ProdiIn una lunga lettera al direttore “amico” del Corsera di oggi, Romano Prodi fa bella mostra delle sue buone intenzioni, evidentemente maturate nel clima pasquale. Nei vari tg non si fa altro che parlare di questo “tesoretto” o meglio, di questa ricompensa da redistribuire agli italiani, come premio, dopo questi 11 mesi di governo.
Tuttavia, se si analizza la lettera di Prodi, non si può fare a meno di notare come questo tema venga trattato di striscio, en passant, mentre gran parte del testo è dedicato a considerazioni generali scritte in politichese.
Sorgono molti interrogativi a proposito di questo tesoretto. In primis, non è che per caso si tratta del frutto di 5 anni di finanziarie del centrodestra? Appare quanto mai improbabile che pochi mesi di governo, tante spese effettuate a causa dello spacchettamento dei ministeri, non pesino negativamente su questi aspetti. E anche se le risorse fossero frutto di questi mesi di governo di centrosinistra, basterebbe questa “ricompensa” per far digerire alle famiglie le stangate e le tasse che si sono abbattute su di esse come un fulmine a ciel sereno?
Inoltre a quanto pare, sempre se si segue questo ragionamento che è poi sotteso all’ideologia economica della sinistra, si tratta di redistribuire alle famiglie e alle categorie meno abbienti parte di questo “bottino”. Non sarebbe invece stato meglio abbassare le tasse, in modo tale da evitare i finanziamenti a pioggia? Se le tasse non calano, si rischia di azzerare gli effetti compensativi di questa redistribuzione. Praticamente si rischia di impiegare questo tesoretto per pagare le tasse.
O non sarà forse questa una manovra del governo in vista delle elezioni amministrative?
Insomma, pare proprio che Prodi e i suoi vogliano spartire il lauto bottino ricavato dai 5 anni precendenti e tutto questo con un tempismo perfetto in vista delle elezioni amministrative.
Ma le tasse rimangono comunque alte, stando anche alle parole delle agenzie internazionali che si occupano di questi temi.
Staremo a vedere insomma.

Snake

EmblemaLa finanziaria cangiante continua a stupirci. In programma altre 12 tasse, tra cui l’imposta sugli affitti al 20% e il superbollo sulle auto sopra i 100 kw. Già, il superbollo, un ritorno in grande stile. La pressione fiscale, secondo Il Sole 24 ore sale al 53%, praticamente si paga più di quanto si guadagni. Non solo, l’87%, sì dico bene, l’87% delle misure previste nella finanziaria 2007 sono costituite da nuove tasse, stando ai dati forniti dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre.
Ovviamente c’è da mettere in conto anche l’aumento dei contributi della previdenza sociale agli autonomi, apprendisti e ai lavoratori dipendenti. “Secondo il Governo – esordisce il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi – queste misure sono conteggiate come tagli alla spesa pubblica. In realtà non è così. Nel momento in cui riducono i trasferimenti ai Comuni, pari a 4,4 mld di euro, per lo Stato è sicuramente un risparmio ma per i cittadini tutto questo si tramuterà in un probabilissimo aumento delle addizionali Irpef locali, un aumento dell’Ici e di altre imposte comunali. Lo stesso dicasi per la sanità”. “Nella misura in cui si stabilizza la spesa e si risparmiano 3,1 mld di euro a livello centrale – conclude Bortolussi -sarà data la possibilita’ alle Regioni di introdurre nuovi ticket e di aumentare la consistenza di quelli già esistenti. Insomma, i provvedimenti per gli enti locali e la sanità saranno risparmi solo per lo Stato ma non per i cittadini. Mentre le inefficienze e l’improduttività della macchina pubblica vengono, ancora una volta, solo sfiorate”. Queste cose ovviamente non le troverete certo a caratteri cubitali su gionali come il Corsera, tanto per fare un esempio, anzi, quest’ultimo ha camufatto molto bene la notizia.
Ma allora come diavolo fa Prodi a dire che farà ripartire l’Italia? Dopo averla dissanguata forse? Le tasse, come vedete, continuano a fioccare ogni giorno e questo governo sta stabilendo il record di tassazione nella storia della repubblica.
E chi l’ha votato, per favore, abbia la decenza di non lamentarsi, come al contrario sta accadendo. Complimenti vivissimi al governo Prodi e arrivederci per altre nuove e straordinarie tasse.

Snake