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Inizio d’anno assai burrascoso per Israele. Pare proprio che la misura sia colma e che per contrastare il lancio indiscriminato di missili da parte di Hamas, lo stato ebraico sia passato alle maniere forti.
Una lotta senza quartiere che lascia ben poco spazio alle trattative e alla diplomazia.
Trattare con Hamas servirebbe a poco. I militanti di Hamas si fanno scudo con la popolazione, spesso donne e bambini, in modo tale che gli attacchi israeliani possano colpire innocenti. Tutto questo ovviamente colpisce l’opinione pubblica che fa passare Israele come uno Stato sanguinario.
E’ chiaro che finché ci sarà Hamas non potrà esserci pace in Palestina, non potrà neppure esserci uno Stato palestinese. Ed è chiaro che è necessario fermare chi foraggia Hamas con denaro e armi. Chiudere i rubinetti insomma.
Ora forse siamo all’epilogo e il mondo intero attende gli sviluppi.
Snake
Il vecchio vizio della sinistra italiana a ergersi a paladina della moralità nazionale non è mai venuto meno. E così ieri abbiamo assistito al teatrino montato ad arte contro le parole di Silvio Berlusconi su Obama, definito scherzosamente dal premier “abbronzato”. Apriti cielo. D’ora in avanti stiamo attenti a parlare, non sia mai che incappassimo in qualche bacchettone della sinistra. Forse dovremmo anche evitare di andare al mare d’estate, onde evitare un’abbronzatura un po’ forte, passibile di suscitare commenti simili a quelli esternati dal premier. Anzi, perché non istituire un comitato di salute pubblica atto a censurare e a perseguire chi dovesse usare tale turpe linguaggio?
Mannaggia a quei bulli al governo! Meno male che c’è la sinistra a portarci sulla retta via!
Ci sentiremmo senz’altro smarriti senza la loro ferma e integerrima guida morale, esempio vivente di superiorità antropoligica.
Loro, i bacchettoni, non scenderebbero mai a compromessi, non usufruirebbero delle trovate diaboliche del nemico Silvio. O forse sì? Per esempio i tanto vituperati condoni.. Di cui ha usufruito Vincenzo Visco, esponente di spicco del Pd, ma anche artisti impegnati come Jacopo Fo.. Eh già, bisogna pur salvare la faccia in pubblico, tranne poi approfittarne negli affari privati..
Ma tralasciamo questi dettagli, ce ne sarebbero molti altri.
Torniamo a quel dittatore di Silvio. Ieri anche la stampa, indignata, faceva notare che Obama aveva contattato tutti i capi di stato tranne il premier italiano. Peccato che fosse solo questione di tempo, visto che la telefonata c’è stata.
Ma il premier sa il fatto suo e ha risposto a tono “Dio ci salvi dagli imbecilli”. Triste ma vero. Mi rifiuto di credere che tutta la sinistra sia così, dal momento che in essa vi sono persone capaci e intelligenti, che non scadono in queste stupidaggini.
Ma a parte l’ironia, è stata veramente una caduta di stile. Come sempre le frasi di Berlusconi, spesso colorite, sono prese a pretesto per montare un caso nazionale. E purtroppo i media schierati, media internazionali compresi, gettano benzina sul fuoco.
Suvvia, fatevi una risata e pensate ai veri problemi, continuate le vostre battaglie politiche come opposizione seria e costruttiva e non arenandovi sul vecchio cliché della superiorità morale e antropologica, non giova a voi e neppure al vostro elettorato.
La vera sfida della sinistra, per diventare davvero moderna e innovativa, si gioca anche su questo campo: eliminare gli stereotipi che si sono trascinati nel tempo, voltare pagina. Veltroni purtroppo pare non aver capito bene questo semplice ragionamento ed è proprio il caso di dire che fa “one step forward and two steps back” per dirla con gli inglesi.
Ci auguriamo che i tromboni rimangano tali, magari verranno trombati dagli stessi elettori.
Snake
L’America ha scelto, ha scelto il democratico Obama. Ci auguriamo, al di là delle normali preferenze che abbiamo nutrito per McCain, che questa nuova amministrazione possa occuparsi pienamente della crisi economica che, partita dagli Usa, ha investito il mondo intero.
Obama avrà insomma una bella gatta da pelare, ma crediamo sia all’altezza del compito.
D’altronde è anche questo il bello della democrazia americana: si evitano gli eccessi delle contrapposizioni viscerali come succede qui in Italia, dove spesso destra e sinistra non riescono o non vogliono comunicare.
E d’altronde non si può parlare di destra e sinistra negli Stati Uniti.
Come sempre, la sinistra italiana penserà ad Obama come a un suo paladino, “assorbendolo” nel loro modo di essere. Niente di più sbagliato. I democratici americani non sono il Pd italiano.
Ma queste sono polemiche che lasciamo ad altre sedi.
Non ci resta che augurare agli Usa e al suo nuovo presidente un buon lavoro e l’auspicio di una profonda collaborazione con il resto del mondo.
Snake
Sono già passati sette anni da quel tragico evento che ha segnato l’inizio del nuovo millennio. Lo ricordo ancora vividamente. Un evento che segnò la storia mondiale e che ci fece rendere conto di quanto siamo vulnerabili.
Sono cambiate molte cose in questi sette anni che per il sottoscritto sono passati assai rapidi. E’ cambiato il nostro modo di vedere le cose, il nostro approccio alla sicurezza.
Credo che si debba sempre ricordare questo episodio, credo che lo si debba ricordare soprattutto a chi disprezza i nostri valori, quelli dell’Occidente. Perché si trattò proprio di un attacco all’Occidente, ai nostri più intimi valori, alla nostra Storia, a tutti noi.
Ecco perché ricordiamo e sempre ricorderemo. E per favore, niente cospirazionisti.
We will never forget!
Snake
Secondo un sondaggio USA Today/Gallup, John McCain è in testa di 4 punti (50%) rispetto al suo rivale Barack Obama fermo al 46%. Mentre il sito www.realclearpolitics.com nell’ultimo periodo, dal 29 agosto al 7 settembre assegna a McCain un punto di vantaggio (46,7% rispetto al 45,7% di Obama).
Analizzando le due campagne elettorali e le convention dei due schieramenti, secondo il mio punto di vista, quella di Obama è un “fuoco di paglia”, che diventa subito fiamma e si spegne immediatamente. In effetti ha seguito la vecchia retorica inconcludente del vecchio e usato Bill Clinton attraverso la Lady consorte Hillary. Insomma nulla di nuovo se non le solite promesse elettorali sulle tasse, sul ritiro delle truppe in Iraq e la difesa dei ceti più deboli. Argomenti, il che è risaputo, usano tutti i candidati al governo. Ma nelle parole di Obama si evince una sfumatura propagandistica e demagogica senza tenere in considerazione le vere necessità dell’America. Cosa che ha evidenziato MacCain. Da vecchio combattente sul campo (io ho le cicatrici lui no) non si è conclamato coi fuochi artificiali e le fanfare ma ha esternato la realtà americana per quella che è: “è un paese che va difeso, bisogna combattere contro il terrorismo e non abbassare la guardia. Ce lo ricorda l’11 settembre”. Forse parole crude ma vere senza nessuna demagogia. E il popolo americano ha incominciato a capire e distinguere. Obama è un ragazzo adorabile di “buona famiglia”, onesto, sincero ma di poco costrutto politico.
Allora mi chiedo: ma perché tanta enfasi propagandistica, tanto appoggio, tanto clamore dai giornali Italiani ed europei? Attento che lo scorno è vicino a portata di … penna. Come lo è stato per i democratici nell’ultima elezione di Bush. La società americana non è l’Europa e neppure l’Italia, è una nazione che sa pensare per sé e la pensa sempre nel modo giusto, senza lasciarsi influenzare dagli opinionisti, giornalisti e governi di parte. Ma quel che più mi meraviglia è la grande campagna elettorale parallela a quella di Obama che si sta svolgendo in Europa. Tutti davano per scontata la vittoria di Obama; Obama for President, Obama è l’uomo giusto (per cosa?), Obama di qua. Obama di là, uno alla volta per… Hillarità.
Allora, seriamente, chiediamoci se gli elettori americani siano degli sprovveduti: se vincesse McCain oppure Obama. Direi di no nell’uno e nell’altro caso, ma sarei propenso a dire che il popolo americano sia certamente avveduto se la spuntasse McCain.
Spider










