Persino il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha espresso una decisa presa di posizione nei confronti della magistratura politicizzata.
Il discorso di Napolitano è stato breve ma pregnante. Due i passaggi chiave. In primo luogo la magistratura deve attenersi strettamente al principio di legalità e non deve fare politica, deve solo applicare le leggi con scienza e coscienza. E’ ormai fin troppo evidente l’anomalia italiana che vede i magistrati militanti assai diffusi in tutto il Paese.
In secondo luogo – chi ha orecchie per intendere intenda – una maggioranza stabile, che gode del consenso della maggior parte degli Italiani, legalmente eletta, ha diritto a governare. Che ci piaccia o no, Berlusconi è stato eletto dal popolo a maggioranza assoluta. Con buona pace della sinistra. E che non vengano a propinarci le solite sicumere quali per esempio quelle che vedono gli Italiani succubi del Cavaliere e incapaci di decidere con la propria testa.
E certamente Giorgio Napolitano non può considerarsi uomo di destra.
Per cui è tempo che magistratura e sinistra si diano una regolata: la magistratura smetta di ingerirsi nella politica e la sinistra smetta di denigrare, demonizzare e cercare di rovesciare il Governo.
Berlusconi governerà cinque anni, alla faccia di tutti.

Snake

Ormai è palese che sia necessaria una riforma della magistratura. Finché il Governo cadrà e sarà debole nei confronti dei magistrati politicizzati, non ci sarà storia.
Pensiamo all’ultima puntata di Ballarò. Ho visto un noto professore di diritto penale, che con gran foga, difendeva la decisione della Consulta di bocciare il lodo Alfano.
Adduceva motivi di eguaglianza. Eh già, col lodo Alfano veniva leso il principio di eguaglianza.
Tutti i cittadini sono eguali di fronte alla legge.
E allora perché 2 pesi e 2 misure? Se tutti sono eguali, perché il Presidente della Repubblica, i Parlamentari, non possono essere perseguiti per le opinioni espresse nell’espletamento del loro mandato? Perché occorre un’autorizzazione a procedere per perseguire i parlamentari che commettono reato? Perché il Presidente della Repubblica possiede tante prerogative derivate direttamente dall’Italia monarchica?
E perché i magistrati non hanno responsabilità civile?
Ecco, vorrei chiedere questo all’isterico ordinario di diritto penale che starnazza come un’oca sul principio di eguaglianza.
Gli intellettuali sono bravi a giustificare a priori certe posizioni, ma non lo sono nella concretezza.
Allora ben venga una riforma basata sui fatti, non sulle supposizioni.
Tra l’altro molte cose proposte con questa riforma della giustizia sono state a loro volta proposte dalla sinistra. Ma è chiaro: se certe cose le propone Berlusconi, allora ogni misura denigratoria è lecita, se le propone la sinistra, tutto è lecito per farla sembrare accettabile.
E mi fermo qui. Per ora.

Snake

Strillare istericamente ipotetiche quantomai improbabili minacce per la democrazia è attività consueta della sinistra. E così il buon Massimo D’Alema, che pure aveva dato prova di moderazione ultimamente, non ha perso occasione per ricadere nel vecchio cliché che accusa la destra di soffocare e destabilizzare le istituzioni democratiche.
Per cosa poi? Per il semplice fatto che Berlusconi abbia sparato a zero sulla stampa italiana.. E il premier non ha parlato di stampa di destra e stampa di sinistra, non ha fatto alcun nome. L’uscita di Berlusconi è stata vaga e generica. Nessuno è stato minacciato. Al di là del fatto che la stampa italiana è ormai tutta schierata o a destra o (sopratutto) a sinistra, credo che non vi sia nulla di strano nell’esprimere la propria opinione. E comunque tutto ciò non rappresenta di certo un allarme per la democrazia. Semmai l’allarme è dato dal fatto che la maggioranza delle testate giornalistiche sono di sinistra e antiberlusconiane. Ma questa è un’altra storia.
Si vede che nel Pd c’è nervosismo per le primarie e ogni occasione è buona per mettersi in mostra e tirare l’acqua al proprio mulino. Chissà poi se i loro elettori gradiranno questa ennesima lotta fratricida, urlata e combattuta con ogni mezzo.

Snake

Forse alcuni di voi pensavano già all’imminente chiusura di questo blog. Ed effettivamente questi mesi del 2009 sono stati assai poco produttivi per Face the Truth. Vuoi per motivi personali legati a talune vicende che la vita spesso ci “regala”, vuoi per altre motivazioni. Sorvolando sui motivi personali, è opportuno riflettere sugli altri temi. Non è ormai solo un’impressione il fatto che la blogosfera abbia perduto terreno nel web. Gli anni d’oro dei blog sono alle spalle. Oggigiorno i social network permettono una comunicazione più rapida, immediata, tutta la nostra vita è on line in un click, attraverso messaggi, foto, video, musica, quiz, ecc. Certamente si tratta di un fenomeno senza precedenti ed è difficile prevederne gli sviluppi.
Tutto questo, ovviamente, va a discapito di determinate “categorie multimediali”, come appunto quella del blog. Il blog di per se è impegnativo, specie se affronta un determinato campo (nel nostro caso, la politica) e richiede costanza e dedizione, analisi dei fatti e dei dati, non ci si può permettere che in minima parte di “scadere”, di essere banali, pena la perdita di credibilità e di visitatori. Il mestiere del blogger politico è spesso un mestiere ingrato: lo si fa per passione, per dare un senso al proprio lavoro, per condividere, pubblicizzare, sottoporre a critica le nostre idee. E ciò comporta che per esempio articoli da noi ritenuti pregevoli possano essere snobbati e altri da noi ritenuti meno importanti possano andare alla ribalta. In ormai 4 anni di attività, sono abituato a questo genere di cose.
Permettetemi anche di fare un tuffo nei ricordi. Sono chiare nella mia mente gli inizi di Face the Truth: era il luglio del 2005, un’altra ennesima calda estate e mi gettai in questa impresa. Tocque-ville, che era stata appena fondata e di cui sono membro e redattore, appariva come una splendida realtà che tuttora va avanti. Si era nel pieno del boom dei blog: c’era gran fermento e non c’era quell’offuscamento dovuto ai social network. Avere un blog serio era una vera e propria responsabilità: migliaia di visitatori, commenti, discussioni. I blog erano davvero un mezzo straordinario per la diffusione delle idee, strumento essenziale di democrazia, palestra del pensiero oserei dire.
E’ triste pensare che molte cose siano cambiate: non si vuole criticare il social network di per se, ma si evidenza il fatto incontrovertibile che grazie ad esso il panorama delle libere idee si è impoverito: siamo spesso più interessati alla frase sulla bacheca di facebook del nostro amico che non a leggerci un articolo su un blog. Il social network in questo senso è come un buco nero che risucchia a poco a poco tutto ciò che c’è intorno. E’ l’evoluzione del web del resto. L’immediatezza nella comunicazione è un richiamo irresistibile. Forum, email, blog, siti, tutte cose ancora attive, ma oscurate dai social network. Ovviamente esistono delle eccezioni, per fortuna. Queste cose non sono sparite, ma non posseggono, a mio modesto parere, la passione e il fascino che suscitavano un tempo. Io amo ancora tantissimo scrivere email, discutere sui forum, cotruire siti web.
Il sottoscritto è sempre stato appassionato di informatica, dal 2002 costruiva siti web e ricordo con piacere che costruire una pagina web “artigianalmente” mi dava un’immensa soddisfazione. Nessuno mi vieta di farlo ancora oggi, ma io stesso, non essendo una persona ipocrita, preferisco di gran lunga i moduli CMS per esempio, che mi consentono di concentrarmi sui contenuti e non sul codice e permettendomi di aggiornare velocemente il tutto.
Del resto il progresso deve andare avanti. L’unico rammarico è che la blogosfera, o meglio, i tempi d’oro della blogosfera, siano ormai relegati al passato. Ci saranno senz’altro tantissime persone appassionate di blog, che ne hanno uno e che lo aggiornano, ma la popolarità in termini di numero di visite, in termini di strumento di influenza politica, penso vada scemando.
Allora forse sono possibili due diversi scenari: in primo luogo sarebbe bello sfruttare le potenzialità dei social network per traslare in esso il mondo della blogosfera: in pratica creare social network a tema strutturati in maniera semplice e intuitiva: nel nostro caso, una sorta di “facebook di Tocque-ville”. Oppure, secondo scenario, è possibile che questa disattenzione per la blogosfera possa portare a due opzioni: o al tramonto quasi inesorabile della blogosfera stessa, oppure all’incremento della qualità, inducendo i più virtuosi a migliorarsi e scoraggiando i meno motivati, creando un target di lettori selezionato e attento.
Sono solo ipotesi ovviamente.
Detto questo, non ce la sentiamo di chiudere il blog, o meglio, non me la sento. In fondo questo blog è parte di me. E’ come un diario che, nonostante non abbia quasi mai trattato argomenti relativi alla mia vita privata, ne è stato testimone silenzioso. E’ stato un compagno di idee, di confronto, una finestra sul mondo. Sarei davvero un ingrato se lo chiudessi. E non sono mancate le tante soddisfazioni. Gli ultimi otto mesi per me sono stati tra i più bui della mia esistenza. Ma la vita va avanti e ora – ecco che forse per la prima volta parlo un po’ di me stesso – ho voglia di riprendere a vivere. E questo blog, Face the Truth è parte di questa mia vita. Perdonate la digressione, da settembre si ricomincia!

Snake

Finita questa tornata elettorale, emerge nuovamente la sconfitta del Pd, l’ennesima. Ancora una volta la demonizzazione dell’avversario, l’accanimento anche personale contro Berlusconi non ha pagato.
L’hanno capito tutti tranne i vertici del partito. E così va avanti la debacle del Pd, anche e soprattutto nelle elezioni amministrative, tradizionale terreno a loro congeniale.
Personalmente ho trovato più concrete e attuali le proposte di partiti come Sinistra e libertà: lotta al precariato, disoccupazione, carovita, tutti temi che meritano di essere discussi, al contrario di gossip e veline.
Franceschini, laconico, dice che ancora non è finita, nel senso che bisogna attendere i ballottaggi. Ma serpeggia in maniera palese il malcontento degli elettori del Pd. Finché saranno al vertice del partito persone come Veltroni prima e Franceschini poi, non vi saranno grosse possibilità di conquista dell’elettorato.
Inutile venire a raccontare la solita favoletta che Berlusconi ha manipolato le elezioni, ha tutto nelle sue mani ecc. Chi voleva poteva votare Pd, ognuno è responsabile del proprio voto.
Francamente, visti gli sviluppi, sarà difficile credere a concreti cambiamenti nel Pd: da quando è nato, il partito è rimasto nella sostanza un’accozzaglia di Ds e Margherita. Altro che “democratici sul modello americano di Obama”. Siamo anni luce.

Snake